Surf's Up - I re delle onde: recensione del film d'animazione con i pinguini surfer

15 agosto 2020
3.5 di 5
72

Candidato al Premio Oscar come miglior film d'animazione nel 2007, è un divertentissimo film che si presenta come mockumentary, ed è stato scritto e diretto da Ash Brannon e dal Chris Buck di Frozen.

Surf's Up - I re delle onde: recensione del film d'animazione con i pinguini surfer

Ci sono i pinguini, che sono sempre simpatici. In più, sono pinguini che fanno il surf. E a chi non piace, il surf?
La loro storia, la storia del protagonista Cody e dei suoi amici, è poi raccontata come in un documentario televisivo, con tanto di personaggi che raccontano il loro punto di vista sulle vicende alla macchina da presa e spezzoni di repertorio, facendo di Surf's Up - I re delle onde non solo un film d'animazione dinamico e divertente, ma anche un insolito mockumentary.
Dall'Antartide (anzi, da Ghiacciano Terme, come l'originale Shiverpool è stato reso dal doppiaggio italiano), il giovane Cody trova il modo di arrivare alle isole Pingu, che poi sarebbero tipo le mitiche Hawaii, e di provare a coronare il suo sogno di diventare un surfer professionista, e di conoscere e sfidare i suoi idoli.
L'idolo massimo è l'elusivo Big Z, leggendario campione svanito nel nulla che Cody sarà il grado di scovare, e che nella versione originale del film è doppiato da un Jeff Bridges che canalizza nel personaggio (anche per dovere di sceneggiatura) tutto il suo Grande Lebowski interiore.

La parabola narrativa di Surf's Up è regolare e lineare, ma allo stesso tempo irresistibile, come una prevedibile serie di onde che gli appassionati non possono non voler surfare. Perché il gesto potrà anche essere sempre lo stesso, ma l'emozione non cambia, come non cambia la soddisfazione e la sensazione di equilibrio, fisico e interiore.
Ash Brannon e Chris Buck, sceneggiatori e registi del film, l'equilibrio non l'hanno perso mai. Vengono entrambi dalla palestra Disney: Brannon aveva anche fatto un passaggio in Pixar, dove Buck è arrivato dopo questo film per firmare (con Jennifer Lee) lo straordinario successo di Frozen e del suo sequel, mentre il collega ha proseguito l'avventura solitaria trovando in Cina i soldi del successivo Rock Dog.
Sono due tizi che sanno quello che fanno, quando si parla d'animazione, e si vede: non a caso Surf's Up è arrivato anche a ottenere una candidatura all'Oscar.

C'è la storia giusta, ci sono i personaggi giusti (Cody, Big Z, la bella Lani e il simpaticissimo galletto Joe Ruspante), c'è il surf con un sacco di ammiccamenti agli appassionati delle onde e della tavola: da quelli a documentarii mitici come The Endless Summer o Riding Giants, alle versioni pinguino di campioni famosissimi come Kelly Slater e Rob Machado.
Del surf e della sua cultura, soprattutto ci sono i valori veri: quelli dello star bene, dell'amicizia, di una realizzazione di sé che non passa mica dalle vittorie e dei trofei, ma da come si riesce a stare in equilibrio sulla tavola stretta della propria psiche mentre si surfano le dolci, rabbiose, sorprendenti, elettrizzanti onde della vita.
È questione di atteggiamento. Di rilassatezza, leggerezza, equilibrio e capacità di farsi una bella risata quando serve, e di dimenticare quello che non va per concentrarsi su quello che è bello e funziona. Surf'Up ci riesce e ce lo insegna.
Hang Loose.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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