22 Jump Street: la nostra recensione

22 luglio 2014
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Tornano Jonah Hill e Channing Tatum, svitata coppia di sbirri in incognito

22 Jump Street: la nostra recensione

Gli agenti Schmidt e Jenko di 21 Jump Street, ancora tiranneggiati dall'isterico capitano Dickson, sono chiamati a una nuova missione sotto copertura, questa volta in un college. Contrariamente alle aspettative, ribaltando la situazione del primo film, è Jenko a trovare il suo momento di gloria nella squadra di football, mentre Schmidt ha qualche difficoltà ad ambientarsi, nonostante un breve flirt. I rapporti tra i due si faranno sempre più tesi, mentre cercheranno di rintracciare la fonte di una pericolosa nuova droga.

Ancora con la regia di Phil Lord & Chris Miller (reduci dal gran successo di Lego Movie), Jonah Hill e Channing Tatum tornano due anni dopo a proporre con questo sequel la loro bizzarra miscela di buddy movie poliziesco e commedia scatologica-politicamente scorretta. La ripropongono con tale meticolosità da rendere questo film quasi la fotocopia del primo, con la parziale inversione di ruoli di cui sopra, comunque trascurabile variazione sul tema.

22 Jump Street è un sequel che spiazza, perché di solito questo tipo di operazione si affronta con due possibili pregiudiziali: ci si aspetta qualcosa di peggio del prototipo, oppure (più raramente) ci si aspetta qualcosa di meglio. 22 Jump Street sceglie la terza via: con il suo copione che procede a ruota libera alternando idiozie disarmanti, colpi di genio e un non molto velato bromance tra i due mattatori, si compiace del suo aderire totale alla formula originale. Ci lascia inoltre con dei titoli di coda d'antologia che non vogliamo descrivervi ma che chiariscono la posizione degli autori e degli attori: loro si divertono, noi spettatori ci divertiamo con loro, facciamo tutti parte della macchina cinema, sappiamo qual è il gioco, sappiamo che potremmo andare avanti così all'infinito.

E così 22 Jump Street procede ruffianamente sull'equilibrio tra la parodia delle regole del sequel e il loro totale rispetto, senza prendere chiaramente nessuna delle due strade: lo sberleffo totale demolirebbe il nostro legame con i personaggi, mentre un'eccessiva credibilità impedirebbe la goliardìa che dà originalità al franchise. Come conseguenza, se pretendete di ridere dei personaggi Jenko e Schmidt, potreste divertirvi poco. Se siete disposti invece a ridere con gli attori Tatum e Hill, potreste essere contagiati.




  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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