The Green Hornet Recensione

Titolo originale: The Green Hornet

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The Green Hornet - recensione del film di Michel Gondry

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The Green Hornet - recensione del film di Michel Gondry

The Green Hornet - la recensione

Figlio dello stimato giornalista e proprietario del The Daily Sentinel, Britt Reid è un giovane debosciato non all’altezza delle ambizioni paterne. Fino al giorno in cui il padre muore e lui ne eredita senza interesse il giornale, scoprendo per caso le geniali doti tecnologiche del suo autista, Kato. Col suo aiuto, Reid diventerà The Green Hornet, Il Calabrone Verde, e darà lotta senza quartiere al malvagio Chudnofsky che monopolizza i traffici malavitosi in città, scoprendo anche alcuni oscuri retroscena della vita del padre e della città.

Se Superman, nato nel 1938, è stato il primo dei supereroi con superpoteri, Green Hornet è ancora più antico: ha preso vita infatti nel 1936, quando è entrato nelle case americane attraverso le onde radio, con la voce di Al Hodge. Editore di giorno, supereroe mascherato di notte, il Calabrone Verde ha attraversato negli anni tutti i media, dai serial tv ai fumetti, e arriva oggi al cinema diretto da Michel Gondry, con la produzione esecutiva e la cosceneggiatura del protagonista Seth Rogen. Come molti progetti hollywoodiani anche questo ha girato per anni tra le mani di executive, registi e attori. Paradossalmente il primo nome coinvolto, nel 1997, era stato quello di Gondry, che avrebbe dovuto compiere con The Green Hornet il proprio debutto cinematografico, e riesce a portarlo sullo schermo 13 anni dopo. E ad incuriosire in questo caso era proprio l’accostamento tra il mondo del visionario regista francese di Se mi lasci ti cancello e quello di Rogen, il giovane talento canadese rivelato dai film di Judd Apatow.

Ma il problema sta proprio qua: nel film infatti le visioni del protagonista e del regista non si incontrano mai ma corrono su binari paralleli dando vita a due – o più – film distinti. Da un lato c'è l’intento di Gondry di cimentarsi con un action in 3D pieno di esplosioni ed azione iperbolica e spettacolare, senza peraltro arricchirlo di particolari trovate visive. Dall’altro abbiamo la confezione di un supereroe su misura per il simpatico Rogen e l’intenzione di esplorare le dinamiche tra i personaggi: il titolare della lotta contro il male e la sua anonima spalla, Kato (interpretata da Bruce Lee nella serie tv). Deve essere il sogno di ogni giovane nerd amante di fumetti quello di incarnare un supereroe, e ovviamente scriversi un ruolo come questo ne è la realizzazione ideale. Ma sembra che Rogen sia indeciso tra la confezione tipica del genere – con i gadget, i combattimenti, lo humour naturalmente insito in situazioni bigger than life – e la voglia di affrontare il tema seriamente. Alla fine, nel film ci sono molti momenti gradevoli, ma l’impressione prevalente è quella di un’opera senza centro, che rispecchia un caos non difficile da immaginare sul set.

Christoph Waltz, alla sua prima prova internazionale dopo Bastardi senza gloria, incarna con gusto un villain privo di classe e di stile, che invidia l’eleganza semplice e minimale del suo avversario. Appaiono in ruoli di contorno ottimi caratteristi come Edward James Olmos e Tom Wilkinson, e a Cameron Diaz spetta il compito di ingentilire la scena con l’unica presenza femminile del film: non le viene dato molto da fare, ma per fortuna si riducono al minimo gli stereotipi e, per una volta, “boy doesn’t get girl”. Segnaliamo tra i punti a favore del film una bella sequenza di combattimento tra Rogen e Jay Chou (che più che lo stile di Bruce Lee ricorda quello di Jackie Chan), e il fantastico parco macchine del nostro eroe, su cui spicca la mitica Black Beauty. Se per fare questo film non si è badato a spese e i nostri eroi non si sono risparmiati, dopo la visione viene però spontaneo chiedersi se ci fosse necessità di richiamare dalla pensione proprio il Calabrone Verde. Magari, parafrasando Snoopy, i supereroi migliori erano già presi.

The Green Hornet
Il nuovo trailer del film di Michel Gondry, con Seth Rogen
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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