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La casa di carta 3: La banda è tornata ed è in perfetta forma

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Dal 19 luglio, su Netflix, i nuovi episodi della serie spagnola di successo. Ecco cosa aspettarsi e cosa il cast ci ha raccontato all'anteprima di Milano.

La casa di carta 3: La banda è tornata ed è in perfetta forma

Bella la vita quando hai milioni di euro nella borsa e niente da fare tutto il giorno, vero? Niente affatto. Sono passati un paio di anni da quando La casa di carta ci ha salutato sulle note di Bella ciao, entusiasti per la riuscita del colpo ma con infinita curiosità su quello che sarebbe potuto accadere dopo. Cominciamo dicendo subito una cosa: la serie spagnola che ha conquistato il mondo torna alla grandissima! La totale presa in gestione da Netflix dopo le prime due parti prodotte da Antena 3 porta la narrazione a un livello molto più alto. Merito del budget più sostanzioso e dell'approccio per forza di cose aperto al mondo di cui il servizio di video in streaming ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Nei nuovi otto episodi disponibili da venerdì 19 luglio, si scopre che gli ultimi anni sono trascorsi tutto sommato serenamente per la banda che ha svaligiato la zecca nazionale spagnola come atto di ribellione ai poteri forti. Moderni Robin Hood ora nascosti in giro per il mondo, le cui relazioni si sono nel frattempo evolute, fortunatamente senza cambiare troppo. Questo è un primo grande punto a favore di questa terza parte. Álex Pina non stravolge l'essenza della sua serie: ritroviamo gli stessi personaggi, le stesse peculiarità in ciascuno, lo stesso stile narrativo, con la novità entusiasmante e un po' inattesa che la mitologia alla base delle storie fin qui narrate si ingrandisce, rendendo di fatto questo ritorno una cosa buona e giusta.

Quella bella vita di cui parlavamo poc'anzi, infatti, non dura a lungo. Colpa essenzialmente della noia. Quando Rio (interpretato da Miguel Herrán) viene catturato dopo aver infranto con Tokyo (Úrsula Corberó) la regola numero uno che Il Professore (Álvaro Morte) aveva dato loro prima di separarsi, quest'ultimo si trova costretto a riunire la banda per liberarlo. Come? Con un nuovo colpo, ovviamente. Più grande del precedente e per nulla improvvisato. La casa di carta si trova così a riproporre tutti quegli elementi che l'hanno resa un fenomeno internazionale; la serie non in lingua inglese più vista di Netflix. Insomma, ci ritroviamo a seguire con rinnovata apprensione la spettacolare messa in atto del nuovo piano, in uno scenario diverso ma familiare, mentre continui salti avanti e indietro sulla linea temporale compongono come tanti tasselli il quadro più grande. Tutto questo, naturalmente, con nuove forze in campo, sia dall'una che dall'altra parte.

La casa di carta

All'interno del gruppo, il nuovo personaggio che almeno inizialmente svolge più degli altri un ruolo di primo piano è Palermo (lo interpreta Rodrigo De la Serna, attore argentino già incontrato nel film I diari della motocicletta). Si tratta di un ingegnere molto intelligente e stravagante la cui storia passata è legata a doppio filo a quella di Berlino, motivo per il quale la prima volta lo troviamo ancora sofferente per la sua morte. Una sorta di ponte tra Il Professore e la banda come fu a suo tempo Andrés, che in questi episodi torna via flashback, Palermo non potrebbe fare altrimenti: stiamo parlando di un uomo cui piace essere un leader e stare al centro dell'attenzione, un atteggiamento che è destinato a creare attriti nel gruppo. Questo include inoltre Marsiglia (il croato Luka Peros), un ex combattente dall'aspetto elegante e austero, in realtà un mercenario tanto scaltro quanto implacabile, e Bogotà (Hovik Keuchkerian, The Night Manager), un saldatore forte, tenace e instancabile che ha avuto un numero spropositato di figli da diverse donne in tutto il mondo. Dalla parte dei buoni, anche se in questa storia sarebbero i cattivi, troviamo invece l'ispettrice Alicia Sierra (Najwa Nimri), una nuova Raquel Murillo - che ora si fa chiamare Lisbona ed è diventata il braccio destro del Professore, nonché la sua dolce metà - la quale potrebbe trarre in inganno con il suo aspetto di donna molto incinta e invece si rivelerà una negoziatrice furba e pericolosa, nonché temuta e rispettata dai colleghi.

