Ritorno al Marigold Hotel: la recensione del film con Maggie Smith e Richard Gere

29 aprile 2015
3.5 di 5
34

John Madden confeziona un sequel garbato con attori irreprensibili

Ritorno al Marigold Hotel: la recensione del film con Maggie Smith e Richard Gere

Mentre il giovane Sonny (Dev Patel) e la sua anziana socia Muriel Donnelly (Maggie Smith) cercano l'appoggio di una grande compagnia alberghiera per espandere l'umile Marigold Hotel, nel loro albergo evolvono i rapporti tra i suoi inquilini perenni: Douglas (Bill Nighy) cerca il coraggio di dichiararsi a Emily (Judi Dench), Madge (Celia Imrie) non sa a quale amante cedere la sua mano, Norman e Carol (Ronald Pickup e Diana Hardcastle) sono in crisi, mentre l'arrivo del misterioso Guy Chambers (Richard Gere) spariglia le carte: è il fantomatico ispettore mandato dalla compagnia alberghiera? Sonny si farà travolgere dalla tensione, mandando a monte il suo matrimonio?

Ci si avvicina a Ritorno al Marigold Hotel piuttosto timorosi: il precedente Marigold Hotel (2012), sempre diretto da John Madden, era un film garbato che innestava la cultura indiana d'esportazione rappresentata da Dev Patel (The Millionaire) in un feel good movie interpretato da vecchie glorie. Un piccolo film, basato sul romanzo di Deborah Moggach, che sembrava autoconclusivo. Madden e lo sceneggiatore Ol Parker, facendo leva sulla classe di Maggie Smith e Judi Dench, nonché sulla simpatia contagiosa e pulita di Patel, rischiano il prolungamento dell'esperienza, che a sorpresa continua a funzionare. "A sorpresa", perché Ritorno a Marigold Hotel non si risparmia nulla della sua formula: profluvio di buoni sentimenti, salmi che finiscono in gloria, crisi passeggere, folklore e attori che si fanno il verso.

Eppure sono proprio gli attori, troppo in là con l'età per essere accusati di finta autoironia, a garantire la sincerità dell'operazione: eleganti e precisi, incarnano di persona il desiderio dei loro personaggi di continuare a essere attivi, di godersi la vita e quindi il cinema. Il sequel da questo punto di vista, estendendo con un altro racconto tale desiderio di prolungamento, finisce per aderire ancora di più emotivamente alle intenzioni originarie, per quanto semplici possano essere. E davvero non si riesce a negare un sorriso costante alle loro vicissitudini, finendo involontariamente per sentirsi ospiti del Marigold Hotel e dei suoi appelli mattutini, dispiacendosi sinceramente per la scomparsa imminente di qualcuno, avvolti da un'ambientazione calda e ben fotografata da Ben Smithard.

In altre parole, è più facile indignarsi per la furbizia di un film come Ritorno al Marigold Hotel se ci si arrocca su una pregiudiziale e non lo si vede: se si cede alla tentazione, ci si indignerà di più per come gli Americani preparano il tè, parola di Mrs. Donnelly.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento