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Mariottide: la sitcom sbarca su Infinity il 26 ottobre

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Il personaggio di Maccio Capatonda riceve una nuova vita (ma non temete, sempre triste e sfigata) nella spassosa serie in 20 episodi più due speciali.

Mariottide: la sitcom sbarca su Infinity il 26 ottobre

Tra tutte le geniali creazioni di Maccio Capatonda, al secolo Marcello Macchia, il personaggio di Mariottide è forse quella che preferiamo. Perché dal suo essere triste, sfigato e consapevole di esserlo e dal contrasto con un mondo di gente cattiva e cafona, si sprigiona una comicità surreale, esilarante e a tratti anche poetica. Ci piace tutto del personaggio nato per Mai dire lunedì e diventato protagonista di videoclip, trailer, webseries e altro: il look, il modo di parlare, il figlio scemo Fernandello e i personaggi di contorno. Alla fine, come nei migliori esempi del cinema demenziale, si ride ma si riflette anche ed è questo il vero asset vincente di Capatonda, che forse non lo renderà popolare e milionario come Zalone, ma che dimostra una raffinatezza di linguaggio e riferimenti capace di parlare allo spettatore sia a un livello viscerale, di pancia, che a uno intellettuale.

E vanno bene entrambi, purché si rida, e si ride molto con questa sitcom sviluppata da Macchia con la collaborazione di Sergio Spaccavento, Luigi Luciano (Herbert Ballerina), Andrea Mancini, Danilo Carlani e Daniele Grigolo: 20 episodi da 15 minuti l’uno (più due speciali) ricalcati nella struttura - guest-stars di nome e risate registrate incluse - sul modello della classica situation comedy americana. L’azione si svolge in due ambienti, la disastrata casa di Mariottide e il Bar…bone, con gli esterni tra Fernandello e Crusca in un prato e con stacchi fatti con ricostruzioni in plastilina del quartiere. Come una favola, si comincia con una eccitante novità e si conclude con la versione avvilita del personaggio del “domani è un altro giorno” di Rossella O’Hara.

Come sa chi già lo conosce, Mariottide è a capo di una famiglia monoparentale, con un "bambino" di 30 anni, Fernandello, trovato in un cassonetto, tonto e credulone ma puntualmente disilluso dall’amico ricco, Crusca (Enrico Venti alias Ivo Avido) sulle bugie a fin di bene che il padre, di poco più vecchio di lui, gli racconta. Tra il feuilleton e le dinamiche tra Pinocchio e Geppetto, Mariottide ha una costante: la sua bontà, ingenuità e fiducia vengono puntualmente tradite dagli altri, che siano l’ex moglie Befania o il viscido agente Lele Mosina (una spassosa caratterizzazione di Nino Frassica) o i vari personaggi con cui incrocia la sua strada. Ma lui persevera, autentico punching-ball umano, rassegnato ma orgoglioso del suo essere quello che è e forse consapevole che i veri mostri sono gli altri.

Si capisce benissimo vedendo Mariottide che gli attori si sono divertiti e si apprezza la cura e l’attenzione prestata non solo ai contenuti ma anche al risultato estetico, in questa sitcom che speriamo abbia molti altri episodi in futuro. Per ora preparatevi a un binge watching di risate su Infinity il 26 ottobre.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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