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L'amica geniale 2 - Storia del nuovo cognome: La scoperta del corpo, gli anni '60 e la prima rottura fra Lila e Lenù

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E’ stata presentata oggi la seconda stagione della serie dai romanzi di Elena Ferrante diretta da Saverio Costanzo e ora anche da Alice Rohrwacher.

L'amica geniale 2 - Storia del nuovo cognome: La scoperta del corpo, gli anni '60 e la prima rottura fra Lila e Lenù

C'era una fila chilometrica per accedere alla Rai di Viale Mazzini 14 questa mattina. Davanti all'ingresso, un manifesto con un bel panorama della costiera amalfitana e la scritta "L'amica geniale - Storia del nuovo cognome" e, un po’ più in là, ecco l'automobile rossa decappottabile di Stefano Carracci che porterà lui e Lila in viaggio di nozze. All'interno della Rai, invece, fotografie di Lila e Lenù, una riproduzione del calzaturificio dei Solara nel centro di Napoli, i costumi di scena delle due protagoniste e le copie di un libro intitolato "La divagazione" scritto da Elena Greco.

La folla è numerosa perché l'anteprima dei primi due episodi della seconda stagione de L'amica geniale è un evento di portata stratosferica, visto il successo della prima stagione. La nuova serie andrà in onda in anteprima mondiale su Rai 1 il 10 febbraio, in puntate da due episodi, mentre online sarà disponibile su Rai Play. I primi due episodi, inoltre, usciranno al cinema per qualche giorno. Noi li abbiamo visti e a colpirci è stata soprattutto la vita triste e brutale in cui si imbatte Lila, ribelle, guerriera e, ça va sans dire, geniale, e i mutamenti e la maggiore autoconsapevolezza a cui va incontro una Lenù oscurata dall'amica del cuore ma più libera, e soprattutto capace di emanciparsi grazie allo studio. C'è una maggiore complessità ne L'amica geniale - Storia del nuovo cognome, e c'è l'Italia degli anni '60 che si fa strada, mentre il Rione smette di essere l'unico universo possibile e per i personaggi si spalancano le porte di Napoli, Ischia e dell’Italia. Poi c'è la scoperta del corpo, strumento di piacere e nello stesso tempo fardello per chi è donna.

Di questo e di altro si è parlato durante la conferenza stampa della nuova stagione e, fare gli onori di casa, è stata Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction: "L'amica geniale" - ha detto - "ha rappresentato una svolta per le fiction della Rai e della fiction italiana in generale, i risultati della prima stagione parlano chiaro: 7 milioni di media di spettatori, 30% di share, fra il pubblico il 33% di ragazze tra i 15 e i 24 anni e il 36% di laureati, infine 5 milioni di views su Rai Play. Abbiamo fatto un passo importante nel percorso di internalizzazione della Rai. Questa serie, con il suo linguaggio sofisticato e la sua storia ricca e complessa, compete con la migliore serialità internazionale. Oltre alla naturale maturazione dei personaggi, c'è una tematica nuova di carattere politico nella seconda stagione: la contesa di classe. Entriamo in un'epoca nella quale, tramite la cultura, si può accedere a un ambiente diverso".

"Con Domenico Procacci, HBO e Rai Fiction siamo riusciti a fare una cosa mai fatta che potremmo chiamare un kolossal tv sia per budget che per risultato economico" - spiega invece Lorenzo Mieli di Wildside. "Per me il risultato più importante è essere riusciti fare un grande racconto popolare con un regista-autore come Saverio Costanzo. E’ un'opera di cinema L'amica geniale, e quest'anno siamo contenti che si sia inserita Alice Rohrwacher, trovando libertà ma anche precise regole di stile e di tono, è bellissimo avere due grandissimi registi che lavorano a un'opera cinematografica e nello stesso tempo di forte impatto tv, è il momento più splendente della mia carriera".

La novità della nuova stagione de L'amica geniale è dunque l'ingresso di una nuova regista, quell'Alice Rohrwacher la cui sorella, Alba, è la voce narrante della fiction. Prima che a lei la parola va a Saverio Costanzo, che le ha volentieri affidato gli episodi 4 e 5, ambientati a Ischia: "La nuova stagione" - spiega il regista - "è diversa dalla prima, che esprimeva lo spirito e la mentalità degli anni ’50, epoca in cui le persone ancora non riuscivano a capire quale posto occupassero nel mondo. Anche noi spettatori abbiamo dovuto comprendere cosa fosse questo Rione fuori dal quale sembrava che non esistesse niente. Nel secondo romanzo, la drammaturgia della Ferrante accelera, gli scambi fra i personaggi e il mondo esterno aumentano e anche il linguaggio filmico evolve. Se la prima stagione si ispirava a una modalità di racconto neorealista, qui la regia diventa più libera, la messa in scena si fa anarchica, le carte si mischiano e il dissidio che si viene a creare tra Lila e Lenù determina un cambiamento di stile. La sperimentazione, comunque, non è fine a se stessa, ma viene dalla lettura del romanzo: tutto ciò che c'è nell'amica geniale è suggerito da questo fantasma finto che è Elena Ferrante, le sue pagine però ci sono, ed è grazie a quelle pagine che siamo tutti qui".

Accanto agli adulti, siedono, davanti ai giornalisti, le giovanissime protagoniste de L'amica geniale, Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Sono belle e fanno tenerezza, e ci tengono a dire, quando qualcuno fa la solita domanda sui progetti futuri, che hanno un contratto di esclusiva con la serie dai libri della Ferrante. Poi entrambe spiegano come L'amica geniale le abbia cambiate e maturate. "Siamo maturate anche grazie a tutti gli insegnamenti di Saverio e degli operatori che ci hanno cresciuto" - dice Gaia. "Io comunque sono sempre Gaia, ho la determinazione di Lila, ma resto sempre io".
"Anche io sono cresciuta" - aggiunge Margherita. "Ho acquisito una consapevolezza che prima non avevo, sono diventata più istintiva, più onesta con me stessa. Saverio mi ha molto aiutato, mi ha fatto fare un corso di mimo e di clown. Voglio ringraziare anche Alice, che mi ha fatto sentire più libera e mi ha aiutato a maturare com'è maturata Elena".

Fiera del complimento dell'interprete di Lenù, la Rohrwacher dice: "L’intuizione di Saverio è stata vedere i miei episodi come un micro racconto a sé, la cronaca della prima rottura importante tra Lila e Lenù. Per Gaia e Margherita non dev'essere stato semplice 'far entrare' un altro regista, sono cresciute insieme e grazie a Saverio, ma se c'era un momento giusto in cui passarmi il testimone era nella cronaca di un importante allontanamento fra i due personaggi. Per me è stata una bellissima esperienza, ho lavorato con una squadra già formata di artisti incredibili, ed è stato un po’ come cucinare per una sera in un grande ristorante dove però tutto è già predisposto".

La seconda stagione de L'amica geniale è sceneggiata, oltre che da Saverio Costanzo, da Elena Ferrante, da Francesco Piccolo e da Laura Paolucci. E se quest'ultima si è detta orgogliosa di aver lavorato su una serie in cui si parla del ruolo della donna nella società e si associa l'aggettivo "geniale" non più a un individuo di sesso maschile, Piccolo ha trovato nella scrittura e nei personaggi della Ferrante qualcosa dei romanzi ottocenteschi ed è stato felice di non "sintetizzare per forza", concedendosi invece "un tempo di racconto lento e lungo".

L'amica geniale 2 - La storia del nuovo cognome: una clip in anteprima



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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