The Dark and the Wicked: la recensione

21 novembre 2020
4 di 5

Bryan Bertino si conferma uno dei nomi più importanti dell'horror contemporaneo con un film spaventoso e snervante, che mette a dura prova i nervi dello spettatore. Presentato nella sezione "Le stanze di Rol" del Torino Film Festival 2020.

The Dark and the Wicked: la recensione

Nel profondo Texas, quel Texas che Joe Biden sperava di strappare al partito repubblicano, c’è una vecchia e isolata fattoria, che ricorda un po’ quella di Non aprite quella porta. Non ci vive però alcun Leatherface, ma una coppia di anziani coniugi: lui malato, lei che lo accudisce.
Il problema non è quel che c’è dentro la casa. Il problema è quello che c’è fuori, e che vuole entrare, e che entra. Entra, e l’uomo vede la sua malattia aggravarsi tanto da ridurlo a letto, incosciente, e la donna capisce che qualcosa non va. Anche i suoi due figli, accorsi al capezzale dell’anziano padre dopo una lunga assenza, capiranno che qualcosa non va, e che qualcosa di maligno e astuto si aggira attorno alla casa, e dentro la casa, alla ricerca di una perversa soddisfazione. Lo capiranno, ma mon ci vorranno credere fino all’ultimo. Fino a quanto non sarà troppo tardi.

Bryan Bertino è uno dei più bravi in circolazione, parlando di horror. È quello che ha diretto The Strangers e scritto il suo sequel, The Stranger: Prey at Night, e che ha firmato anche The Monster.
A modo suo, anche The Dark and the Wicked è un home invasion, come era The Strangers: solo che qui non parliamo di sadici maniaci senza volto e senza motivazione, incarnazione del male, ma del maligno per eccellenza. Del diavolo in persona.
Scordatevi però le baracconate in stile Blumhouse, gli orrori prefabbricati di James Wan e derivati; e, allo stesso modo, lasciate perdere il fighettume patinato e dolente alla Ereditary. The Dark and the Wicked è tutto il contrario.
È ruvido, realista, sporco, materico. E allo stesso tempo è dilatato, costruito sull’attesa, refrattario all’esplicitazione come ai jump scare (che pure ci sono, sporadici, e fanno fare dei salti sulla poltrona col cuore che finisce in gola).

The Dark and the Wicked è snervante. Non c’è aggettivo migliore.
Una snervante rielaborazione dell’horror demoniaco, che si fa forte di un’ambientazione rurale perfetta - tra la vecchia fattoria in legno tutta scricchiolii e cigolii e il gregge delle pecore capace di sentire e vedere quel che noi non sentiamo e vediamo - per dare nuova e potente amplificazione al suo potere perturbante.
Un film che non ti scrolli di dosso facilmente, che ti seduce e ti imprigiona nel suo gioco sadico e terrificante.

E però bisogna anche fare attenzione, e non rimanere fermi solo a questa superficie, e cogliere come Bertino qui, come già aveva fatto in The Monster, è stato capace di raccontare dei personaggi e delle loro dinamiche - dinamiche familiari - che sono fondamentali nella struttura e nell’equilibrio della storia, e non solo funzione di un racconto del terrore.
In The Monster si parlava di maternità, qui dell’essere figli, figli di genitori anziani e malati, figli (e fratelli) di fronte alla prospettiva imminente della morte di un genitore, e dell’ineluttabilità del trapasso nella vita di tutti. Qui, si parla di se e come, grazie all’amore e alla compassione, si possa resistere al male. Al diavolo, si sommano i demoni personali di una famiglia.


“Nasciamo soli, viviamo soli e moriamo soli. Solo attraverso l'amore e l'amicizia possiamo crearci l'illusione di un momento che non sia di solitudine,” disse Orson Welles.
L’orizzonte di The Dark and the Wicked è cupissimo. Dal primo all’ultimo minuto. Non un raggio di sole, non uno spiraglio di speranza, nessuna illusione che poi non venga distrutta. Dalla dolenza iniziale si rotola implacabilmente verso la disperazione e il terrore.
Non credo che Bertino condivida completamente la frase di Welles. Penso, piuttosto, abbia cercato di mostrare cosa accade se amore e amicizia vengono tirati fuori dal cilindro delle nostre esistenze quando oramai è troppo tardi. E di girare un horror spaventoso e snervante.
Gli è riuscito molto bene.

The Dark and the Wicked
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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