Turbo - la recensione del film d'animazione DreamWorks

06 agosto 2013
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Una lumaca sfreccia a Indianapolis

Turbo - la recensione del film d'animazione DreamWorks

Nonostante suo fratello Chet tenti in tutti i modi di dissuaderlo, la chiocciola Teo è deciso a diventare un corridore provetto. Sogna di emulare le imprese del suo eroe di Formula Uno, Guy Gagnè, ma nel frattempo colleziona solo figuracce e il pubblico ludibrio dei suoi simili. Almeno finché un giorno non viene esposto all'ossido di diazoto di un'auto truccata, diventando un vero razzo. E' raccolto poco dopo dal ragazzo Tito, che intende rilanciare con il piccolo fenomeno la rivendita di tacos che divide col fratello.

La premessa della nuova fatica DreamWorks Animation è ilare e tenera, ed è probabilmente la cosa migliore del film. Alla casa sin dall'epoca 2D di La strada per El Dorado, lo storyboard man David Soren esordisce alla regia partendo da una situazione paradossale molto adatta a un film d'animazione.
La storia è sviluppata con in mente i canoni Pixar del cartoon contemporaneo: un tragitto interiore che porta dal sogno all'accettazione della propria natura (recuperando il senso reale della vita), tra comprimari buffi e ammiccamenti alla realtà attuale. Quello di Turbo diventa un romanzo di formazione in cui il sogno in sè è un'amabile farneticazione, un iperbolico capriccio, necessario però a sbloccare la propria vita da un'impasse: quella di Turbo e in parallelo quella di Tito.

Se questo concetto su cui poggia Turbo è ben rodato, e vive di buon ritmo e un uso molto competente del 3D nella corsa finale, nello stile e nei contenuti c'è però anche poco che faccia risaltare il film tra i concorrenti. Rimane inoltre la sensazione che parte delle potenzialità si disperdano, man mano che la storia, per crescere, deve coinvolgere il mondo umano e accumula personaggi. I tanti chiassosi comprimari suonano poco necessari o non sviluppati a sufficienza. Le lumache del centro commerciale, così come gli speculari umani caricaturali lì presenti, hanno poco spazio per brillare se non in isolate battute affidate in originale a vari vip (Snoop Dogg, Michelle Rodriguez, Samuel L. Jackson, Luis Guzmán, Richard Jenkins).

In definitiva, il film non sembra memorabile quanto le imprese della pazza lumachina che racconta, ma la simpatia rimane. L'accanimento di Turbo è ameno e i piccoli gradiranno.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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