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The Crown, ancora polemiche: Il governo britannico chiede a Netflix di specificare che è fiction

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Indignati anche gli australiani per una scena della quarta stagione: la serie di Peter Morgan tanto amata quanto criticata.

The Crown, ancora polemiche: Il governo britannico chiede a Netflix di specificare che è fiction

Netflix dovrebbe rendere più chiaro ai suoi 195 milioni di abbonati che The Crown è un'opera in gran parte di finzione. È la richiesta del governo britannico, avanzata dal segretario alla cultura Oliver Dowden, affinché gli spettatori abbiano ben chiaro che le vicende della famiglia reale inglese messe in scena nel drama biografico di Peter Morgan sono romanzate. La soluzione secondo Dowden? Inserire un disclaimer prima di ogni episodio.

The Crown: La singolare richiesta del governo britannico a Netflix

Parlando con la testata The Mail, il segretario Dowden non ha nascosto le sue perplessità. "The Crown è un'opera di finzione splendidamente prodotta. Netflix dovrebbe essere molto più chiara su questo punto", ha dichiarato. Il membro del governo ha anticipato di avere intenzione di scrivere a Netflix al più presto aggiungendo: "Temo che una generazione di telespettatori che non ha vissuto di persona certi eventi storici, possa scambiare la finzione per fatti realmente accaduti". Le sue parole si inseriscono a gamba tesa nella polemica generata dalla quarta stagione di The Crown che, secondo quanto riferito dai tabloid britannici, non sarebbe piaciuta a molte persone vicine alla famiglia reale perché troppo lontana dalla realtà dei fatti. Anche il fratello di Diana, Charles Spencer, è stato tra coloro che hanno espresso preoccupazione per come la serie ha dipinto la principessa.

Gli australiani infuriati per The Crown 4: La battuta incriminata

Una delle ultime critiche, inoltre, arriva direttamente dall'Australia dove l'emittente ABC si è scagliata duramente contro la serie per aver messo in bocca all'ex primo ministro Bob Hawke parole mai dette e per altre inesattezze storiche. Peter Morgan, infatti, nel sesto episodio della quarta stagione ha ricostruito un'intervista che uno scettico Hawke (interpretato da Richard Roxburgh) rilasciò nel 1983 in occasione del viaggio di stato del Principe Carlo e la consorte Diana. Lo sceneggiatore gli ha fatto dire, a proposito della regina Elisabetta II: "Un non eletto non australiano che vive dall'altra parte del mondo, per quanto abbia buone intenzioni, è di una razza diversa. Non si può mettere un maiale a capo di una mandria di buoi, anche se gli donano twinset e perle". I giornalisti di 4corners, il programma che 37 anni fa ospitò l'intervista, hanno sottolineato come Hawke non abbia mai pronunciato queste parole, tantomeno chiamato "maiale" la regina. Hanno fatto notare, inoltre, come la serie sia caduta in altre imprecisioni, come la data dell'intervista, che fu il 12 febbraio e non il 26, e la location, che fu Melbourne e non Canberra come indicato. In compenso, Hawke definì davvero Carlo "un simpatico giovanotto", come viene mostrato nell'episodio.

Il polverone sollevato dai nuovi episodi di The Crown va certo di pari passo con il successo della serie, visto che Netflix ha recentemente deciso di raddoppiare i suoi investimenti nel Regno Unito. Tra critiche ed elogi, insomma, non si può dire che la quarta stagione del drama biografico abbia lasciato indifferenti.

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