Wolf Call: recensione del claustrofobico action sottomarino con Omar Sy, Mathieu Kassovitz e Reda Kateb

25 giugno 2019
3 di 5
5

La vita di un sottomarino nucleare francese alle prese con un'emergenza mondiale.

Wolf Call: recensione del claustrofobico action sottomarino con Omar Sy, Mathieu Kassovitz e Reda Kateb

Si tende a dimenticare, almeno al cinema, come le potenze nucleari siano anche europee. Per esempio la Francia, con la sua flotta di sottomarini atomici, che ha anche un’industria della settima arte che, ogni tanto, si ricorda come sia legittimo realizzare degli action anche dalle nostre parti del mondo. Antonin Baudry, però, il regista di Wolf Call, titolo italiano che traduce in inglese quello originale francese, ha voluto farlo con una verosimiglianza e un realismo non comune in altri caposaldi del genere, ambientati nella guerra fredda, come Caccia a Ottobre Rosso o K-19. Diplomatico per quindici anni, all’esordio alla regia, dopo aver scritto il fumetto e la sceneggiatura di Quai d’Orsay, Baudry ha svoltoi un lungo lavoro di ricerca e documentazione, e utilizzato la sua esperienza geopolitica nel raccontare i meccanismi spesso distorti con cui funziona dissuasione nucleare. Perché il film racconta come semplici esercitazioni possano portare a una escalation, con tanto di scontro sottomarino fra sommergibili occidentali e russi. Un vero scenario da guerra fredda, ma nell’era di Putin e Trump. Una storia appassionante e claustrofobica, nel mezzo di una crisi geopolitica mondiale.

L’accurato lavoro di preparazione si nota nella cura con cui è ricostruito il suono, vero protagonista del film, che mette al centro l’elemento più analogico che ci sia - un uomo che rintraccia un segnale sonoro - in un’epoca sempre più digitale. Quest’uomo è l’orecchio d’oro, il quale è incaricato, con il suo udito assoluto, di riconoscere l’esatta provenienza di ogni suono trasmesso dal radar. È lui il direttore d’orchestra capace di scandagliare la libreria infinita di suoni che ha nella sua memoria e far compiere al comandante del sottomarino la scelta giusta. Inutile specificare che, quando commette un errore, mette in pericolo di morte tutto l’equipaggio. Proprio la coesione fra chi condivide mesi in uno spazio chiuso e così angusto, è un tema centrale di un action che parte con i motori bassi, impegnato a creare un’atmosfera claustrofobica e le dinamiche tutte particolari di una comunità completamente reclusa dal mondo, che risponde a regole tutte proprie.

La rottura della quiete, il dubbio sul proprio orecchio d’oro, delle decisioni in serie sempre più difficili da prendere, alimentano di adrenalina un film che va dritto per la sua strada, senza troppe deviazioni, con una tensione ben alimentata da una sceneggiatura filante e attori convincenti, su tutti l’eccellente scoperta François Civil. La dimostrazione di come si possano fare film di (questo) genere anche nel vecchio continente, un film di (quasi) guerra mostrata da un punto di vista inedito, quello acustico delle profondità marine. Fra disinformazione e automatismi decisionali nati in un’altra epoca geopolitica, Wolf Call ci racconta un mondo, il nostro, in cui è l’autodistruzione, a vari livelli, sopra o sotto i mari, il rischio vero da evitare.

Ma cosa vuol dire il canto del lupo, titolo originale del film? Nel mondo dei sommergibilisti, designa il rumore di un sonar che ha individuato la posizione del sottomarino in cui si viaggia. Quando l’orecchio d’oro rintraccia quel suono, insomma, è l’ìnizio della fine.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento