Bentornato Presidente! Recensione

Titolo originale: Bentornato Presidente!

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Bentornato Presidente: recensione del brillante sequel con Claudio Bisio

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Bentornato Presidente: recensione del brillante sequel con Claudio Bisio

Certe cose a volte è bene dirle chiare e subito: Bentornato Presidente è una commedia strepitosa. Siamo di fronte a quell'evento in cui, oltre a riscontrare un lavoro fatto bene, non si può far altro che riconoscere il talento delle persone coinvolte la cui felice unione eleva il valore di un film.
Partendo da Benvenuto Presidente del 2013, il produttore Nicola Giuliano e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci hanno atteso con pazienza la maturazione delle loro idee per realizzare un sequel, pensando all'Unione Europea, scartando alcune cose e custodendone altre, fino a quando le elezioni del 4 marzo 2018 e il conseguente stallo governativo indicassero la strada giusta da seguire. Peppino Garibaldi, dopo essere stato proclamato accidentalmente Presidente della Repubblica, doveva diventare Presidente del Consiglio e guidare un paese allo sbando.
Se quello politico italiano è un universo vasto, misterioso e brulicante di galassie sconosciute, Bentornato Presidente è il film di science-fiction che stavamo aspettando.

Bentornato Presidente è ambientato alcuni anni dopo le dimissioni da capo dello Stato del protagonista. Peppino e Janis hanno ora una bambina di 7 anni e vivono felicemente isolati in una baita di montagna. O forse non così felicemente, visto che Janis prende figlia e bagagli e ritorna a Roma al suo ruolo di funzionario del Quirinale. Dopo tre mesi trascorsi a tagliare legna per smaltire la rabbia, Peppino decide di recuperare il rapporto e ricostituire la famiglia. Già qui abbiamo un assaggio del peso estetico che i due registi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi infondono al film. Con una splendida sequenza alternata tra tronchi in alta montagna e matite su scrivanie, i registi danno corpo all'angoscia di Peppino che viaggia in parallelo con la crisi del governo in corso.

Fontana e Stasi portano un fiume creativo di idee sul quale l'intelligente e brillante sceneggiatura di Bonifacci naviga a gonfie vele. La costruzione narrativa è impeccabile e le motivazioni dei personaggi non vengono mai meno, accompagnate da una regia che è consapevole delle proprie responsabilità, che sa di poter sgonfiare o esaltare una storia. Anche soltanto con le transizioni tra una scena e l'altra, cercate, ragionate e contestualizzate, perché l'estetica può dimostrare amore passionale verso i contenuti ed essere ricambiata.
Bisogna avere voglia, bisogna crederci e bisogna essere capaci, tutte qualità che il comparto autoriale del film possiede e che quello tecnico asseconda con perizia.

In tutto questo, Bentornato Presidente è anche e soprattutto un film esilarante, in cui la satira politica fa sorridere, poi fa ridere e, a pensarci bene, fa un po' piangere perché ritrae l'Italia in tutte le sue maccheroniche incongruenze. I leader dei partiti di maggioranza, incarnati da Paolo Calabresi e Guglielmo Poggi, sono la versione caricaturale di qualcosa che è già grottesco all'origine, mentre il quadretto che incornicia l'opposizione, con il volto di Marco Ripoldi, è la ciliegina sulla torta. I tre attori ingurgitano e rigurgitano i loro personaggi con grande bravura, così come verosimilmente statuari vogliono essere Pietro Sermonti e Sarah Felberbaum nei ruoli degli impenitenti burocrati. Claudio Bisio, che abitualmente sprizza verve comica da tutti i pori, trattiene l'esuberanza non necessaria e si dimostra anche questa volta l'azzeccato Presidente che tutti vorremmo avere.
E se dovesse scappare una lacrima alla fine, sarebbe un guaio... potremmo riscoprirci patriottici. Fantascienza, eh?

Bentornato Presidente!
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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