Attacco a Mumbai Recensione

Titolo originale: Hotel Mumbai

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Attacco a Mumbai: recensione del thriller ispirato a una storia vera con Dev Patel e Armie Hammer

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Attacco a Mumbai: recensione del thriller ispirato a una storia vera con Dev Patel e Armie Hammer

Gli attacchi terroristici degli ultimi anni in Europa hanno aumentato l’attenzione nei confronti di un evento che ha avuto il triste ruolo di capostipite, dal punto di vista strategico, degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi. Siamo a fine novembre del 2008, quando una dozzina di terroristi pakistani attraccano con un gommone sulle rive del porto di Mumbai. In poche decine di minuti si dividono in squadre e attaccano la stazione dei treni, un caffé, un teatro e vari alberghi di lusso pieni di turisti. In totale dieci furono i luoghi colpiti e 200 i morti. Una tecnica, quella di colpire a distanza di pochi minuti alimentando un terrore diffuso e generalizzato, particolarmente efficace, che tenne sotto scacco il cuore economico dell’india per più di tre giorni.

Il cinema ha colto la portata emozionale di questa storia vera e, dopo Taj Mahal di Nicolas Saada del 2015, arriva ora Attacco a Mumbai di Anthony Maras,che ricostruisce le fasi relative all’irruzione, durata tre giorni, nel prestigioso Hotel Taj Mahal Palace. Un’eredità coloniale, diventato simbolo di multiculturalismo e capacità dell’India di accogliere con efficenza una clientela multiculturale.

La struttura è quella del thriller, in cui un gruppo di persone comuni vengono coinvolte in una situazione straordinaria, di grande pericolo. Una tensione, questa, che nei decenni è diventata un vero archetipo del cinema d’azione holllywoodiano. Come reagiranno queste persone? Avranno la meglio il panico e l’egoismo, tutti concentrati sul salvarsi in prima persona, o insospettabili qualità di altruismo addirittura eroiche?

Maras ha chiara l’intenzione di mettere in primo piano il rapporto fra i clienti e lo staff dell’hotel, assediati e talvolta ostaggi, cercando di far risaltare l’umanità in una situazione così tragica. In questo senso è Dev Patel a rappresentare il cuore generoso dell’India: ragazzo comune, cameriere dell’hotel con una giovane compagna incinta, che insieme ai suoi colleghi sente sulle spalle la responsabilità degli importanti e danarosi ospiti a lui affidati. Proprio il rischio del ferimento, o peggio, di alcuni clienti assai autorevoli, fu una delle ragioni per cui l’irruzione fu ritardata fino alla notte del terzo giorno.
I suddetti clienti sono simbolizzati dalla coppia mista composta dall’americano Armie Hammer e dalla ricca moglie locale, Nazanin Boniadi, oltre che dall’uomo d’affari burbero ma coraggioso interpretato da Jason Isaacs. Un momento di conoscenza reciproca non sempre facile, almeno all’inizio, quello fra ospiti e dipendenti, come simbolizzato dalla ritrosia di un’anziana inglese a interagire con Dev Patel, con il suo turbante sikh.

Al di là di questi momenti più intimi, il film di Anthony Maras, qui all’esordio, è capace di ispirarsi alla maestria di Paul Greengrass nel creare una buona tensione, fin dallo sbarco iniziale di questi terroristi, poco più che ragazzi teleguidati via telefono da una voce che ricorda sempre loro come non siano altro che infedeli, quindi non esseri umani. La drammatizzazione ricostruisce la sensazione di paura strisciante, con una colonna sonora fatta di spari e rumori che si avvicinano e allontanano alle stanze in cui si trovano gli ospiti. Pelle d’oca e nervi tesi sono gli effetti collaterali, accompagnatori ideali di ogni buon film di suspense.

Attacco a Mumbai
Il Trailer Ufficiale Italiano del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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