Sleepless - Il giustiziere: recensione del thriller d'azione con Jamie Foxx e Michelle Monaghan

23 gennaio 2017
2.5 di 5
7

Da un film francese, cinema medio americano che gioca sul caos e le opposizioni dell'America odierna.

Sleepless - Il giustiziere: recensione del thriller d'azione con Jamie Foxx e Michelle Monaghan

Dopo la scena iniziale (una scena notturna di rapina in strada le cui caratteristiche cinematografiche e balistiche vorrebbero ricordare certe cose di Michael Mann, o alcune pagine della buonanima di Roger Hobbs), in Sleepless c'è una sequenza di raccordo oramai piuttosto standard per il cinema americano e non solo: una ripresa a volo d'uccello sulla città (in questo caso Las Vegas, ma ne riparleremo), che prende le mosse dal guidare solitario del protagonista lungo una grande arteria stradale.
È stato in quel momento lì, vittima di una vaga tendenza alla distrazione, che ho fatto in automatico il passaggio dal muoversi del singolo all'interno di un contesto metropolitano - assorto nelle sue cose, la sua vita e i suoi problemi - e il caos e le complessità delle centinaia di migliaia di altre anime - ognuna con le sue cose, la sua vita, i suoi problemi - che si muovono e brulicano nei grandi centri abitati: tante, tantissime, ognuna per ogni lucina di Vegas, ma quasi tutte a noi oscure e sconosciute.
Non credo che Baran bo Odar (giovane regista svizzero di questo esemplare prodotto di cinema medio hollywoodiano) abbia raccordato le sue inquadrature con lo scopo di evocare pensieri simili nello spettatore. Tendo a pensare sia stata una scelta casuale e piuttosto meccanica, ma che curiosamente si è rivelata la chiave perfetta per entrare nel suo film.

In apparenza, Sleepless è un thriller hollywoodiano come tantissimi altri. È uno di quei film col poliziotto corrotto, dalla vita privata a pezzi (Jamie Foxx), e con la poliziotta testarda e idealista ma un po' problematica che lo vuole incastrare (Michelle Monaghan).
È uno di quei film dove uno dei personaggi ha attaccato al muro del suo squallido appartamento appunti, note, foto di persone, e mappe, e dove i fili di lana rossi tesi fra le puntine collegano le cose l'una all'altra.
Dove il boss della mala affabile e spietato (che in questo caso gestisce un casinò, ed è Dermot Mulroney), e dove ce n'è un secondo, più potete, che è spietato e basta (Scoot McNairy).
Dove ci sono un sacco di risse e sparatorie, e gente presa per le palle, e la lotta contro il tempo per salvare qualcuno.
E dove, soprattutto, non tutto è realmente ciò che sembra. Compreso, forse, il film stesso, che ridotto all'osso racconta la storia che vuole salvare suo figlio.

Non sotto, ma insieme a tutto questo, però, Sleepless racconta forse inconsapevolmente il caos senza riferimenti dell'America e del mondo dei giorni nostri (e cosa c'è di più quintessenzialmente americano, sintetico e caotico di Las Vegas, che qui sostituisce la discoteca parigina teatro del francese Nuit blanche, di cui questo è un remake). Un caos che in qualche modo ci siamo andati a cercare, che abbiamo contribuito a generare, anche se magari a fin di bene.
Sì, perché man mano che Sleepless si srotola, e il suo intreccio s'aggroviglia, il film diventa una royal rumble quasi paradossale: c'è Foxx che vuole salvare il figlio, e deve fare i conti con Mulroney e con i suoi. Mulroney deve a sua volta fare i conti con McNairy e la sua banda, e tutti devono vedersela con Monaghan, che li vuole in galera al completo. Se poi nell'intreccio consideriamo pure il partner della poliziotta che si muove in autonomia, il padre immanente e cattivissimo del boss più cattivo, la moglie di Foxx che vuole sapere dove sta suo figlio e chiama di continuo, immaginerete la confusione senza entropia di un film che diventa via via tutto un dipendere reciproco di sorti e destini, tutto un intrecciarsi fitto fitto di interessi e verità.

Fino a che Sleepless gioca col l'incrementare di questa complessità - che pure comunque si sviluppa da punti di partenza piuttosto semplici, come le opposizioni binarie incarnate da Foxx e Monaghan: uomo/donna, nero/bianco, cattivo/ buono - il film riesce a essere piuttosto divertente nella sua parossistica paradossalità, e nella sua assenza di grevità e pesantezze. Il fatto è che poi non sa bene come uscirne, dal groviglio in cui si è ficcato, e anche quando fa ricorso alla bussola etico-morale della famiglia e del dovere (cos'altro ci resta, oramai, se non quello?) per individuare una via d'uscita, lo fa in maniera un po'ruvida, a strappi, scivolando verso un finale quasi lieto che, però, lascia quasi l'amaro in bocca.
Anche al cinema, insomma, trovare il modo giusto d'uscire dal caos che ci circonda non è cosa facile.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento