The Monster: una madre, una figlia, la notte - recensione del film horror di Bryan Bertino

23 giugno 2020
3.5 di 5
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Bryan Bertino, l'autore di The Strangers, dirige Zoe Kazan e Ella Ballentine in un horror teso ed essenziale che nasconde un sottotesto mai pesante.

The Monster: una madre, una figlia, la notte - recensione del film horror di Bryan Bertino

È passata da poco la mezzanotte, e piove come Dio la manda, quando Kathy e Lizzy, percorrendo una strada che attraversa un bosco, hanno un incidente a causa di un animale - un lupo ferito - che si ritrovano improvvisamente di fronte.
Le condizioni sono tutt'altro che ideali, ma alla fine le due stanno bene, sebbene l'auto rimanga in panne nel mezzo della carreggiata, e riescono pure a chiamare i soccorsi. Qualcosa, però, non quadra. Qualcosa sembra nascondersi tra gli alberi, nel buio della notte. Ma non c'è da preoccuparsi troppo: tanto i mostri non esistono. O sì?
Bryan Bertino, che ha scritto e diretto questo film, è quello che aveva firmato l'ottimo The Strangers, un altro gran bell'horror come Mockingbird e prodotto il film d'esordio di Osgood Perkins, uno dei nuovi nomi più interessanti del cinema di genere statunitense. A oggi, The Monster è la sua ultima regia: ed è un peccato, perché sarebbe bello che Bertino tornasse a raccontare le sue storie, nel modo in cui lo sa fare.

Se l'assunto di The Monster è chiaro, semplice ed essenziale, lo è anche la sua messa in scena. E però sotto a tutto questo c'è qualcosa di più, e di più complesso, che però Bertino riesce a gestire e raccontare senza mai appensantire l'immediatezza del racconto con il suo carico simbolico.
Kathy e Lizzy non sono solo due donne sole, nella notte, sotto la pioggia, alle prese con un mostro che vedremo solo a metà film, e che ha l'aspetto di un Venom più ruvido e spaventoso. Kathy e Lizzy sono madre e figlia.
Kathy, una giovane madre con un problema da dipendenza dall'alcool, e Lizzy una ragazzina di dieci anni che nei confronti della genitrice ha sentimenti ambivalenti. E quello che stanno facendo assieme è il loro ultimo viaggio, perché Kathy sa benissimo, e lo dice, che Lizzy non tornerà più da lei, dopo quelli che dovrebbero essere solo alcuni giorni a casa del padre che stanno andando a raggiungere.

È piuttosto sorprendente come Bertino sia in grado di non spezzare la tensione necessaria al suo film quando, mentre racconta delle sue protagoniste chiuse in auto sotto la pioggia, con il mostro che si aggira lì attorno, inserisce dei flashback che raccontano del rapporto tra Kathy e Lizzy, mostrando gli eccessi dell'una e il dolore dell'altra, i loro scontri, le tensioni, le sofferenze, ma anche i barlumi di amore e di speranza.
Di più: queste parentesi sono addirittura funzionali al racconto horror. Un po' perché generano ancora più disagio nello spettatore, e contrastano con la vicinanza e il chiaro legame che emerge tra Kathy e Lizzy di fronte al pericolo. Un po', forse ancora di più, perché è abbastanza chiaro come quel mostro che madre e figlia si trovano di fronte nel corso del loro ultimo viaggio assieme, rappresenta qualcosa. Che si tratta del mostro della dipendenza della madre, e dell'odio della figlia. E di tutto quello che rende sbagliato e perverso il loro rapporto.
Un mostro che va ucciso, o che le ucciderà.

Kathy doveva essere Elizabeth Moss, e se uno ci pensa pare uno di quei ruoli scritti apposta per quella bravissima attrice americana. Al suo posto è finita Zoe Kazan, che è la nipote di Elia, e la compagna di vita di Paul Dano, e un tipetto che sa benissimo cosa vuole al cinema e dal cinema, e che non fa rimpiangere nessuna altra interprete, tantomeno la Moss.
Lizzy è una giovane attrice canadese, Ella Ballentine, che aveva lasciato tutti a bocca a aperta per questo suo ruolo così difficile e delicato, e che stranamente dopo The Monster ha fatto pochissimo altro.
Assieme, e insieme alla precisione semplice della regia e della scrittura di Bertino, sostengono quest'horror forse meno spaventoso di The Babadook, ma ugualmente efficace nel raccontare la complessità e le contraddizioni del materno, e a tratti emotivamente più composito e coinvolgente, perché animato da quella volontà di fondo comune a chiunque sia genitore: dalla speranza che i figli diventino persone migliori, le versioni evolute dei loro padri e delle loro madri.

The Monster
Il trailer del film, versione originale - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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