Strange but True, la recensione del thriller dal romanzo di John Searles

10 settembre 2019
2.5 di 5
1

Un racconto che svela a poco a poco le proprie carte... in cerca di identità.

Strange but True, la recensione del thriller dal romanzo di John Searles

Cinque anni fa, la morte del giovane Ronnie la sera del ballo di fine liceo ha sconvolto la sua famiglia, spezzatasi. Quando madre (Amy Ryan) e fratello (Nick Robinson) ricevono la visita della ex di Ronnie, Melissa, non sanno cosa pensare: la ragazza sostiene di essere miracolosamente incinta del defunto. Sulle prime la reazione è liquidarla come una malata di mente, ma il peso del lutto impedisce ai due di non rimuginare sulla cosa...

Strano, ma vero!” è il titolo di un'omonima rubrica della Settimana Enigmistica, volta a stupire il lettore con eventi realmente accaduti ma ben oltre il limite del credibile: il titolo è programmatico, indica una volontà di sorprendere fine a se stessa, senza sovrastrutture interpretative, per scatenare una conversazione spiccia. Se prendessimo questo lungometraggio dell'angloindiano Rowan Athale con lo stesso spirito, nella sua struttura narrativa basata sul depistaggio e fili che si riconnettono a poco a poco, otterremmo senz'alcun dubbio lo stesso effetto. Strange But True è un film che incuriosisce fino a poco prima del finale, giocando di indizi da interpretare e virate più o meno inaspettate. Il suo meccanismo giallo intriga ed è assai improbabile che lo si abbandoni prima di terminarlo, anche grazie a un casting piuttosto indovinato: oltre ai citati Ryan e Robinson, riescono interessanti anche Greg Kinnear nel ruolo del padre e la gentile coppia di anziani portati sullo schermo da Brian Cox e Blythe Danner.

Il problema è che, proveniendo la sceneggiatura di Eric Garcia da un romanzo di John Searles, Strange But True sembra intralciato da una volontà di trasmettere messaggi più profondi, oltre il puro divertimento di genere. Lo si capisce da spunti suggeriti e abbandonati, come il personaggio della chiromante che “apre gli occhi” a Melissa, da alcuni dialoghi che toccano l'elaborazione del lutto, dalla riflessione sul destino a metà tra la serendipity e il fatalismo. La conferma ulteriore arriva dai due monologhi di Melissa che aprono e chiudono il racconto, una spinta a interpretare in chiave metaforica quello che abbiamo visto. La macchina filmica tuttavia, pur seminando questi stimoli interpretativi, non li sviluppa mai, pendendo molto di più sulla suspense e sul mistero puri e semplici, accennando solo qualcosa delle psicologie dei personaggi. E le giravolte del plot prevalgono su ogni lettura.
Alla fine quindi il titolo del film è un caso di nomen omen: "strano ma vero", qualcuno ha deciso di raccontare e poi girare sul serio una storia che ci fa grattare la testa, non riuscendo tuttavia a darci gli strumenti giusti per ricavarne quel qualcosa di più che sembra voler emergere.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento