Un nemico che ti vuole bene Recensione

Titolo originale: Un nemico che ti vuole bene

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Un nemico che ti vuole bene: recensione della commedia gialla con Diego Abatantuono

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Un nemico che ti vuole bene: recensione della commedia gialla con Diego Abatantuono

“Ma che bella famiglia”, si dice spesso nei primi minuti di Un nemico che ti vuole bene, commedia gialla diretta dallo svizzero Denis Rabaglia. Mica tanto, viene sempre più da commentare mentre la storia prende forma e si svela come, dopo una lunga giornata di lavoro, il professor Enzo Stefanelli (Diego Abatantuono) torna a casa non trovando un’alcova accogliente ad aspettarlo, tutt'altro. Una famiglia allargata, con figli di un precedente matrimonio della moglie, figli più piccoli, una nonna (Sandra Milo) dedita al bridge, alla musica classica ad alto volume e al comando. Il ruolo del povero capofamiglia è più che altro quello di aprire il portafogli, sempre gonfio di contanti per accontentare i capricci della figliastra maggiore, aspirante cantante lirica dalla stonatura come unico talento. Cucina, si impegna nel dimostrare attenzioni ai suoi famigliari, regolarmente respinte con disinteresse e noia. In più, nel suo ambito di astrofisico subisce torti a ripetizione, su tutti la scoperta di una stella la cui paternità gli è stata tolta arbitrariamente da un pomposa collega (ed ex amico) ormai lanciato nella vita accademica in California.

Tutto può cambiare quando, in una notte di pioggia, il professore salva la vita a un giovane ferito da un colpo d’arma da fuoco che compare nella sua casa di campagna. Gli toglie una pallottola e in cambio l’uomo, che si presenta come un killer di professione, si offre di uccidere il suo nemico per eccellenza. Un soggetto curioso, più da thriller o da racconto di Dostoevskij, che da commedia (all)italiana; per cui viene accreditato il polacco Zanussi, che a sua volta si sarebbe sentito raccontare questa storia da un georgiano sconosciuto. Insomma, una fusione a freddo, come il clima inopinatamente poco ospitale di una Puglia poco consueta, fra atmosfere e una storia nordica da parabola morale e un cast, su tutti Abatantuono, da commedia italiana

Non si può dire che tutto fili al meglio, la parte gialla infatti risulta in fondo uno stratagemma narrativo, lo spunto intrigante viene sviluppato in maniera piuttosto banale, come fosse la solita indagine su eventuali corna in casa, non riuscendo a far sentire la tensione della scelta etica che diventa sempre già incalzante. Il killer rimane, insomma, più un grillo parlante petulante e fastidioso che la voce seducente del lato oscuro nascosto nella coscienza non irreprensibile di ognuno di noi. Il tutto a colpi di “voi sapete come si muove l’universo, ma non come si muove il mondo” o “siete un uomo così colto eppure così’ ingenuo”.

Enzo, infatti, all’inizio dice che di nemici lui non ne ha, ma il giovane continua a girargli intorno, invadendo anche il suo spazio domestico, rendendosi conto, e provocando Enzo al riguardo, come in realtà intorno a lui ci sia un covo di iene di entrambi i sessi. Un nemico che ti vuole bene rende funzionale un certo spaesamento del suo protagonista, un Abatantuono in un’inconsueta interpretazione trattenuta, nel ruolo di un vessato da tutti, specie dalla madre Sandra Milo, perdendosi per strada e quasi sconfessionando il faticoso lavoro della prima parte con una conclusione poco credibile, abbandonando per strada spunti e aspettative.

Un nemico che ti vuole bene
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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