Schede di riferimento
News Cinema

Shrek compie 20 anni! Curiosità sul primo grande successo DreamWorks Animation

134

Shrek, Ciuchino, Fiona: amici di tutti fin dal primo film uscito nell'ormai lontano 2001. Celebriamone i 20 anni ricordando come nacque e perché sia stato una pietra miliare per la DreamWorks.

Shrek compie 20 anni! Curiosità sul primo grande successo DreamWorks Animation

Il 22 aprile 2001 si tenne in California la premiere di Shrek, nuovo film della DreamWorks Animation, in quel periodo inseguitrice disperata di una Pixar già acclamata e celebrata come l'araldo di un cinema moderno: ora che il primo Shrek compie 20 anni, possiamo con tranquillità affermare che parliamo del marchio e dei personaggi più amati mai usciti dalla DWA, seguiti solo da quelli di Madagascar e Kung Fu Panda. Ma come nacque il primo Shrek? Circostanze fortunate e una certa ostinazione, una classica combinazione che dà vita ai momenti epocali cinematografici. Raccontiamola.

Shrek, la premesse produttive del classico d'animazione della DreamWorks

Dopo aver abbandonato la Disney nel 1994, il boss Jeffrey Katzenberg si era impegnato con i soci Steven Spielberg e David Geffen a coprire il lato "animazione" della neonata DreamWorks. Nel 1998 l'azienda portò nei cinema due film che rispondevano a due necessità del mercato di allora: Il principe d'egitto, musical animato a mano libera, imitazione ambiziosa di un format Disney già in parziale crisi, e Z la formica, film in CGI realizzato con la collaborazione della Pacific Data Images, poi al centro di un contenzioso con la Pixar (Katzenberg sapeva di A Bug's Life e accelerò su un film di analogo argomento per bruciarlo sui tempi). In ogni caso, nessuno di questi due lungometraggi impensierì negli incassi l'egemonia Disney, né immediatamente dopo le cose andarono meglio: il 2D di La strada per El Dorado fu un flop disastroso, Chicken Run - Galline in fuga fu invece un successo celebrato, ma era una produzione esterna in stop-motion dell'inglese Aardman Animations, non contribuiva direttamente alla creazione di una cultura creativa solida personale della DWA. Poi arrivò la chance di Shrek.

Shrek, da dove arriva e come fu realizzato

Shrek di William Steig era un libro illustrato per bambini, pubblicato nel 1990: era piaciuto istantaneamente a Steven Spielberg, che ne aveva acquisito i diritti cinematografici nel '91, con l'idea di farne un film animato in 2D, assegnando le voci dei protagonisti a Bill Murray (Shrek) e Steve Martin (Ciuchino). Per qualche anno non se ne fece più nulla, finché il producer John H. Williams non riportò la chance all'attenzione di Katzenberg nel novembre 1995, proprio a ridosso della rivoluzione Toy Story negli USA. Nonostante la forte volontà di portare a termine il lavoro, nel 1997 il progetto non proseguiva spedito. Certo, erano stati superati gli screzi tra Katzenberg e il regista designato Andrew Adamson, che avrebbe voluto un film più indirizzato agli adulti (mentre Jeffrey era per il compromesso che poi abbiamo avuto). Il problema era la tecnica da utilizzare: la qualità della Pixar sembrava ancora magia, tanto che si pensò sulle prime di aggirare il confronto che era pesato su Antz, muovendo in performance capture i protagonisti, in fotomontaggio su set in miniature.
Il risultato delle prove scontentò tutti, così si tornò a chiedere la collaborazione della Pacific Data Images per una CGI più affrontabile, contando sull'efficacia del copione, al quale stavano mettendo mano anche i futuri sceneggiatori dei Pirati dei Caraibi, Ted Elliott & Terry Rossio (già vecchie conoscenze di Katzenberg dall'epoca di Aladdin alla Disney). A quel punto la produzione ripartì, con Adamson affiancato alla regia da Vicky Jenson e Kelly Asbury, anche se quest'ultimo lasciò il film per un anno, per completare Spirit. Leggi anche Shrek entra nel National Film Registry degli Stati Uniti, preservato dallo Stato!

Shrek: la voce della DreamWorks Animation

Shrek divertì il pubblico immediatamente, e bisogna dare atto a Jeffrey Katzenberg che fu forse proprio quell'equilibrio tra ammiccamento agli adulti e fiaba per i più piccoli a decretarne il successo. La concorrente Disney e le convenzioni dell'animazione "per bambini" venivano elegantemente prese in giro nei seri tabù fiabeschi e favolistici, con un tono appena politicamente scorretto (senza esagerare), allo stesso tempo creando una dinamica tra i personaggi molto solida, con temi ben a fuoco: la bellezza che è nell'occhio di chi guarda (si veda l'esilarante colpo di scena su Fiona), l'amicizia che ti cambia (Shrek non sopporta l'esuberanza di Ciuchino, ma poi si affeziona a lui). E se con Antz il coinvolgimento di grandi nomi al doppiaggio come Woody Allen, Gene Hackman, Sharon Stone e Sylvester Stallone era sembrata una timbrata di cartellino, qui il talento dei doppiatori originali vivificò l'operazione sul serio, e il pubblico reagì benissimo: Mike Myers, Eddie Murphy e Cameron Diaz si divertivano un mondo a doppiare Shrek, Chiuchino e Fiona, e il pubblico italiano si è affezionato alle performance delle loro controparti Renato Cecchetto, Nanni Baldini e Selvaggia Quattrini (e viveva ancora il grandissimo sornione Oreste Rizzini, qui Lord Farquaad, in sostituzione di John Lithgow).
Il resto lo fece una colonna sonora vivace e furba, pronta naturalmente a spezzare ogni solennità con gli Smash Mouth delle iconiche "I'm a Believer" e "All Star", e persino con l' "Hallelujah" di Leonard Cohen!

Shrek, il successo, la gloria e i seguiti

Costato 60 milioni di dollari, Shrek ne incassò in tutto il mondo 485, portando anche a casa un Oscar come miglior film di animazione, umiliando Monsters & Co. di Pete Docter e aggiudicandosi persino una nomination per la migliore sceneggiatura non originale. Era d'uopo che si producessero seguiti immantinente, così la DreamWorks sfornò Shrek 2 (2004, di Adamson-Asbury-Vernon), Shrek Terzo (2007, di Chris Miller) e Shrek - E vissero felici e contenti (2010, di Mike Mitchell), uscito due anni dopo che il soggetto diede vita a un musical teatrale! Sempre alti gli incassi, dal trionfo dei 920 milioni mondiali del secondo capitolo ai relativamente più tiepidi 750 del quarto atto. La saga si è peraltro dimostrata remunerativa anche nello spin-off Il gatto con gli stivali (2011), tutto dedicato all'irresistibile personaggio interpretato da Antonio Banderas, che a partire da Shrek Terzo ha ottimamente doppiato se stesso anche nelle nostre versioni italiane. Dopo un lungo stop, la DreamWorks Animation, riuscita a sopravvivere a un duro momento di crisi, non ha ancora abbandonato l'idea di uno Shrek 5, ma nel frattempo sarà proprio l'amato carismatico gatto a entrare in azione prima dell'orco: tornerà infatti in Il gatto con gli stivali: L'ultimo desiderio, in uscita nel settembre 2022 per la regia di Joel Crawford e Januel Mercado. Leggi anche Il gatto con gli stivali 2: annunciati titolo, trama e data di uscita del sequel

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming