Andiamo a quel paese Recensione

Titolo originale: Andiamo a quel paese

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Andiamo a quel paese: la recensione della commedia di Ficarra & Picone

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Andiamo a quel paese: la recensione della commedia di Ficarra & Picone

Bisogna dare atto ai comici Ficarra & Picone di aver scelto per le loro sortite nel cinema degli spunti forti, come i bambini scambiati nella culla de Il 7 e l’8. Il loro processo di avvicinamento al cinema, sfruttando il successo televisivo prima di "Zelig" e ora di "Striscia la notizia", è stato graduale, non privo di una certa umiltà. Inizialmente aiutati da Giambattista Avellino, dal film del 2011 Anche se è amore non si vede sono responsabili in toto anche della regia dei loro film. Se in quel caso azzardavano il primo tentativo di raccontare una storia fuori dalla Sicilia in Andiamo a quel paese tornano alle atmosfere a loro vicine, già affrontate nei primi film.

La vita nella città è diventata troppo cara per i due amici di lunga data rimasti disoccupati. La soluzione potrebbe essere tornare nel paesino in cui è cresciuto uno dei due. Salvo ha famiglia, Valentino è uno scapolo ancora con la testa alla sua storica fidanzata, da lui lasciata insieme al paesino; direzione Palermo. In un periodo di crisi come quello attuale, e qui sta il divertente spunto del film, gli unici ad avere un introito sicuro e appetibile sono gli anziani. I due, allora, faranno di tutto per ospitarne il più possibile in casa, fargli firmare la delega per ritirare la loro pensione, e abituarsi alla monotona vita di paese con le giuste motivazioni... economiche. Che poi così tanto monotona non si dimostrerà, questa vita di provincia, dove improvvisamente le anziane del paese diventato le nuove sexy, ringalluzzite da una rinnovata ondata di corteggiamenti di maschi ben più giovani.

Artigiani del cinema, ben affiatati nei loro duetti, Ficarra & Picone mettono a segno più di un momento divertente, in cui i loro calembour linguistici spiazzano e colpiscono. Lodevole è anche il tentativo di essere meno conciliati di altre volte e rispetto alla commedia italiana media, grazie a qualche frecciata nei confronti della politica e della società italiane, così come della Chiesa stessa. Particolarmente efficace, poi, la funerea fine di Andiamo a quel paese, in cui la spirale di immobilismo della classe politica diventa gattopardesca nel suo superare anche la morte.

Fin qui le cose che ci sono piaciute del film. Bisogna però dire che troppo spesso nei nostri film comici si tende a trascurare il ruolo decisivo della messa in scena: è vero che la comicità è fatta di tempi recitativi, ma i tempi nel cinema sono dosati da una regia che sappia rendere coerente un percorso narrativo, andando oltre la sequela di scene comiche, che siano riuscite o meno. Insomma, seppur meditato nel corso di anni e tre film, il passaggio alla regia dei due comici siciliani è forse un passo superiore rispetto alle loro possibilità: foss’altro che per il loro essere costantemente presenti, scena dopo scena.
I dolly a chiudere una scena, o quei droni che già iniziano a stufare, non regalano automaticamente ritmo a un film. Insomma, i "ragazzi" hanno qualità e si applicano, ma proprio per questo ci aspettiamo ancora qualcosa in più.


Andiamo a quel paese
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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