The Avengers - la nostra recensione del film di Joss Whedon

24 aprile 2012
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Nell'insieme, nonostante non sia privo di difetti, questo Avengers per noi è una scommessa vinta. E per una volta possiamo goderci lo spettacolo senza chiederci ogni tot minuti se non ci stiano prendendo per i fondelli.


A scanso di equivoci chiarisco subito che il mio principale approccio coi supereroi della Marvel risale ai lontani anni Settanta, quando mio fratello, di 5 anni più giovane, comprava tutte le riviste di fumetti all'epoca se non sbaglio edite dalla Corno. Fu così che, onnivora lettrice, conobbi e amai i Fantastici 4, Spider-Man, Hulk, ma soprattutto una miriade di cattivi e di personaggi minori, che cito alla rinfusa per il bene che volli loro: Submariner, Silver Surfer, Daredevil, Iron Man, Ant-Man e i Vendicatori. Erano tutti un po' sfigati: chi cieco, chi incompreso, chi costretto a tramutarsi suo malgrado in un orrendo gigante verde ogni volta che si arrabbiava, mentre altri si trasformavano in animali, in creature rocciose piene di bozzi, in mostri di varia fattura.
E poi mi piacevano i cattivi. Soprattutto il Dottor Destino, Lizard e Loki. Anzi, questi ultimi mi piacevano pure di più dei supereroi problematici e a volte un po' lagnosi. Un'altra cosa che mi divertiva era il fatto che durante i combattimenti questi esseri straordinari punzecchiassero di continuo l'avversario di turno con battutacce, come un pugile sbruffone sul ring. Diciamocelo: c'era davvero tutto, nei fumetti Marvel, la soap-opera e l'action, le storie d'amore e i destini del mondo, la mitologia e la vita moderna. E tutto nella meraviglia del 2D.

Abbandonati i fumetti, molti anni dopo ho ritrovato i supereroi della mia gioventù al cinema, con il volto di attori che a volte mi piacevano anche. Ho molto amato il primo Spider-Man, mi ha deluso il secondo e decisamente annoiato il terzo, non pervenuti I Fantastici 4, e mi ha convinto la rilettura fatta da Downey Jr. di quell'antipatico di Tony Stark alias Iron Man . E avevo anche amato il primo Hulk, giudicato però dai più troppo cerebrale.

Sono arrivata alla visione di The Avengers piena di fiducia, sapendo che anche Joss Whedon – che considero uno degli autori più geniali e innovatori oggi in circolazione – è cresciuto coi Supereroi dell'epoca d'oro della Marvel, e ama le storie degli anni Settanta e Ottanta, anche se ovviamente non potevano mancare i personaggi e le storie reinventate in tempi recenti, che hanno conquistato nuovi lettori all'universo creato da Stan Lee nei primi anni Sessanta con un team di valenti autori e artisti. Ecco dunque che in Avengers il capo dello S.H.I.E.L.D., il colonnello Nick Fury, non è più un bianco reduce dalla seconda guerra mondiale (in un tv movie è stato addirittura interpretato da David Hasselhoff!), ma il nero di Ultimates, che ha il volto di Samuel L. Jackson come nel fumetto ed è interpretato, toh, proprio da lui.

E l'operazione nostalgia compiuta dalla Marvel con questo film, innestata sulla pelle di personaggi forti e amati e portata al cinema in 3D con effetti speciali state-of-the-art, per noi funziona. Funziona anche perché Whedon, come già ha fatto con le sue serie tv, infarcisce il gergo dei suoi supereroi di riferimenti alla pop culture (in tal senso il difficile inserimento di Captain America, il “matusa” del gruppo, e lo scontro con Iron Man, ne sono l'esempio più riuscito) e alleggerisce le scene più pesanti riservando ad esempio a Loki un trattamento da Wyle E. Coyote (un plauso particolare va a Tom Hiddleston, per noi il migliore, con il fascino perverso che conferisce al suo villain per cui proviamo quasi pietà, come accadeva nei fumetti Marvel) in una delle scene più divertenti del film. Ci piace Scarlett Johansson, che ha la giusta mistura di fascino e letalità nei panni della Vedova Nera, mentre il Thor di Chris Hemsworth si conferma per il momento un bellone senz'anima. Bravo Mark Ruffalo nel conferire senso dell'umorismo al suo dottor Banner e le proprie espressioni ad Hulk, rendendo credibile il passaggio consapevole di una bestia incontrollabile alle forze del bene. Robert Downey Jr. ruba al solito la scena come Iron Man, bene anche Chris Evans nel costume del supereroe patriottico, e solida come consuetudine di quest'attore l'interpretazione di Jeremy Renner come Hawkeye (ci è mancata un po' la mascherina viola e la sua “armatura” non ci convince del tutto, ma pazienza). Samuel L. Jackson e Clark Gregg sono impeccabili (il look del primo è assolutamente fantastico), mentre un po' legnosa ci è apparsa Cobie Smulders nel ruolo di Maria Hill.

Delle due ore e venti di questa extravaganza, forse se ne potevano dedicare un po' meno alla lunga introduzione e avvicinamento dei personaggi all'azione, ma la lentezza dell'inizio per contrasto accentua il climax del film, davvero eccellente. Nell'insieme, nonostante non sia privo di difetti, questo
The Avengers per noi è una scommessa vinta.
E per una volta possiamo goderci lo spettacolo senza chiederci ogni tot minuti se non ci stiano prendendo per i fondelli.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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