The Stranger: la recensione del thriller australiano con Joel Edgerton

01 dicembre 2022
4 di 5

Tesissima e cupissima opera seconda di Thomas M. Wright, è stata presentata al Torino Film Festival dopo la prima mondiale di Cannes lo scorso maggio, e arriverà nei cinema italiani prossimamente con BIM Distribuzione. Ecco la recensione di The Stranger di Federico Gironi.

The Stranger: la recensione del thriller australiano con Joel Edgerton

Di film che raccontano di poliziotti infiltrati, delle loro necessità di rimanere sempre dentro a un personaggio, dei conflitti e dei tormenti interiori provati dal rimanere a costante e intimo contatto col crimine, ne abbiamo visti tanti. Nessuno, forse, ha raccontato tutto questo con la radicalità dell’australiano Thomas M. Wright, uno che ha fatto teatro a livelli molto alti, l’attore per il cinema e la tv, e che da qualche anno fa anche il regista cinematografico.
The Stranger, che è la sua opera seconda, racconta una storia che, sulla carta, abbiamo sentito mille volte: Joel Edgerton è Mark, un poliziotto che si finge criminale per ottenere la fiducia di Henry (Sean Harris), inquietante poco di buono fortemente sospettato del rapimento e dell’uccisione di un bambino. E forse non di uno solo.
Il punto, qui, non è la colpevolezza di Henry, il personaggio di un Harris elettrico e oscuro: perché lo sappiamo benissimo tutti, che è colpevole.
Il punto, qui, è vedere il prezzo pagato dal Mark di Edgerton, giorno dopo giorno, in una vicinanza intima con qualcuno che rappresenta un Male assoluto che lo elegge a amico e speranza, il prosciugamento emotivo (e fisico: i due finiscono con il somigliarsi tantissimo non solo per via di barbe e capelli lunghi, ma anche perché a Edgerton si scava man mano il volto come scavato è quello di Harris) che il suo vivere in questo modo comporta.

Il senso di pericolo incombe sulle spalle di personaggi e spettatori per tutto il film, la tensione è costante e costantemente inesplosa, e per questo ancora più elevata.
Wright gestisce benissimo il copione, i suoi ottimi attori protagonisti e ancora di più le immagini del suo film, che procede lontano da ogni tentazione banalmente spettacolare di stampo hollywoodiano ma lavora costantemente sulla stimolazione sensoriale, visiva e sonora, utilizzando le luci e le oscurità, i rumori e le parole, per calarci dentro un incubo a occhi aperti che è quello vissuto dal personaggio di Edgerton. Il quale, non a caso, inizia a confondere realtà e immaginazione esattamente come Wright si diverte a mescolare i piani temporali.
Non ci sono riferimenti saldi, in The Stranger. Dalla prima inquadratura Wright chiama a sé lo spettatore e lo costringe a compiere un lavoro costante di riempimento (di vuoti) e di decrittazione (di identità e di racconto), catturandolo così in una tela insidiosa che non lascia scampo e che si riempie di immagini inquietanti, misteriose e simboliche, come quelle di una grande montagna immersa nei boschi e nella nebbia.
E il nostro sguardo, per quanto smarrito, attonito, perduto, diventa in questo caso la terza traiettoria in una triangolazione carica di complessi e controversi sentimenti umani che vede in Edgerton e Harris gli altri due lati di questa geometria in costante e inquieto movimento.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento