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Piero Piccioni 100 Experience, a Roma l'imperdibile mostra per il centenario del grande musicista

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A Roma al Forum Theatre dal 6 dicembre al 6 gennaio una splendia mostra celebra i cento anni di Piero Piccioni, grande jazzista e compositore, noto soprattutto per le colonne sonore di Alberto Sordi e Francesco Rosi.

Piero Piccioni 100 Experience, a Roma l'imperdibile mostra per il centenario del grande musicista

Tra i compositori di colonne sonore che hanno reso grande il nostro cinema, uno dei più importanti è stato Piero Piccioni, che assieme ad Ennio Morricone, Armando Trovajoli e Luis Bacalov nel lontano 1970 fondò i prestigiosi studi di registrazione Forum Studios nel Cine-Teatro di Piazza Euclide, dove sono state incise non solo le loro musiche da film ma anche quelle di molti altri compositori, anche stranieri. E proprio lì, ospitata negli spazi ristrutturati e temporaneamente aperti (la riapertura ufficiale sarà nel 2022) di quello che oggi si chiama Forum Theatre, è ospitata dal 6 dicembre al 6 gennaio la splendida mostra multimediale immersiva, intitolata, non a caso, Piero Piccioni 100 Experience. Ad amplificare l'effetto di continuo rimando tra cinema e musica un'altra coincidenza: proprio in questa sala è ambientata la scena de Il medico della mutua in cui il dottor Tersilli, al cinema con la madre, viene chiamato al telefono. Quella che fa il visitatore entrando in questi spazi è una vera e propria esperienza, assaporando con la vista e l'udito le atmosfere e la storia del grande cinema a cui Piccioni ha contribuito con oltre 300 composizioni, che ne fanno a tutt'oggi uno dei musicisti più conosciuti e ascoltati nel mondo.

La mostra presenta oltre 150 fra manifesti cinematografici d’epoca dipinti dai più importanti pittori di cinema al mondo, bozzetti originali, locandine e fotobuste, circa 200 dischi originali in 33 e 45 giri, più di 500 registrazioni master ma anche fotografie, dediche delle più disparate personalità del mondo della cultura, del cinema e dell’alta società, importanti premi, proiezioni e ascolti, oltre a un fitto calendario di eventi lungo l’arco di un mese.

L'esposizione è stata inaugurata alla presenza dei curatori: lo straordinario musicista e performer Nicola Vicidomini, da sempre appassionato della musica del Maestro, il figlio Jason Piccioni, musicista e produttore discografico, fondatore dell'etichetta Camille 3000, il collezionista lucchese Alessandro Orsucci, che ha illustrato la mostra con esemplari unici tratti dalla sua immensa collezione privata e il “padrone di casa” Marco Patrignani.

Piero Piccioni nasceva proprio il 6 dicembre 1921 a Torino, e l'apertura di questa grande esposizione è stata dunque una vera e propria festa di compleanno con tanto di torta, dall'atmosfera gioiosa, grazie anche alla presenza della famiglia (l'ex compagna, la splendida soubrette e attrice Gloria Paul, la figlia Valentina, il nipote), dei discendenti degli amici e colleghi (la figlia di Armando Trovajoli, le figlie di Piero Umiliani), di chi ha lavorato con lui o lo ha comunque conosciuto bene come il docente, fonico e musicista Federico Savina, l'attrice Giovanna Ralli, il compositore Fabio Frizzi, Enrico Vanzina, il discografico Claudio Fuiano e moltissimi altri, che hanno avuto parole di stima e affetto non solo per il musicista, ma anche per l'uomo, dotato di straordinaria cultura e senso dell'umorismo.

Piero Piccioni secondo i curatori della mostra e chi lo ha conosciuto bene

Molti, dettagliati ed emozionati gli interventi alla conferenza stampa, dei curatori e degli ospiti, tra cui i ringraziamenti personalizzati di Gloria Paul, che parlando del compagno e prima di accomunare negli auguri in un grande abbraccio in sua memoria i figli e gli amici, ha detto” “Sono rimasta quasi incredula per questa bellissima mostra, perché vedendo le immagini di tutti questi film, che sono tantissimi, ti chiedi: quando ha avuto il tempo di fare tutto questo in una vita? Eppure ha fatto questo e molto altro”. Giovanna Ralli, la grande attrice italiana, spesso vicina ad Alberto Sordi in film come Un eroe dei nostri tempi e Costa Azzurra, ha ricordato con grande affetto i fiori che ricevette e la telefonata di complimenti di Piero Piccioni quando vinse il suo primo premio, un Nastro d'argento per il film La fuga (di Piero Spinola, 1965) dove “con Anouk Aimée ho interpretato il primo personaggio omosessuale del cinema italiano”.

