Divertimento assicurato col Lupin di Netflix: La recensione della nuova serie tv con Omar Sy

04 gennaio 2021
3,5 di 5
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Disponibile in streaming su Netflix dall'8 gennaio, la serie tv con Omar Sy si lascia ispirare dal mito di Arsenio Lupin per raccontare una storia tutta nuova. Ecco la nostra recensione.

Divertimento assicurato col Lupin di Netflix: La recensione della nuova serie tv con Omar Sy

È stato molto avvilente, alle soglie del 2021, assistere all'enorme polemica che sui social network ha accompagnato il lancio di Lupin, nuova serie francese che prende in prestito il metodo e lo stile delle storie di Maurice Leblanc incentrate sul personaggio immaginario di Arsenio Lupin, il celebre ladro gentiluomo, per condurli verso una direzione nuova. È impossibile non iniziare da qui questa recensione, perché l'iniziativa di più di qualcuno di mortificare un'opera e il lavoro di chi l'ha realizzata lamentando semplicemente la scelta di un attore di colore per il ruolo del protagonista è stata totalmente inopportuna, ancora di più se quell'opera non la si era ancora vista. Vi diremo invece che Lupin, disponibile in streaming su Netflix dall'8 gennaio con i primi cinque episodi, è sorprendentemente divertente e appassionante. E la sorpresa non deriva dall'interpretazione di Omar Sy, il cui talento ha già avuto modo di manifestarsi così bene da non alimentare anzitempo alcun dubbio, quanto dalla capacità degli ideatori George Kay e François Uzan di prendere un mito di cui si è scritto e visto tanto e renderlo contemporaneo, vivo, trovando un modo intelligente per non tradirlo, semmai omaggiarlo. Possiamo capire la scelta del servizio di video in streaming di aggiungere all'ultimo momento quel "Sulle orme di Arsenio" come sottotitolo, ma non era necessario. Sarebbe bastato andare oltre un'immagine, oltre un link, per capire che questa non è la storia di Arsenio Lupin. Questa è la storia di un nuovo Lupin.

Lupin: Un ladro, un furto, una vendetta

I ladri hanno fatto la fortuna di Netflix, e ci riferiamo ovviamente ai protagonisti de La casa di carta, una delle produzioni più apprezzate della piattaforma in tutto il mondo. La storia di un ladro determinato a lanciare un messaggio chiaro mettendo in atto un furto a dir poco spettacolare ricorda certamente quella serie e quei personaggi, e sebbene un simile paragone - a dire il vero per nulla espresso - sia un'ottima strategia di marketing, Lupin non le assomiglia così tanto. In effetti, in più di qualche modo, questa storia ricorda molto di più Prison Break. Sy, che sicuramente avrete apprezzato nel film Quasi amici, interpreta Assane Diop, un uomo qualunque fulminato dal genio e dalla sregolatezza di Arsenio Lupin. Quindi, un personaggio reale che nella finzione di una serie si ispira a un personaggio immaginario per vendicare un torto subito. Un addetto alle pulizie del Louvre e un padre separato, Assane mette in atto un piano abilmente congegnato per rivelare la verità dietro la morte ingiusta di suo padre e così vendicarlo. Quello stesso padre che un giorno gli ha consegnato il libro Arsène Lupin, ladro gentiluomo e che attraverso quelle storie continua a parlargli oggi.

Lupin

Al centro delle vicende di Assane c'è una famiglia molto ricca per la quale suo padre ha lavorato come autista diversi decenni prima e presso la quale lui, un bambino taciturno e attento, è cresciuto. Senza rivelarvi troppi dettagli, quel padre è morto dopo essere stato accusato di un crimine che non ha commesso. Quando un prezioso collier di diamanti dei Pellegrini viene messo all'asta proprio al Louvre, il protagonista ingaggia un manipolo di delinquenti con i quali è in debito per rubare il gioiello, punire la famiglia e portare alla luce le sue falsità. Il suo piano prevede travestimenti e inganni in un gioco trascinante del gatto e del topo in cui la polizia gli è alle calcagna mentre lui indaga sulle ragioni dietro le azioni dei Pellegrini. Il suo brillante tentativo di fare giustizia può risultare sbagliato, prima di tutti agli occhi degli agenti, benché le ragioni giuste, ma non tradendo né il fascino né la gentilezza del suo modello, il Lupin di Assane entra dentro come un personaggio positivo, spesso simpatico e attento verso la famiglia che ha creato a sua volta.

Lupin: Perché la nuova serie di Netflix merita di essere vista

Lupin rientra perfettamente nel tipo di intrattenimento spesso poco impegnato e leggero che Netflix sta proponendo nell'ultimo periodo per divertire un pubblico più ampio e tenere alto il numero di abbonati. Quella della serie di Kay e Uzan è una narrativa semplice ma non scontata, solo in poche occasioni inverosimile e ricca di azione e colpi di scena in cui il fine ultimo di una produzione di questo tipo, tenere compagnia, far trascorrere qualche ora di sano divertimento, viene raggiunto pienamente. Accompagnata da interpretazioni convincenti, quella di Omar Sy in particolare, che riesce a ricreare l'insolenza e il savoir-faire del ladro gentiluomo mantenendo il personaggio con i pieni saldi a terra, senza caricature stonate, Lupin si lascia apprezzare per una storia originale che non ha la presunzione di rifare alcunché, apprezzabile anche per l'integrità delle tematiche affrontate. La rapina, per quanto spettacolare, è relegata alle scene iniziali della serie e diventa un pretesto per esplorare una storia familiare complessa in cui la fiducia è stata tradita. Lo fa poi nello scenario di una Parigi splendida pur non essendo così luccicante e glamour come si è soliti vederla ritratta.



  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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