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Il grande gioco, la frenesia spietata del calciomercato in una serie Sky Original

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Presentata la serie Sky Original Il grande gioco, un ritratto spietato del mondo del calciomercato con archetipi da tragedia greca. Il nostro incontro con registi, autori e i protagonisti Giancarlo Giannini, Francesco Montanari e Elena Radonicich.

Il grande gioco, la frenesia spietata del calciomercato in una serie Sky Original

Il calcio sarà un gioco, ma i suoi tifosi sono fedeli e c’è poco da ridere. Il sottobosco più inquietante del calciomercato, raccontato come un dramma shakespeariano, è al centro della nuova serie Sky Original, Il grande gioco, in onda dal 18 novembre su Sky e NOW, con la prima puntata anche per tutti su YouTube. Una serie Sky Studios e Eliseo entertainment prodotta da Luca Barbareschi e diretta da Fabio Resinaro e Nico Marzano e scritta da Tommaso Capolicchio, Giacomo Durzi, Filippo Kalomenidis, Marcello Olivieri e Andrea Cotti da un’idea di Alessandro Roja, con la collaborazione di Riccardo Grandi.

Un dramma familiare alla Succession spietato e senza esclusioni di colpi (non di tacco), in cui viene raccontata una famiglia di procuratori alle prese con un mondo cambiato. Sono i De Gregorio, capeggiati da Giancarlo Giannini nei panni dello spietato capofamiglia e leader delle compravendite di calciatori fin dai tempi antichi. Con lui, il figlio e la figlia Elena (Radonicich), oltre al marito ormai apparentemente fuori dai giochi, Cosmo Manni (Francesco Montanari), la cui parabola verrà ricostruita puntata dopo puntata (in totale sono otto). 

La trama de Il grande gioco

Screditato da false accuse, Corso Manni è passato dall’essere il golden boy dei procuratori della ISG, la più grande società di procuratori in Italia, ad essere emarginato dal mondo calcistico. Con l’aiuto del giovane procuratore Marco Assari, Corso ricostruisce la sua carriera contendendosi la procura del campione Quintana e del promettente Antonio Lagioia con Dino ed Elena De Gregorio, rispettivamente CEO della ISG e sua ex moglie. Un gioco di alleanze e tradimenti prende forma con l’ingresso di Sasha Kirillov, esperto e cinico procuratore della russa Plustar, determinato a conquistare non solo il mercato calcistico italiano, ma anche dei terreni molto preziosi della ISG.

Il ritorno del figliol prodigo Francesco Montanari

Il grande gioco segna il ritorno come protagonista in una serie Sky di Francesco Montanari, a 14 anni di distanza da Romanzo criminale. Una serie che vuole essere “credibile, come raramente accade parlando di calcio”, hanno detto gli autori incontrando la stampa. Paolo Maldini (visto il coinvolgimento del Milan) sembra abbia gradito. “L'hotel del calciomercato sembra la borsa di Wall Street, è  frenetica e tutto può cambiare in un attimo”. Così descrive Montanari un universo come quello dell’estate del calciomercato che non conosceva, da non appassionato.

“Interessante come sia così presente nella nostra cultura quotidiana, anche per chi non frequenta il calcio come me. Tutti mi chiedono che squadra tifo o la mia passione, ma dopo Romanzo criminale nessuno mi interrogava sulla mia conoscenza della criminalità. È un pretesto per parlare d’altro, Il grande gioco. Anche i miei genitori, proprio quelli che non mi hanno trasmesso la passione, hanno apprezzato, penso sia un buon segno".

L’altro protagonista, Giancarlo Giannini, che a febbraio verrà onorato con una stella sulla Walk of Fame di Hollywood (“mentre a Venezia manco un gatto nero, come italiani siamo Rodolfo Valentino per il muto e io per il sonoro”) si dice altrettanto lontano dal calcio, con una sorta di monologo divertente e diretto che sembra appartenere al suo personaggio. “Vedo in televisione qualche partita al massimo e i documentari sugli animali, il resto non mi interessa. Mi appassiono solo per i mondiali, ho letto la sceneggiatura e non ho capito niente, non volevo farlo. Ma poi mi ha convinto il produttore, Luca Barbareschi, accettando di darmi il doppio del denaro. Andando in un ristorante di Milano, Giannino, frequentato da calciatori e procuratori, oltre a Berlusconi, una sera ho parlato con un paio di loro. Mi hanno detto che anche loro non capivano nulla di quel mondo, allora ho inventato. Ho litigato sempre con gli autori, in maniera carina, ma certe volte no. Non siete i fratelli Coen, Resinaro e Marzano, magari lo diventerete. Questo mestiere è un gioco, racconto forse delle bugie, con voi recito sempre ma è la cosa più divertente della vita. Io non la vedrò la serie, ma mi dicono i produttori che ho fatto qualcosa di buono. Ha un bellissimo ritmo, colpi di scena drammatici. Il mio personaggio aveva una malattia, una demenza senile, che quindi è stato facile rendere alla mia età”.

Lo showrunner, alla guida degli sceneggiatori, è Giacomo Durzi, che ha così raccontato il lavoro. “L’arena del calciomercato raccoglie vasta eco mediatica e la sfida era contemplare all’interno di questo topic un racconto che andasse in più direzioni, un dramma shakespeariano con maschere e archetipi, allenando strategie e mosse e contromosse, costruendo un plot che spero attiri un pubblico ampio, femminile come maschile, appassionato e non. Procuratrici donne ce ne sono poche, ma sono sempre di più, come l’erede della scuderia di Mino Rajola, Rafaela Pimenta. Il nostro gruppo di scrittura è ossessionato dal calcio, ci siamo consultati con procuratori e personaggi di quel mondo, ispirandoci anche a libri come Grand Hotel calciomercato di Gianluca Di Marzio, anche presente in un cammeo come altri di Sky Calcio, e M. L’orgia del potere di Pippo Russo”.

Un mondo del calcio (mercato) che i registi, Fabio Resinaro e Nico Marzano, uno appassionato e uno no, definiscono “complesso e molto interessante. Abbiamo lavorato molto sul linguaggio, sul come raccontare un mondo presente nell’immaginario di tutti, che si racconta tanto. Un argomento sacro approcciato con rispetto, non a caso si parla di fede calcistica. La chiave è stata spiare dove non è consentito fare normalmente, con uno sguardo realistico ma anche con personaggi che rappresentassero archetipi universali. Un dramma sullo sfondo del racconto sportivo, usando la grammatica codificata di come viene mostrato il calcio giocato, quindi con le undici telecamere che usa la regia di Sky normalmente. I ragazzi, Giovanni Crozza Signoris e Jesús Mosquera Bernal, giocano davvero e sono molto bravi. il tutto sullo sfondo di una Milano vista dall’alto, che anche architettonicamente mostra il potere, con personaggi che osservano in basso il terreno di gioco, inteso in senso ampio, come divinità alle prese con la fede (calcistica)”.

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  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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