Kaneto Shindô
Locandina Kaneto Shindô

Kaneto Shindô

Regista e Sceneggiatore  
NASCE A: HIROSHIMA (GIAPPONE)
NASCE IL: 22/04/1912
63 Anni di carriera
29 Film
Qui puoi conoscere la carriera e le curiosità sulla vita privata di Kaneto Shindô, leggere le notizie più recenti, trovare tutti i premi vinti e guardare le foto e i video.

DATI ANAGRAFICI DI KANETO SHINDÔ

Nasce a: HIROSHIMA (Giappone)
Nasce il: 22/04/1912
Muore a: TOKYO (Giappone)

BIOGRAFIA DI KANETO SHINDÔ

Regista e sceneggiatore. Nel 1934, muove i suoi primi passi nel mondo del cinema come apprendista presso il Shinko Kinema studio. Successivamente, si trasferisce a Tokyo dove prosegue la gavetta per divenire sceneggiatore collaborando col maestro Kenji Mizoguchi. È costretto ad interrompere il lavoro perché, nel 1943, viene arruolato nell'Imperial Navy. Sarà uno dei sei sopravvissuti di un'unità di cento soldati operante durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, comincia a collaborare come sceneggiatore con Kozaburo Yoshimura presso lo Shochiku Studio dando vita a un connubio davvero ben assortito. Ma i due, stanchi di dipendere da direttive altrui, fondano nel 1950 un loro studio: il Kindai Eiga Kyokai (Società del Cinema Moderno). Già l'anno successivo, Shindo debutta come regista di "Storia di una moglie amata", dedicato alla consorte morta nel 1940 e 'sostituita', poi, dall'attrice feticcio Nobuko Otowa. A questo film segue il notissimo "I figli della bomba atomica"(1952), di cui cura sia la regia che la sceneggiatura; drammatica pellicola che riscuote un grande successo a livello internazionale, fino ad essere acclamato anche al Festival di Cannes del 1953. A partire da questo momento, nel corso della sua opera emergono, sempre più, l'interesse e l'amore che il regista prova per gli 'ultimi' della terra. Lo si nota, ad esempio, in: "Compendio"(1953); "Rigagnolo"(1954); "La tristezza appartiene alle donne"(1958) e "L'isola nuda"(1960), film del tutto privo di dialoghi. Quest'ultimo se da un lato ottiene un grande favore presso il grande pubblico e la critica (vince il primo premio al Festival di Mosca), dall'altro lede non poco alla qualità dei lavori successivi del regista divenuto artificioso e diseguale, tentato dagli effetti più grossolani. Dopo "L'uomo"(1962), comincia ad eccedere nel suo naturale calligrafismo, tanto da essere accusato di insincerità artistica. Lo si vede in: "Onibaba"(1964), "Sesso perduto"(1966) o "Il gatto nero tra i cespugli"(1968). Segue una fase di inattività che si protrae per tutti gli anni Settanta, per tornare sugli schermi con un omaggio sincero al maestro Mizoguchi: il documentario "Vita di un cineasta: testimonianze su Kenji Mizoguchi"(1976), che lui presenta al Festival di Cannes. Instancabile, prosegue in maniera prolifica il suo mestiere: del 1987 è"Hachico monogatari", di cui cura la sceneggiatura per la regia di Seijirô Kôyam (film che Lasse Hallström riprenderà nel suo remake "Hachiko - Il tuo migliore amico" del 2009); nel 1999 firma "Ikitai", per cui ottiene al Festival Cinematografico Internazionale di Mosca il San Giorgio d'Oro e il Premio Fispresci; arrivando finanche al 2010 con "Postcard", dal regista inteso come la sua ultima immagine da lasciare ai posteri, per cui ottiene un Premio Speciale della Giuria al Tokyo International Film Festival. Tra i suoi fan più accaniti c'è Benicio Del Toro che gli ha dedicato delle retrospettive a Los Angeles e a Porto Rico. Shindô si è spento all'età di 100 anni per morte naturale.

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