Santiago, Italia Recensione

Titolo originale: Santiago, Italia

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Santiago, Italia: recensione del documentario di Nanni Moretti presentato in chiusura del Torino Film Festival

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Santiago, Italia: recensione del documentario di Nanni Moretti presentato in chiusura del Torino Film Festival

“L’Italia degli anni Settanta era il paese dei miei sogni, girando per il paese oggi ritrovo i peggiori difetti del Cile”. È questo il momento in cui, alla fine del film, con tanto di insistito fermo immagine, un rifugiato cileno sveglia lo spettatore. Un brutale ritorno ai tormentati giorni d’oggi dopo un lungo racconto di un passato in cui gli italiani aiutarono con grande generosità il popolo cileno dopo il golpe di Pinochet; nei nostri confini, ma anche nell’ambasciata di Santiago. Nanni Moretti sembra qui voler esplicitare come gli anni ’70 fossero un’epoca in cui l’ideologia e il sogno politico di un mondo nuovo portava ancora a prendersi cura degli altri. Lo si intuisce già dal titolo, Santiago, Italia, come questo particolare documentario, oggetto poco consueto nella filmografia del regista romano, sia uno sguardo che unisce la memoria degli anni dal 1970 al 1973, dalla salita al governo democraticamente di un’alleanza di sinistra che univa dai socialisti ai comunisti, fino all’orrido colpo di stato militare guidato da Pinochet e finanziato dalla CIA. Ma non solo, è anche il ritratto di un’Italia ancora unita da valori comuni che nel caso del golpe cileno furono dimostrati in pieno, coinvolgendo non solo i partiti di sinistra estrema, ma anche quelli di governo, come repubblicani o DC.

“Io non sono imparziale”, è così che Moretti rompe con la ritualità piuttosto classica fatta di interviste e materiali di repertorio con cui ha impostato il suo film, per inserire quello che appare un fuorionda, in cui uno dei due militari da lui intervistati gli dice di aver accettato di parlare perché rassicurato sulla sua presunta imparzialità. Ma come si può essere imparziali di fronte al bombardamento dell’esercito del suo stesso palazzo presidenziale, per cacciare un governo democraticamente eletto, caso unico per un partito comunista, che aveva portato avanti una politica totalmente legittima?

Il primo merito di Santiago, Italia è di ritornare su vicende sicuramente conosciute, ma che è sempre bene ricordare, specie in un periodo in cui la democrazia viene data per assodata. Particolarmente accurata è la scelta delle persone intervistate, militanti di sinistra perseguitati dal regime e rifugiati nell’ambasciata italiana. Le modalità con cui centinaia di persone arrivarono nel perimetro della sede diplomatica furono spesso carambolesche, mentre le stanze si riempivano di cileni di ogni età, molti anziani e bambini, dopo la decisione autonoma dell’ambasciatore italiano di accettarli tutti, in mancanza di una posizione chiara del ministero degli esteri di Roma.

Una passerella di volti, racconti, personalità molto diverse, dagli artigiani ai professori, dai musicisti agli educatori ai registi come Patricio Guzman. Molti di loro sono poi rimasti in Italia, “madre generosa e solidale, dopo che il patrigno Cile ci ha respinti”. È qui che i racconti si fanno commoventi, quando la memoria rievoca una bambina lanciata oltre il muro come fosse un fagotto, un cardinale pieno di umanità, o gli occhi pieni di luce e nostalgia di chi rievoca quei mesi pieni di gioia per un sogno diventato realtà, seppure per poco tempo. Un’emozione che ha ancora più reso drammatica la sua fine ingiusta, violenta, con la persecuzione di un’opposizione che di fatto non era neanche organizzata o pericolosa, dopo la decisione di Allende di non reagire innescando una guerra civile.

Santiago, Italia è universale perché mette al centro l’umanità dell’esperienza di vita di queste persone, di chi le accolse e di poi poi le accettò offrendo loro un lavoro. Il tutto facendo parlare fatti e storie, senza rabbia, solo con lo sgomento dell’emozione di queste persone che diventa l’emozione dello spettatore.

Santiago, Italia
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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