Autobahn - Fuori controllo: recensione del film con Nicolas Hoult e Felicity Jones

15 febbraio 2017
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Un guilty pleasure con spettacolari car crash, in cui i premi Oscar Ben Kingsley e Anthony Hopkins si divertono alla grande.

Autobahn - Fuori controllo: recensione del film con Nicolas Hoult e Felicity Jones

C'è una leggera aria da True Romance (quanto ci manca Tony Scott, anche senza Tarantino!) in questo bizzarro Autobahn, anomalo date movie per San Valentino, realizzato da un regista americano autore di videoclip, Eran Crerevy, in terra tedesca, con un cast di interpreti britannici che interpretano due americani, un turco e un tedesco. Non sappiamo come sia nata la produzione e il perché di certe scelte, ma ci sono delle indubbie analogie tra i due film, volute o meno che siano.

Al centro della storia, che prende il via nella splendida Colonia, ci sono due giovani americani, Casey e Juliette, che si conoscono una sera in discoteca. È un colpo di fulmine. Solo che lui fa il pusher per Geran, un turco matto, volgare e tossicomane, mentre lei, che in America ha avuto delle brutte esperienze, cerca un bravo ragazzo. Per amor suo, dunque, lui lascia immediatamente la vita da piccolo criminale e si mette a lavorare sul serio ma quando scopre all'improvviso che lei è malata e necessita di un trapianto di rene, nonostante le abbia giurato il contrario, decide di fare un ultimo colpo per Geran, che ha un conto in sospeso con Hagen, il ricco e insospettabile uomo d'affari di cui è l’utile ma disprezzato partner minoritario. In fondo si tratta solo di rubargli un camion di droga, cosa potrà mai andare storto? Perché Casey non è solo un piccolo spacciatore, ma ha dei precedenti in America per furto d'auto.

L'azione del film a questo punto si sposta dunque decisamente sulla strada, dove il nostro audace driver viene inseguito dalla banda di assassini al soldo del sofisticato e crudelissimo signor Hagen e il tutto diventa pretesto per una serie di spettacolari carambole con affidabilissime auto di lusso (ma non solo) di produzione tedesca, che  solo gli incidenti più estremi rendono inutilizzabili, e car chase affidati ad abilissimi stuntman che si rincorrono per le strette vie di pittoresche cittadine senza fare miracolosamente alcuna vittima. Il grosso dell’azione, come da titolo, si svolge in autostrada, tra paurosi testacoda, tratti contromano e un’abilità sovrumana da parte dell’esile Casey di restare sempre in controllo, anche dopo esser finito sottosopra dopo una serie di collisioni (Collide è il titolo internazionale del film). La fortuna accompagna il nostro giovane eroe, visto che c'è sempre pronta un'altra macchina di cui impadronirsi per continuare la fuga.

Come in ogni action che si rispetti, poi, i cattivi, per quanto agguerriti e senza scrupoli, hanno una pessima mira e a rimetterci le penne sono solo incolpevoli cittadini che decidono di intervenire o si trovano sulla traiettoria dei proiettili. Autobahn rispetta dunque tutte le regole del genere, inclusi i salti logici della trama. Siamo così intenti ad ammirare il tour de force degli stuntmen che se ne fregano del CGI e della sicurezza, dimostrando di essere ancora indispensabili, che a un certo punto ci dimentichiamo anche del trucco messo in atto da Casey e dal suo complice, che ci viene svelato alla fine.

Il vero e proprio punto di forza però di questo guilty pleasure sono le scene tra e con i premi Oscar Ben Kingsley e Anthony Hopkins, che dopo una gloriosa carriera in ruoli di un certo spessore possono divertirsi (il loro è un playactiing nel vero senso della parola, un gioco) facendo quello che vogliono. Il primo in un ruolo chiassoso e sopra le righe come quello interpretato ne Il dittatore con Sacha Baron Cohen, e il secondo che sfodera a tratti quell’aria davvero spaventosa con cui ha creato Hannibal Lecter. Assistere ai loro duetti vale il prezzo del biglietto. Quanto a Nicholas Hoult in versione action,, coi suoi occhi color del cielo e il suo romanticismo, è un'attrattiva sufficiente per farsi accompagnare al cinema dalle ragazze, mentre per i maschi c’è l’indiscutibile bellezza di Felicity Jones e il fascino delle auto.

Sui titoli di coda scopriamo che il film è dedicato a parecchie persone, parenti e amici del regista, decedute durante la sua realizzazione: speriamo non in incidenti automobilistici. Quanto alla "morale" che sembra emergere alla fine, sorge spontanea una domanda: non sarà mica che Il crimine paga, pecunia non olet e rubare ai criminali non è reato? Ma no, Autobahn, come ogni action movie che si rispetti, è al di sopra di queste quisquilie morali, e a trionfare è solo l'amore.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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