Sulla mia pelle Recensione

Titolo originale: Sulla mia pelle

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Sulla mia pelle: la recensione del film con Alessandro Borghi sulla vicenda di Stefano Cucchi

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Sulla mia pelle: la recensione del film con Alessandro Borghi sulla vicenda di Stefano Cucchi

Quelle foto terribili, dolorosissime del volto tumefatto di Stefano Cucchi le conosciamo tutti. Tutti sappiamo anche che Stefano è morto in una maniera assurda e ingiusta: come ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, «Non è accettabile, da un punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia non per cause naturali mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello stato.»
Pochi, in realtà, sanno esattamente chi fosse Stefano Cucchi, e cosa gli è accaduto dalla notte in cui è stato arrestato - con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti - alla mattina in cui è stato trovato morto, in ospedale, sei giorni dopo.

Sulla mia pelle si prende la briga di colmare questo vuoto, e di certo non è un compito facile, perché la ferita del caso Cucchi è ancora aperta, e perché nonostante siano passati quasi nove anni dal 22 ottobre 2009, una verità giudiziaria sulla sua morte non è ancora stata stabilita. Allora, quello che han fatto il regista Alessio Cremonini e la sua co-sceneggiatrice Lisa Nur Sultan è aggrapparsi ai fatti, ai dati, alle carte processuali, e cercare di ricostruire rimanendo con determinazione e tanta serietà su quel cammino stretto stretto, e piuttosto accidentato, che unisce la responsabilità della cronaca e le esigenze del cinema.

Non è un film che scagli accuse veementi e infuocate, Sulla mia pelle. Non è un film che mira all’indignazione quella facile, quella dei proclami, dei social, delle gogne.
È invece un film che - in qualche modo, e in un'epoca in cui egoismo e ripiegamento su sé stessi sembrano farla da padroni - mette tutti noi di fronte alle nostre responsabilità, quelle delle vite che viviamo, nel momento in cui presenta con intelligente equilibrio tutta una serie di figure che con Stefano sono entrare in contatto dopo quella prima, fatidica notte, e che hanno scelto di non vedere, di girarsi dall’altra parte, di tutelare sé stessi prima che quel ragazzo pieno di lividi e ferite, dolorante,

Cosa avremmo fatto noi al posto di quei medici, infermieri, carabinieri, agenti di Polizia penitenziaria, volontari, giudici e avvocati? Perfino dei familiari, per certi versi. E siamo sicuri della nostra risposta? Questo sembra domandarci, e domandarsi, Sulla mia pelle. Senza condanne, senza cattiveria, con giusto quell’oncia di un’indignazione sacrosanta ma sempre tenuta a bada, più di quando non avvenga a una retorica forse inevitabile.
Con la forza testarda di Alessandro Borghi, capace di un’interpretazione dolorosa e filologica, che non diventa però mai inutile e poco opportuno tentativo d’imitazione o sterile sfoggio di bravura.

Sulla mia pelle
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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