Black Widow: recensione dell'assolo di Vedova Nera (e famiglia) tra sentimenti e spettacolo

29 giugno 2021
3.5 di 5

Scarlett Johansson investe tutta se stessa nel personaggio di Black Widow dal quale si congeda con onore, in uno dei migliori film del Marvel Cinematic Universe.

Black Widow: recensione dell'assolo di Vedova Nera (e famiglia) tra sentimenti e spettacolo

Ed infine arriva il film su Black Widow di cui non sapevamo di avere così tanto bisogno. Non solo per l'attesa forzata dovuta ai vari rinvii, causa pandemia, che hanno fatto slittare l'uscita del film di 14 mesi. E non solo per il piacere di tornare al cinema con l'entertainment di alto livello che scorre nelle vene dell'industria hollywoodiana. E nemmeno per la crisi d'astinenza da supereroi del Marvel Cinematic Universe, placata egregiamente con le mini serie su Disney+. Quali sono i titoli più riusciti tra quelli dedicati ai singoli personaggi dall'inizio di questo universo cinematografico? Possiamo discuterne a lungo per il coinvolgimento personale che ognuno di noi ha con gli eroi la saga, ma dovremmo essere relativamente d'accordo nell'identificare il primo Iron Man e il secondo Captain America come i migliori. Ecco, in quanto a spessore narrativo e spettacolarità delle scene d'azione, Black Widow si colloca al loro pari e, grazie all'esperienza maturata in questo decennio dagli "artigiani" della Marvel, il film offre qualcosa che non avevamo ancora visto.

Seppur disfunzionale, interrotta e sostanzialmente artificiale, è la famiglia il valore aggiunto della storia di Black Widow. La Marvel spicca un balzo in avanti sul fronte degli affetti, finora costruiti intorno all'amore non vissuto di Steve Rogers, a quello desiderato, ottenuto e sacrificato per un bene più grande da Tony Stark, alla parentesi domestica di Occhio di Falco e a quella dinastica di Thor. La solitudine dei supereroi è una condizione psicologica rappresentata al meglio dal personaggio di Bruce Banner, il quale fisicamente cerca l'autoisolamento per non creare danni e traumi intorno a sé. Con Natasha Romanoff arriva a sorpresa il momento di porre gli affetti familiari nel cuore della narrazione e di lasciarli palpitare come se fossero reali, a dispetto della vera natura dei membri della famiglia.

Il film inizia affacciandosi sulle ultime ore dell'infanzia di Natasha e della sorella Yelena, di cui conosciamo subito la madre Melina e il padre Alexei. Siamo negli Stati Uniti, in Ohio, è il 1995 e la loro "avventura" che interrompe una cena come tante altre, determina il futuro tutt'altro roseo che avranno davanti. Le bambine sono meno consapevoli di cosa le aspetta ma, quella notte durante la fuga, Natasha dimostra subito il temperamento che le appartiene. Bellissima la sequenza dei titoli di testa che mostra cosa accade loro, sulle note di Smells Like Teen Spirit nella struggente versione cantata da Sia con Sean Paul. La storia si sposta successivamente nel 2016 con Natasha nuovamente in fuga, perché è tra gli Avengers ricercati dal governo americano. È in questo momento della timeline del MCU, dopo Captain America: Civil War e prima di Avengers: Infinity War, che si svolge l'azione di Black Widow.

Il film esplora il diabolico piano del russo Dreykov che fin dalla guerra fredda gestisce un esercito di Vedove Nere, programmate biochimicamente e asservite per eseguire gli ordini dei servizi segreti russi. Yelena, interpretata da Florence Pugh, ne fa parte fino a quando inala una sostanza che la libera dal controllo. È alla sorella che non vede vent'anni, famosa per essere un Avenger, che spedisce le preziose fiale. Il loro scopo è trovare la fantomatica "stanza rossa", sede operativa di Dreykov, e per farlo devono ricorrere all'aiuto degli ex genitori. Black Widow è un film ambizioso e cerca ostinatamente di essere spettacolare, dai combattimenti corpo a corpo, agli inseguimenti per le strade di Budapest, passando per un'evasione in uno scenario innevato fino all'ultimo atto a dir poco monumentale.

Gli artisti digitali ribadiscono la loro bravura in ogni frame di queste sequenze, dalla creazione di background inesistenti al fuoco e fiamme di ogni tipo di arma, affiancati dall'impegno acrobatico sul set delle controfigure. Ancora una volta, però, è il lavoro di storytelling a tenere tutto insieme e a permetterci di scavare nell'umanità e nei sentimenti di Natasha. La donna vede in Yelena lo specchio che riflette le proprie contraddizioni, quelle di un passato che vuole dimenticare nel quale risiedono al contempo gli unici reali affetti che abbia mai avuto. La mano della regista Cate Shortland si sente nell'intimità delle relazioni e nel tono severo e insieme leggero che lo script punta ad avere. Perfettamente allineati Rachel Weisz e David Harbour, quest'ultimo particolarmente azzeccato nel ruolo dell'appesantito, logorroico e goffamente inopportuno ex eroe sovietico sempre in cerca di scampoli di gloria.

Scarlett Johansson aveva 25 anni quando debuttò nel costume di Vedova Nera in Iron Man 2 nel 2010. La stessa attrice ha classificato come sessualizzata quell'introduzione del suo personaggio (anche se aveva un fine nella storia) e oggi, a 36 anni da protagonista e produttrice esecutiva, in Black Widow si fa beffe delle pose da supereroina tanto care al marketing che deve avere un'immagine da vendere. In un lungo arco di tempo le cose cambiano. Il mondo si evolve, noi con lui e la Johansson nel frattempo è diventata mamma, ma soprattutto un essere umano consapevole e responsabile che applica un'etica professionale al proprio lavoro. La sua Natasha Romanoff meritava di avere una storia tutta per sé, a patto che l'intero team creativo riuscisse a consolidare l'evoluzione del suo personaggio che abbiamo intravisto nella coralità delle avventure degli Avengers. Viviamo in un momento sovrappopolato da eroi con i superpoteri, ma la Marvel continua prosperare per la grande apertura mentale dei suoi dirigenti. È un grande business, certamente, portato avanti da persone che investono in creatività, che non temono di far maturare i loro personaggi e che abbracciano i repentini cambiamenti della società. Black Widow ne è la prova ed è il congedo perfetto per il personaggio di Scarlett Johansson.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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