The Trip, la recensione: su Netflix il mix di commedia nera, home invasion e splatter di Tommy Wirkola

27 ottobre 2021
3.5 di 5
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Si parte come in una sorta di Guerra dei Roses scandivava, si finisce - complice l'innesto di personaggi a sopresa - con una festa splatter senza esclusione di colpi. Lungo il percorso, c'è di che divertirsi. The Trip, interpretato da Aksel Hennie e Noomi Rapace, è disponibile in streaming su Netflix. La recensione di Federico Gironi.

The Trip, la recensione: su Netflix il mix di commedia nera, home invasion e splatter di Tommy Wirkola

Il titolo originale di The Trip è I Onde Dager. Che, tradotto letteralmente, sarebbe "nei giorni cattivi", ma che è meglio adattabile in "nella cattiva sorte". Già, proprio come nella promessa matrimoniale, quella che in cui ci si impegna ad amarsi e rispettarsi nella buona e nella cattiva sorte. Appunto.
Lars e Lisa non si amano. Né si rispettano. Forse perché il loro matrimonio sta attraversando una fase di cattiva sorte, forse perché a entrambi, lui regista, lei attrice, il lavoro va male. Fatto sta che quel che doveva essere un tranquillo weekend fuori città, spersi nella meraviglia della natura norvegese, si rivela presto essere qualcosa di diverso: perché entrambi, all'insaputa dell'altro, son partiti con l'idea di metter fine al loro matrimonio nella maniera più radicale possibile. Ammazzando l'altro.
E però, a dispetto di tutto questo, Lars e Lisa, in quella bella casa isolata, capiranno davvero cosa significa "cattiva sorte", trovandosi davanti a qualcosa di imprevisto che non solo ostacola il loro piano ma minaccia di uccidere entrambi.

Lasciate perdere la parentesi hollywoodiana di Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe, e pure il fantascientifico Seven Sisters realizzato qualche anno fa, anche quello, per Netflix. Perché Tommy Wirkola è tornato con The Trip a fare quello che sa fare meglio: ovvero la commedia, in questo caso nera, in altri (come nei due imperdibili Dead Snow) horror, e in ognuna di queste occasioni sempre molto splatter.
Non lasciatevi quindi ingannare dall'incipit sobrio, da una tensione che è tutta psicologica e dall'iniziale, sostanziale assenza di humor. Perché non appena Lars e Lisa svelano reciprocamente le loro carte, e in questa guerra dei Roses scandinava irromperà brutalmente l'home invasion, Wirkola inizia a sparare tutti i suoi colpi, giocando esplicitamente con l'escalation della situazione, della violenza e dell'umorismo. Che è sempre molto beffardo, a tratti tagliente e vivaddio scorretto, e lascia anche spazio per alcuni momenti di crudeltà vera, non mediata, spiazzante.

Aksel Hennie, che interpreta Lars, è un bravo attore e lo sapevamo. Noomi Rapace per una volta funziona, dovendo interpretare il personaggio di una donna assai antipatica, nonché pessima attrice. E poi, in un ruolo inaspettato, c'è anche il geniale comico televisivo Atle Antonsen, che qui fa poco ridere e molto male agli altri personaggi (tra cui un nazista dal capello platinato e un omosessuale molto dotato).
È però quello di Nils Ole Oftebro, ovvero quello del papà di Lars, il personaggio chiave di The Trip: uomo anziano che rimprovera al figlio di appartenere a una generazione di mollaccioni, e che tornerà in gioco nella storia nella maniera più inaspettata.
"Vi ci vorrebbe una guerra", brontola rivolto al figlio all'inizio del film. E Lars, la sua guerra, la trova e la combatte. Imparando a ribaltare, alla fine, la cattiva sorte in buona, e rifondando il suo rapporto con Lisa sulle basi di sempre: quelle dell'ipocrisia opportunista.
Isn't it ironic?



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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