Sylvie's Love: la recensione del film

17 dicembre 2020
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Il romanticismo e il melodramma sono quelli delle love story hollywoodiane di una volta, l'attenzione a questioni di genere e razza tutta contemporanea. Un film morbido di jazz, sbucato dal passato con un occhio al presente in streaming su Amazon Prime Video dal 23 dicembre. La recensione di Federico Gironi.

Sylvie's Love: la recensione del film

C'è una scena, in Sylvie's Love, dove lei è seduta al tavolo nel locale dove lui l'ha invitata a sentirlo suonare il sax, il sax tenore, nel quintetto jazz di cui fa parte, e in quella scena lui suona, ha gli occhi chiusi, è rapito dalla sua stessa musica, e non di accorge che pure lei, che è seduta al tavolo assieme a una cugina, è rapita, e noi che guardiamo capiamo subito che quello lì è il momento in cui lei capisce di essere innamorata di lui. Lui, di essere innamorato di lei, lo sa già.
Ecco, Sylvie's Love è quel tipo di film dove ci sono scene come questa, dove il romanticismo è ovvio e sdolcinato, ma che però è anche raccontato in un modo che - come dire - è garbato, è morbido, è rilassato. In quel modo in cui il romanticismo e le storie d'amore e i loro melodrammi venivano raccontati a Hollywood in quegli stessi anni in cui Sylvie's Love è ambientato, quelli che stanno a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta.

Sylvie's Love, allora, è la storia dell'amore tra un uomo e una donna che lo capiscono subito, che sono destinati a stare insieme ma che, siccome la vita è complicata, e ci sono le madri che si mettono di traverso, le tournée che portano chi suona a Parigi, e vecchi fidanzati, e poi il lavoro che c'è oppure non c'è, ci mettono un sacco di tempo, per arrendersi a quell'idea, e dare finalmente stabilità a quell'amore appassionato, ma sempre frenato, e interrotto.
I modi, si è detto, sono quelli delle storie d'amore della Hollywood classica, dei mélo degli anni Cinquanta e pure un po' di certe commedie degli anni Sessanta, ma non per questo Sylvie's Love, con tutta quell'estetica così curata, e gli abiti, e le scenografie, e il jazz che suona morbido, malinconico e seducente, è un film che si esaurisce nel passato.
Anzi. Il contrario.

Perché la lei e il lui di questa storia - che poi sono la Tessa Thompson che i fa Valkiria nei film della Marvel, e il Nnamdi Asomugha che faceva il giocatore di football nella NFL, prima di fare l'attore, e che sono bravi e hanno un'alchimia che rende intuili tante parole - hanno la caratteristica di avere la pelle nera, come quasi tutti gli altri personaggi che si vedono nel film. E allora da un lato Sylvie's Love è il film che mette al centro della sua storia personaggi che, in quegli anni lì, a Hollywood, al centro delle storie non c'erano; e dall'altro parla anche di questioni razziali, e di cosa voleva e vuole dire farsi strada se hai la pelle nera.
E poi anche perché - e si capisce fino dal titolo - Sylvie's Love la sua storia la racconta mettendo lei al centro, e non solo per quanto riguarda l'amore con lui, ma anche il resto della sua vita, compreso il suo desiderio di lavorare, e il suo sogno di diventare produttrice televisiva, e il suo realizzare quel sogno a dispetto di tutte le difficoltà. E allora Sylvie's Love parla anche di diritti femminili, e di femminismo. E, anche, per converso, di un certo modo di dover essere uomo, che smonta, con garbo.

A pensar male si potrebbe dire che le due cose, la questione della razza e quella femminile, sono il viatico di Sylvie's Love nel mondo del cinema, perché lo sappiamo bene quanta attenzione - spesso un po' ipocrita, e un po' pelosa - viene data oggi a Hollywood a queste questioni.
Però, in questo caso, a pensar male si fa un po' peccato, non tanto ma un po', perché bisogna dire, e lo si dice, che Eugene Ashe, che è il regista, ed è al suo primo film, ha fatto un buon lavoro, e questi che potremmo chiamare "i temi", sociali e d'attualità, li ha intessuti nel racconto in maniera organica e senza forzature, senza stonature evidenti, e perché la storia d'amore che racconta, che è ovvia, e sdolcinata, la racconta bene.
In quel modo garbato e morbido che avevano le storie d'amore raccontate dalla Hollywood di quegli anni lì, quelli a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Sessanta.

Sylvie's Love
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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