Jason Piccioni, parlando del padre ha detto:

Forse tra i grandi musicisti italiani è quello meno conosciuto dal pubblico, mentre in privato era un vulcano, era simpaticissimo e aveva un grande sense of humour. Quando si sente la sua musica, specialmente a Roma, tutti la identificano con Alberto Sordi, e in un certo senso è giusto, tra loro nacque un sound particolare e un legame pazzesco, per lui scrisse temi romantici come "Amore mio aiutami" che è il più ascoltato al mondo. C'è poi il suo legame con Francesco Rosi, che è stato il primo a venire a casa alle 6 del mattino quando mio padre è scomparso. Le sue colonne più ascoltate all'estero forse sono quelle meno conosciute in Italia perché si rifanno a un sound internazionale, come Camille 2000. Nella mostra abbiamo cercato di ricostruire la sua vita in ordine cronologico, dai suoi inizi di autodidatta agli studi in legge, a New York dove suonò con Charlie Parker e all'incontro col grande cinema. All'estero adesso molti produttori stanno campionando la sua musica. Per il centenario è uscito il disco Piero Piccioni - A Modern Gentleman, della Cam Sugar, e a fine gennaio uscirà un disco della Camille 3000 sulle sue musiche space age.

Alessandro Orsucci, che ha, come ha giustamente detto, "coreografato" la mostra con le immagini pubblicitarie dei film musicati da Piero Piccioni, che accolgono il visitatore in un allestimento di grande impatto, ha dichiarato in merito al suo contributo:

Da appassionato di cinema e collezionista da oltre 30 anni, ho conosciuto prima gli attori e i registi e gradualmente mi sono avvicinato alla musica per film. Oggi ho una collezione di circa 8000 pezzi, tra bozzetti, manifesti e dischi, principalmente dagli anni Quaranta agli Ottanta. Ci tengo a sottolineare che tutto quello che è esposto in questa mostra è originale, non c'è nessuna riproduzione. Quando Jason mi ha coinvolto in questa avventura ho cercato di arricchirla visivamente attraverso la filmografia sterminata di Piero Piccioni. Mi è piaciuto moltissimo che questa mostra offra sia la possibilità di ascoltare la musica di questo maestro amato e collezionato in tutto il mondo, che di conoscerne l'aspetto umano, leggendo la storia all'interno delle bacheche contornate dai miei manifesti pubblicitari.

Nicola Vicidomini ha raccontato così la sua appassionata ammirazione per Piero Piccioni:

Io vagavo come un pazzo tra la stazione di Salerno e Torrione, sotto il sole, e nelle orecchie avevo sempre un walkman, un mangianastri o un lettore cd con la musica di Piero Piccioni. In quel momento qualsiasi cosa, qualsiasi visione, qualsiasi scorcio, anche il più degradato diventava uno spiraglio verso l'infinito, diventava il cinema, i miei stessi passi erano al cinema. Per me Piero Piccioni è il più grande compositore italiano del Novecento. È stato un crocevia di tutte le grande avanguardie musicali e non solo, era anche un filosofo, appassionato di Kant e Nietzsche. Tutta la sperimentazione di quegli anni è stata rideclinata attraverso uno stile assolutamente personale, inimitabile e riconoscibile anche da due sole note. Ha inoltre avuto il pregio di aver definito la strada italiana del jazz sul piano compositivo e inventare la bossa nova italiana. Piero è stato il più dionisiaco dei compositori italiani. (...) La musica di Piero non suggerisce l'immagine, che è borghese, ma la visione come riflesso del suono. Se Dio avesse un volto musicale e acustico per me sarebbe sicuramente quello di Piero Piccioni.

Infine Fabio Frizzi, unico collega di Piccioni presente sul palco:

Io sono arrivato in questi studi, creati da quei quattro geniacci come una specie di cantina personale, che hanno poi messo a disposizione degli altri, nel 1975, per Fantozzi. Piero Piccioni era una persona deliziosa, ironica, un grande esempio e una proiezione di quello che noi ragazzi di allora speravamo potesse essere la nostra vita.

Piero Piccioni 100 Experience: la mostra

L'esposizione ripercorre la vita e la carriera del grande musicista, pianista e jazzista con un centinaio di locandine, poster e bozzetti originali dei film musicati da Piccioni, dischi, spartiti, foto, registrazioni e documenti privati, che accolgono il visitatore dal primo bozzetto, quello de La decima vittima di Elio Petri, lungo un percorso espositivo disseminato negli ampi spazi del foyer del teatro, dove i visitatori potranno anche assistere a un filmato dell'Istituto Luce e a un montato di 40 minuti di Jason Piccioni e Nicola Vicidomini (noi ne abbiamo avuto un ghiotto ma più breve assaggio) in cui le musiche di Piero Piccioni accompagnano le scene dei film più celebri da lui musicati. Compositore eclettico, Piccioni portò nelle sue musiche da film influenze jazzistiche (la figlia Valentina ha letto un suo entusiasta scritto inedito su Duke Ellington e Art Tatum), la sua versione italiana della bossa nova, ma anche le atmosfere pre-techno e hip hop, Space Age ed Exotica, una varietà di stili, influenze e rielaborazioni riflessa anche nei film a cui ha lavorato e che spaziano in tutti i generi, dai documentari, i cosiddetti Mondo Movie, al grande cinema d'autore – storica la sua collaborazione con Francesco Rosi - alle opere di Alberto Sordi, suo grande amico, di cui musicò tutti i film fino all'ultimo, Nestore – L'ultima corsa, con canzoni e temi che canticchiamo ancora: da Fumo di Londra alla marcetta de Il medico della mutua e tutti gli altri. Ma le sue musiche hanno impreziosito anche La viaccia di Bolognini, Il disprezzo di Jean Luc Godard, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto di Lina Wertmuller, La decima vittima di Elio Petri, Il boom di Vittorio De Sica, Io la conoscevo bene e Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli eccetera. Una personalità artistica che viene rappresentata al meglio da una mostra giustamente definita dai curatori “Retro futurista”.

Gli appuntamenti legati alla mostra

Durante il periodo della mostra il Forum Theatre ospiterà una serie di eventi collegati – concerti, dj sets, lectures, talk e aperitivi musicali – che contribuiranno al racconto in profondità di Piccioni. Eccoli:

  • Il 9 dicembre si inizia con Fabio Frizzi racconta Piero Piccioni, in cui il compositore ricorda l'amico e collega attraverso l'analisi musicale e aneddoti privati.
  • Il 12 dicembre spazio alla Lounge Music con il dj set di Alessandro Casella, una vera esperienza psichedelica tra funk, exotica e i cocktail speciali a tema.
  • Il 14 dicembre sarà la volta di Ascoltando Piero Piccioni, incontro tra il discografico Claudio Fuiano e il restauratore audio e tecnico del suono Giuliano Radiciotti.
  • Il 18 e 19 dicembre Il concerto dell'Orchestra 014 e la session dell'ensemble di Nicola Guida. L'organico dell'Orchestra 014 è composto da 7 elementi, ed è ideato e diretto da Jason Piccioni per onorare la memoria storica e artistica del padre (l'Orchestra 013 fu infatti la prima formazione jazz italiana diretta da Piero Piccioni).
  • Il 2 gennaio ci sarà il concerto diretto da Nicola Vicidomini (anche al piano), excursus appassionato, marcatamente jazzistico, nell'universo di Piccioni, con Costantino Ladisa al sax, Alessandro Patti al basso, Saverio Gerardi alla batteria e la partecipazione straordinaria dei due solisti storici Gegè Munari e Giorgio Rosciglione.
  • Infine, in chiusura, il 6 gennaio l'incontro tra il regista Enrico Vanzina, il critico, autore e giornalista Marco Giusti, il critico musicale e autore di Blob Alberto Piccinini e il giornalista e conduttore Rai Guido Barlozzetti.

La mostra Piero Piccioni 100 Experience sarà aperta dalle 11 alle 19 nei giorni 1,11,12, 18 e 19 dicembre, dal 26 al 29 dicembre e il 2 e 6 gennaio. Per informazioni su modalità di prenotazione e biglietti, www.forumstudios.it.

(le foto sono di Flavia Fiengo)
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Schede di riferimento
  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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