Rocco e i suoi fratelli

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Rocco e i suoi fratelli è un film di genere drammatico del 1960, diretto da Luchino Visconti, con Alain Delon e Annie Girardot. Durata 180 minuti. Distribuito da TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO, MONDADORI VIDEO.


TRAMA ROCCO E I SUOI FRATELLI:

Una povera vedova, Rosaria, lascia in treno con i suoi quattro figlioli il paese della Lucania in cui è nata, per trasferirsi a Milano, dove vive il figlio maggiore, Vincenzo. Questi non può fare molto per la famiglia, ma riesce ad introdurre i fratelli nel mondo del pugilato. Simone, il più ambizioso, si dedica con fervore alla nuova professione, ma dopo un promettente inizio, finisce per entrare nei peggiori ambienti. Rocco lavora intanto in una lavanderia, Vincenzo ha un impiego provvisorio, Ciro diventa un operaio specializzato, e Luca, il più piccolo, si industria per guadagnare anche lui qualche soldo. Simone ha una relazione con Nadia, una ragazza di strada, che dopo qualche tempo finisce in prigione. Rocco la ritrova nella piccola città di provincia dove presta servizio militare: tra i due germoglia un sincero affetto, e, tornati entrambi a Milano, fanno progetti di matrimonio. Ma anche Simone ama la ragazza, e avendola sorpresa col fratello, le usa violenza e picchia selvaggiamente Rocco. Questi tronca la relazione con Nadia e si dedica tutto al pugilato. I debiti e gli imbrogli di Simone portano la famiglia sull'orlo del fallimento. Rocco, per salvare la famiglia, accetta un contratto propostogli da un impresario. Simone, giunto all'estremo dell'abiezione, uccide Nadia. La famiglia non può più difenderlo. Simone è arrestato, mentre Rocco conquista allori sul ring.

CRITICA DI ROCCO E I SUOI FRATELLI:

"Fosco, vigoroso e chilometrico (melo)dramma popolare, in bianco e nero, con cadenza da tragedia greca, ispirato a un romanzo di Giovanni Testori, sceneggiato da un club di campionissimi, ambientato in una Milano fredda e ostile, già trent'anni prima di Bossi. Luchino Visconti calca un pò la mano nelle troppe scene madri (quanti guai con la censura) ma sa dirigere gli attori come pochi. Tanto è vero che perfino Alain Delon non è mai sembrato così bravo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 22 settembre 2001)

CURIOSITÀ SU ROCCO E I SUOI FRATELLI:

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ALLA MOSTRA DI VENEZIA (1960). NASTRO D'ARGENTO PER MIGLIOR FILM, MIGLIOR SCENEGGIATURA E MIGLIOR FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO. DAVID DI DONATELLO 1961 PER MIGLIORE PRODUZIONE (GOFFREDO LOMBARDO).- GLI ATTORI CITATI NEI TITOLI DI TESTA: PASSARELLI, MASOERO E FRANCA VALERI NON SONO STATI INDIVIDUATI NEL FILM.- VERSIONE RESTAURATA DAL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA, PRESSO I LABORATORI DI CINECITTA'.

SOGGETTO:

liberamente ispirato ai racconti de "Il ponte della Ghisolfa" di Giovanni Testori

IL CAST DI ROCCO E I SUOI FRATELLI:



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