Solo gli amanti sopravvivono - la recensione del film di Jim Jarmusch

25 maggio 2013
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I vampiri di Jim Jarmusch sono bellissimi. Da tutti i punti di vista. Sono affascinanti, sono colti, sono buoni.

Solo gli amanti sopravvivono - la recensione del film di Jim Jarmusch

I vampiri di Jim Jarmusch sono bellissimi. Da tutti i punti di vista.
Sono affascinanti, sono colti, sono buoni. Cultori e fautori delle arti e delle scienze, protagonisti di un amore puro e intenso, corrispondono allo stereotipo malinconico ma non son mai davvero decadenti.
Perché la loro non morte è più carica di voglia di vivere della vita di quelli che chiamano zombie, noi umani. Perché a essere decadente è il mondo che gli umani abitano disprezzandolo, avvelenandolo, voltando le spalle alla bellezza, al progresso, all’amore.

Il titolo lo dice esplicitamente. Only Lovers Left Alive, solo gli amanti vivono: solo chi ama (il mondo, l’arte, la bellezza, qualcun altro) può dirsi realmente vivo. E il film di Jarmusch ama. Ama i suoi personaggi, ama il cinema (che è arte e tecnologia), ama la musica nel suo essere profondamente e idelogicamente rock e ribelle, ama la cultura, ama il bello e i suoi spettatori. Per questo vive ed è vitale, nonostante il suo muoversi nel buio, nonostante le sue ambientazioni, o forse anche per questo.

Adam e Eve si riuniscono in una delle metropoli più devastate e in crisi degli Stati Uniti, Detroit, ne attraversano la notte, le archeologie industriali, il degrado. Poi, dopo l’irruzione nella loro ritrovata intimità della giovane sorella di lei, vampiro oramai modellato sul malcostume degli umani (degli zombie), fuggono nella Tangeri da dove proveniva lei, altra città melanconica e decadente.
Sarà lì, però, che pur esausti e abbattuti, dopo un’ultima sorsata di bello che si concedono assistendo all’esecuzione live di una cantante libanese (“è bravissima, diventerà famosa,” dice Eve; “non lo diventerà mai, perché è bravissima,” risponde smaliziato un Adam che sa quanto il bello e il talento vengano oramai ignorati sistematicamente), si rifiuteranno di abbandonarsi alla morte e abbracceranno con voracità la vita.

In un mondo dove la cultura e la bellezza non sono più presi in considerazione da nessuno, dove il progresso cede regolarmente il passo al profitto, dove tutto è avvelenato, Only Lovers Left Alive mette in scena personaggi raffinati ma mai affettati, che reagiscono al decadimento e alla depressione (anche loro) per non essere sconfitti, per continuare a vivere e a dar vita a quello che manca.
Adam, venera Nikola Tesla e la tecnica, colleziona splendide chitarre e compone musica underground amatissima; Eva che adora la letteratura; entrambi usano costantemente riferimenti e pseudonimi colti, mai per vezzo, sempre per preservare il sapere. In loro, ottimamente e malinconicamente interpretati da Tom Hiddleston e Tilda Swinton, Jim Jarmusch vede forse sé stesso: non a caso la musica di Adam è quella composta ed eseguita dalla band dello stesso regista.

Ma soprattutto siamo noi a vederci in loro, o perlomeno tutti dovremmo: figure che guardano al futuro nella piena consapevolezza del passato e della sua eredità, che amano e si prendono cura delle cose, della cultura, del mondo, di qualcuno.
E noi come loro dovremmo imparare a non cedere allo sconforto, mai, e ad inseguire con determinazione indomita e rock la vita e la sua riaffermazione piena e propositiva.
Una vita nuova, in grado di conservare e progredire, da amare e riempire di amore. Perché solo chi ama, vive.




  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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