Se permetti non parlarmi di bambini! Recensione

Titolo originale: Sin hijos

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Se permetti non parlarmi di bambini: recensione della commedia argentina

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Se permetti non parlarmi di bambini: recensione della commedia argentina

Un uomo conduce una doppia vita perché ha qualcosa da nascondere alla donna con cui sta uscendo. Fin qui niente di particolarmente originale, se non fosse che il fardello ingombrante è la sua bambina di nove anni. Se permetti non parlarmi di bambini! investe sulla poca tolleranza che alcuni adulti hanno nei confronti di quei piccoli diavoli compresi tra i zero e i dodici anni. Vicky, la nuova fiamma di Gabriel, odia i bambini, frequenta gente appartenente alla corrente No Kids e non ha intenzione di minare la propria libertà facendo figli. La storia si adagia sui toni farseschi per allestire il fragile equilibrio del protagonista, che in un ipotetico remake italiano sarebbe interpretato da Fabio De Luigi.

Gabriel si innamora di Vicky ma non trova il coraggio di dirle che ha una figlia. La stabilità, invece, il regista Ariel Winograd la cerca dando voce a tutti i personaggi, mostrando tanto le gioie della paternità quanto l’irritazione che un bambino può generare in un adulto. Chi tra il pubblico non è genitore può trovare un buon equilibrio di argomenti, chi lo è sa benissimo quanto siano vere tutte quelle lamentele dei personaggi adulti e quanto un non genitore non possa davvero capire cosa significhi avere un bambini.

Ma al di là delle situazioni esilaranti, messe in scena con un linguaggio adatto a tutti, Se permetti non parlarmi di bambini! funziona perché sa far evolvere i personaggi della storia con gradualità. Il film si fa perdonare alcune forzature della storia transitando dalla comicità al romanticismo, senza essere stucchevole. Alla fine quella dell’odio nei confronti dei bambini è solo una facciata per raccontare una storia d’amore, con alti e bassi e le misure da prendere. Certo, se il problema era una motocicletta, quella la si poteva vendere, ma una bambina no e qui il film ricorda qualcosa di importante: i bambini sono dei grandi rompiscatole, è vero, ma aiutano gli adulti a crescere meglio e più velocemente.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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