Teen Spirit: recensione del film con Elle Fanning

11 luglio 2019
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La storia di un'adolescente che lotta per realizzare il proprio sogno in un'opera prima felicemente indipendente.

Teen Spirit: recensione del film con Elle Fanning

C'è molto cuore e c’è molta storia familiare in Teen Spirit, il primo film di Max Minghella, opera curatissima in particolare nella forma, laddove per forma intendiamo il montaggio impeccabile (di cui lo stesso regista si è occupato), i numeri musicali in stile videoclip attenti più al mood della musica e dei personaggi che ai corpi in convulso movimento, e la fotografia, saggiamente affidata ad Autumn Durald (a cui dobbiamo Palo Alto, altra storia di ragazzi avvolta da un tripudio di colori). Qui il colore è soprattutto il rosa dello zucchero filato, che poi è una delle tinte per eccellenza del pop, guilty pleasure di Max fin da bambino e stoffa di cui son fatti i suoi sogni.

Storia familiare, dicevamo… sì, perché nell'Isola di Wight in cui la vicenda di Violet ha luogo, è nato Anthony Minghella, il papà di Max Minghella, che prima di approdare al cinema lavorava in un bar e vendeva gelati, e nei fine-settimana suonava con la sua band. E nella Londra dove il talent show Teen Spirit si svolge ha cercato fama e fortuna la mamma del regista, che veniva da Hong Kong e voleva fare la ballerina. L'autobiografia è quindi la benzina di Teen Spirit, insieme alla voglia di parlare di outcast, o meglio di una Cenerentola che, più che incontrare una fata che trasforma per lei una zucca in una carrozza per andare al ballo, impara a non lasciarsi condizionare.

La sua non è una favola "in grande" come quella di Lady Gaga/Ally che, in A Star is Born, incontra la ruvida icona della musica country Jackson Maine, e non ha nulla del melò, e questo perché Teen Spirit è prima di tutto - e fortunatamente - un robusto piccolo film indipendente e, come le storie che non hanno alle spalle gli Studios, si prende le sue sacrosante libertà, a cominciare da un'ambientazione che è sì contemporanea (come si capisce dall'Ipod che sempre accompagna Violet e da brani come "Oblivion" di Grimes o come "Don't Kill my Vibe" di Sigrid), ma ci fa ripensare agli anni '90 e perfino agli '80, con una citazione di Flashdance. Rispetto al personaggio di Jennifer Beals di quel cult movie, che faceva l'operaia saldatrice ma abitava in un loft assai posh di New York, la nostra ragazza che canta nei pub e viene presa in giro dai compagni di classe è più autentica, e più autentica è anche la sua lotta per smarcarsi da una quotidianità che gronda tristezza, perché condivisa con una madre musona e disillusa in un appartamento squallido e male arredato. Perfino il manager ex cantante d'opera e amico della bottiglia che la ragazza incontra contribuisce a rendere Teen Spirit una "breve storia triste", triste fino a quando il sogno diventa possibile.

Per Minghella, come già detto, il sogno coincide con il pop, quello di Taylor Swift e Katy Perry (maniacalmente studiate da Elle Fanning), ma anche quello più vintage di Annie Lennox, un pop con poche coreografie, per fortuna, più in stile "Save a Prayer" che "Jenny from the Block". E ben venga anche il desiderio da parte del regista di non descrivere per filo e per segno i contest canori in stile American Idol (già ne vediamo troppi in tv, per carità). Per Violet sono solo la via di accesso a una vita migliore e un ennesimo terreno dove, tranne che nel momento dell'esibizione, restare goffi e insicuri.

E veniamo alla deliziosa Fanning… che dire? Elle canta magnificamente, e ben incarna la difficile maturazione dell'artista che lotta per l'autoaffermazione. Forse le manca un po’ di carisma, e il fatto che pochi ostacoli si frappongano fra lei e la celebrità toglie mordente tanto al suo personaggio quanto al film stesso, che non approfondisce a sufficienza i non protagonisti, innamorato com'è della sua bionda che da cavallerizza malinconica diventa frontwoman grintosa, oltre che giovane donna che mantiene sempre salda la sua integrità. La ragazza, in ogni modo, ha solo 21 anni, e quindi tutto il tempo per diventare una Nicole Kidman o Meryl Streep.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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