The North Sea, la recensione: il grande dilemma norvegese su petrolio e ambiente sbarca anche al cinema

18 ottobre 2021
3.5 di 5

Presentato in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, questo film catastrofico norvegese debutterà nelle sale italiane con Minerva Pictures. Un intrattenimento intelligente, un film che vira in termini spettacolari le questioni più sentite della politica interna del paese scandinavo, al centro della recente campagna elettorale.

The North Sea, la recensione: il grande dilemma norvegese su petrolio e ambiente sbarca anche al cinema

In estrema sintesi: alla fine degli anni Sessanta, la Norvegia ha scoperto il petrolio nel Mare del Nord. All'inizio dei Settanta ha iniziato a trivellare, e il paese è diventato nel giro di poco tempo uno dei più ricchi del mondo: non ha iniziato a spendere e spandere in maniera indiscriminata, ma con una grande attenzione al welfare, come da tradizione scandinava, ha usato le sue risorse per il benessere collettivo e ha creato un fondo miliardario: una sorta di enorme salvadaio dove mettere "risparmi" da utilizzare in un futuro in cui il petrolio non ci sarebbe stato più-
Le recenti elezioni politiche, che hanno visto la vittoria di una coalizione di centro-sinistra guidata dal Partito Laburista di Jonas Gahr Støre, sono state dominate da un grande tema: cosa fare ora del petrolio? Ora che i soldi ci sono e sono tanti, e che la Norvegia, forte di un patrimonio naturale unico al mondo e di una cultura che è intimamente legata alla vita all'aria aperta, è tra i paesi europei che di più si sta dando da fare sui temi dell'ambiente e del cambiamento climatico?

A vedere The North Sea, che da questo punto di vista è chiaro fin quasi alla sfacciataggine, è facile capire che dietro la recente passione del cinema norvegese per i film catastrofici - penso ovviamente a The Wave prima, e a The Quake poi - non c'è solo la maturazione di un'industria, quella del cinema, giunta a un punto tale da potersi permettere di guardare negli occhi alla pari e senza timore gli omologhi hollywoodiani, ma anche qualcosa di più profondo, complesso e incoscio, che ora viene in superficie.
Da una decina d'anni a questa parte, almeno, è come se il popolo norvegese si stesse interrogando silenziosamente su questioni solo da poco esplicitate: su un latente senso di colpa per la ricchezza ottenuta sfruttando risorse naturali potenzialmente distruttive; sul contrasto tra la tradizione di una cultura legata all'uteliv (la vita all'aria aperta) e alla natura in maniera viscerale e invece la modernità delle sue architetture contemporanee, le tecnologie delle sue industrie, il benessere nato dal petrolio e dall'esplosione del terziario.
Le parole che chiudono The North Sea, pronunciate da quel gigante della recitazione che è Bjørn Floberg, sintetizzano tutto questo alla perfezione: "Pensavamo di essere una nazione basata sul petrolio; invece siamo una nazione basata sul mare".

Che succede quindi, nel film di John Andreas Andersen?
Succede che le trivellazioni intensive nel Mare del Nord causa dissesti geologici disastrosi, e quindi incidenti su alcune piattaforme. E siccome i norvegesi sono persone perbene, ecco che tanto finanza quanto politica concordano sulle soluzioni da adottare di fronte al rischio di un disastro immane: sospendere le trivellazioni, evacuare le piattaforme, chiudere le valvole.
Va da sé che la cosa non è facile, e che non tutto andrà come previsto. E va da sé che nel mezzo di questo evento collettivo noi spettatori seguiamo le vicende private di alcuni protagonisti, tutti legati alle piattaforme, che si ritrovano nel mezzo del disastro e in condizioni ben più disastrose di tutti gli altri.

L'industria norvegese, si diceva, e il confronto con gli americani. Andersen, già regista di The Quake, lavora di fino e porta a casa questo round senza problemi: perché quando gli effetti speciali servono, vengono usati come si deve, ma The North Sea è prima di tutto un film di storie e di personaggi, improntato a un realismo ruvido e senza troppe retoriche che ricorda vagamente quello di Chernobyl e che è la base su cui costruire lo spettacolo, l'intrattenimento e anche la riflessione. Solo dopo vengono gli effetti speciali.
Merito anche degli sceneggiatori Lars Gudmestad e Harald Rosenløw-Eeg; e come sempre, al risultato di The North Sea, contribuiscono gli attori, solidisismi tutti, non solo Floberg.

The North Sea
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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