La casa di carta

Il racconto procede come sempre frenetico, punteggiato come siamo stati piacevolmente abituati da piccoli momenti spiritosi. Del resto, non stiamo parlando di personaggi abituati a prendersi troppo sul serio. Soprattutto Denver (Jaime Lorente), anche se lo ritroviamo responsabilizzato dal suo ruolo di padre di famiglia. Forse pure troppo. Questo porta a uno dei momenti più divertenti d'inizio stagione, quando il personaggio vorrebbe tenere Stoccolma al sicuro con il figlio e lei rivendica un proprio ruolo nel colpo. Una ribellione al patriarcato che Esther Acebo, presente con una parte del cast all'anteprima milanese, sposa completamente. "Mónica non è solo una madre o solo una moglie, è anche una donna. Una donna che tiene le redini della sua vita, che prende le proprie decisioni e vuole partecipare a questo nuovo colpo", riconosce l'attrice. "Questo porta sicuramente a dei conflitti. Il fatto di avere un figlio può essere un problema, ma sa cosa vuole e vuole ottenerlo". E Corberó non potrebbe essere più d'accordo. Sebbene sia sempre stata una donna forte e indipendente, nella terza parte Tokyo si mostra più matura, più paziente e padrona di se stessa. Una Lara Croft che non vuole farsi limitare dal suo rapporto con Rio e rivendica la propria libertà. "Sebbene questa non sia una serie particolarmente femminista, ha effettivamente personaggi femminili molto potenti", ammette. "Ricordo, quando vidi le prime sceneggiature, di essere rimasta sorpresa per il ruolo di primo piano che avevano le donne. A volte anche più degli uomini. Quindi le donne della serie sono... donne. Donne a 360°, con una loro storia, con qualcosa da raccontare, che non si limitano ad accompagnare i personaggi maschili. Hanno una loro vita e un loro potere".

Tale che Rio si ritrova a versare più di una lacrima, ben prima di finire in mani nemiche. Tutto normale dalla prospettiva di un uomo estremamente innamorato. "Per amore si fa tutto e Rio in questi nuovi episodi arriva a cambiare completamente la sua vita, purtroppo commettendo degli errori piuttosto gravi", riconosce Herrán. Ad aver stravolto la propria vita, lo dicevamo poche righe fa, è stato anche Denver, passato dall'essere un figlio all'interpretare il ruolo del padre. "Lui cambia e questo crea un problema, perché non è pronto. Non è pronto per affrontare un tale conflitto [interiore] e un simile cambiamento radicale", anticipa Lorente. Lo stesso attore rivela poi una curiosità sul suo personaggio, quella sua risata così particolare capace di strappare a sua volta una risata ogni volta la si ascolta: "In realtà non è la mia risata, è la risata del personaggio. Io rido in un modo diverso, poi non so se meglio o peggio. Durante i casting, mi accorsi che si prestava particolare attenzione al modo di ridere del personaggio. Così, di mia iniziativa, ho provato diversi tipi di risata fino a quando non ho trovato quella che mi piaceva di più. È un po' un modo per prendersi in giro. Con questa risata mi prendo un po' in giro da solo".

La casa di carta

La discussione si è sposata poi sulle ragioni dietro il successo della serie, e Peros concorda che la tempistica abbia giocato un ruolo importante. La casa di carta è arrivata in un momento di grandi agitazioni nel mondo, provocate dalla crisi economica e dalle revisioni della spesa pubblica. Gli spettatori si sono così ritrovati nei temi della serie. "Le persone sono davvero stufe. Sono stufe delle banche e dei loro sistemi che tolgono alle classi meno abbienti", spiega l'attore. "La nostra non è una dichiarazione o una presa di posizione politica. Viviamo in un periodo in cui, a livello politico-economico, c'è un pugno di persone che ha in mano la ricchezza del mondo mentre gli altri soffrono. Ed è per questo che il pubblico vuole vedere queste persone, dei ladri, rubare ai ricchi". Per Acebo, però, è anche merito della caratterizzazione dei personaggi. "Beh, chi meglio di me può confermare che ci si può innamorare di un ladro? Il segreto della serie è che i personaggi non sono una caricatura ma veri esseri umani. Quindi, al di là del loro ruolo di ladri, noi vediamo delle persone con un'anima, con un cuore, con le quali possiamo simpatizzare. Un'empatia che vediamo anche nella serie e che ha creato questo fenomeno della maschera [di Salvador Dalì] poi utilizzata in vere manifestazioni come simbolo di rivoluzione, di resistenza e di opposizione". Un successo, quello de La casa di carta, che questi nuovi episodi promettono di rinnovare e probabilmente ampliare mentre la produzione procede a ritmo spedito: il cast ha confermato infatti che ci sarà una quarta parte, ovviamente senza dire verso quale direzione porterà la storia. "Nelle prime due parti, la banda si riunisce per una mera questione di sopravvivenza e per ottenere denaro", conclude Herrán. "Ora, invece, il motivo della loro riunione è qualcosa di diverso, più emozionale e profondo. E anzi, vi dico - e non dirò altro - che spenderanno moltissimo per arrivare al loro obiettivo".



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