Ti presento Sofia Recensione

Titolo originale: Ti presento Sofia

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Ti presento Sofia: recensione della commedia con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti

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Ti presento Sofia: recensione della commedia con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti

Una piccola premessa: confessiamo di avere qualche difficoltà, quando si tratta di recensire un remake di cui non abbiamo visto l’originale, a giudicarne l’adattamento. In questo caso, vedendo le clip e che ci sono in giro e leggendo la “profetica” recensione del nostro collega (vedere per credere), i punti di contatto tra l’argentino Sin Hijos (Se permetti non parlarmi di bambini!), con Diego Peretti e Maribel Verdù, e il suo rifacimento italiano Ti presento Sofia, sono parecchi, dal lavoro del protagonista ai nomi dei personaggi (tranne uno). Guido Chiesa, torna, dopo Belli di papà, ad adattare storie nate da film in lingua spagnola, e stavolta ha voluto come protagonista Fabio De Luigi, con cui non lavorava dai tempi del Partigiano Johnny, dove per chi lo conosceva per i suoi fantastici personaggi comici, fu una sorpresa trovarlo in un piccolo ruolo drammatico. Bisogna dare merito al regista di aver intuito nel simpatico attore romagnolo un maggiore spessore di quello che appare dalle parti che solitamente gli vengono offerte, e di non aver visto in lui solo un personaggio o un volto comico immediatamente riconoscibile.

Anche se il personaggio di Gabriele, con le sue buffe goffaggini, sembra tagliato addosso a Fabio De Luigi (vedi la profezia del collega in tempi non sospetti), al tempo stesso lo impegna in una storia che gli offre la possibilità di mostrare un lato un po’ più serio e di ampliare la sua gamma espressiva. Certo, ci riesce ancora difficile pensare a lui come ad un ex musicista rock, di cui – per quanto lo si possa abbigliare "da" - non possiede le physique du rôle, ma a parte questo l’attore si cala benissimo nella parte del padre amorevole che ha rinunciato alle relazioni di coppia, salvo poi rovesciare all’improvviso le sue priorità quando ritrova l’amore mai consumato di gioventù che gli confessa di detestare i bambini. Il meccanismo della classica commedia di situazione si innesca in questo modo, sfiorando un tema di attualità oggi molto dibattuto: quello delle donne – e sono molte – che si sentono realizzate pur senza figli, o che scelgono di non averne sapendo che non sarebbero delle buone madri.

Ti presento Sofia giustamente non si schiera, ma cerca di rappresentare tutti i punti di vista, contrapponendo al personaggio della felicemente non mamma Mara quello della ex di Gabriele, interpretata da Caterina Guzzanti, che vediamo sempre incinta, prima di lui e poi del nuovo compagno e che ha un rapporto tranquillissimo con la propria maternità. Casomai, se si schiera, il film lo fa contro le prese di posizione a priori e le loro conseguenze. A fare le spese dei dissidi dei grandi è, come spesso accade proprio nella realtà, la prole, qua rappresentata da una ragazzina intelligente e sensata, che è venuta a patti con la sua vita errante tra due luoghi e due famiglie, ma non accetta, giustamente, di essere cancellata da una bugia.

Se funziona la coppia formata da Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti, va ancora meglio quella dell’attore con la piccola e bravissima esordiente Caterina Sbaraglia: nei loro duetti, e in quelli della bambina con la “rivale in amore”, sono i momenti migliori di un film gradevole pur senza sorprese. Andrea Pisani, alla sua terza volta con Chiesa, ricopre il ruolo del fratello/figlio immaturo con la solita verve, mentre il carismatico Shel Shapiro col personaggio del padre/nonno altrettanto poco affidabile fornisce una chiave di lettura in più di quella baraonda che sono i rapporti famigliari e in cui i bambini si dimostrano spesso più maturi degli adulti. Per i fan, nel film c’è anche un cammeo degli Afterhours in concerto. Bravi i caratteristi di contorno, non sufficientemente valorizzata e dunque un po' anonima (non ce ne vogliano i locali) l'ambientazione invernale pescarese. Una considerazione finale: se è vero che le storie scritte da altri sono a volte migliori delle nostre - e il cinema americano su questo campa da anni - un pizzico di inventiva in più da parte dei nostri autori non guasterebbe. In un film italiano ci piacerebbe poter lodare più spesso (e più del resto) l’originalità della storia.

Ti presento Sofia
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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