Avengers: Age of Ultron - La recensione del nuovo film Marvel

21 aprile 2015
4 di 5
443

Joss Whedon ha i superpoteri e lo dimostra creando un grande intrattenimento

Avengers: Age of Ultron - La recensione del nuovo film Marvel

Se i superpoteri esistono, è Joss Whedon a possederli.
L'equilibrismo è il talento innato o acquisito che il regista ha usato più di ogni altro per far sì che Avengers: Age of Ultron potesse, non solo reggersi in piedi, ma ergersi al di sopra del precedente film. Questa nuova avventura collettiva di Captain America, Thor, Iron Man, Hulk, Occhio di Falco e Vedova Nera, spicca per essere estremamente bilanciata sotto ogni punto di vista. Narrativamente la storia fila spedita nelle sue 2h20 di durata, e questa è sempre la cosa più importante. Whedon è innanzitutto un bravo sceneggiatore e adattare Shakespeare in un film low budget nella pausa tra il primo e il secondo Avengers, deve essere stato per lui rilassante, rigenerativo e propedeutico. Nell'universo cinematico Marvel, Age of Ultron prosegue gli eventi descritti in Captain America: The Winter Soldier nella cui continuity si inserisce anche la serie Agents of S.H.I.E.L.D.

Gli Avengers sono in missione dal primo secondo di film. Recuperare lo scettro di Loki dalle mani del Barone von Strucker è vitale per impedirgli di continuare a condurre i suoi folli esperimenti. Il Forte di Bard di Aosta (al quale il film rende un ottimo e meritato servizio) è il quartier generale nemico che la storia ambienta nella fittizia nazione di Sokovia. In questa sorta di prologo, lo scettro viene recuperato dai nostri eroi che scoprono (a loro scapito) l'esistenza dei gemelli Pietro e Wanda Maximoff, alias Quicksilver e Scarlet Witch. Se nel primo film, metà del tempo era dedicato alla nascita di un team di individui con superpoteri con tutti gli assestamenti necessari per poter collaborare insieme, in questo sequel la sequenza d'apertura comunica direttamente al pubblico che ormai l'intesa e l'affiatamento sono solidi e inossidabili, almeno fino alla scena del party e dell'esilarante martello di Thor da sollevare. Nuovi personaggi e nuove situazioni, dunque, in un contesto creato da Iron Man.

Tony Stark, in una (provocata dalla Maximoff) visione delle proprie paure, vede se stesso responsabile per non aver fatto abbastanza, in un ipotetico scenario di morte dei suoi compagni. Svegliare il progetto dormiente chiamato Ultron è quello step che gli manca, per sopperire alle sue angosce nei confronti di un mondo non sufficientemente protetto. Il potere dello scettro potrebbe implementare quell’intelligenza artificiale che gestita dal fidato J.A.R.V.I.S. potrebbe essere la garanzia difesa definitiva. La fretta però gli gioca un brutto scherzo e Ultron diventa una coscienza artificiale che non trova una differenza tra la pace del mondo e la sua distruzione. Tanto James Spader nella versione originale quanto Stefano Alessandroni in quella italiana, fanno un impressionante lavoro di doppiaggio riuscendo a raccogliere e restituire tutto il carisma che Joss Whedon ha donato a questo personaggio nel copione. Parlando di carisma, non è certamente da meno Visione, supereroe anch'egli le cui circostanze di ingresso nella storia è meglio lasciarle scoprire durante la visione del film, appunto.

Tornando al bilanciamento operato da Whedon, è ammirabile anche in questo caso quanto ognuno dei personaggi abbia una significativa scena madre sia in battaglia sia dialogata, sempre inserita nel flusso narrativo generale. C'è una chiara volontà di mettere in evidenza coloro che non hanno film propri come Occhio di Falco e Vedova Nera, allargando i subplot che li riguardano, e anche l'ultima inquadratura del film lascia intendere che nel futuro sapremo di più di Falcon, Scarlet Witch e Quicksilver. Certo, ad un maggior numero di personaggi coinvolti corrisponde un maggior numero di eventi da produrre nella storia per mantenere gli equilibri. Le sequenze d'azione crescono di conseguenza e, se l'implicito obiettivo è quello di superare se stessi, anche il fragore rischia di essere controproducente. Alcuni spettatori potrebbero uscire dalla sala più intontiti di altri, ma non c'è dubbio che la varietà di contenuti possa essere apprezzata anche da chi non ha familiarità con i fumetti. Per i fan invece, e in rispetto del materiale di origine, Whedon dirige pensando come un fumettista rallentando le immagini più concitate per pochissimi istanti, perché è nella vignetta che risiede il potere della Marvel.





  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento