Playmobil - The Movie, la recensione del lungometraggio animato

26 ottobre 2019
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Sulla scia dei Lego Movie, anche gli altri celebri giocattoli per l'infanzia approdano sul grande schermo.

Playmobil - The Movie, la recensione del lungometraggio animato

L'adolescente Marla, poco prima di partire per il college, affronta con suo fratello minore Charlie l'apparente fine dei suoi sogni, quando i loro genitori muoiono in un incidente. Quattro anni dopo, incapace di regalare gioia a Charlie, Marla si troverà per caso in un museo dei giocattoli, per magia catapultata con lui nell'avventuroso mondo Playmobil. La fantasia li aiuterà?

Gli ON Animation Studios di Mune e Il piccolo principe continuano la loro corsa, guardando all'universo Lego targato Warner Bros e curato dal duo Phil Lord & Chris Miller. I Playmobil sono affidati a Lino DiSalvo, proveniente dalla Disney, dov'era stato supervisore delle animazioni di Rapunzel e Frozen, qui al suo debutto alla regia di un lungometraggio animato... e non solo, perché DiSalvo gestisce anche la cornice dal vero, costituita da un prologo e da un epilogo dove Marla è l'Anya Taylor-Joy lanciata da Split. Bisogna ammettere che è proprio quest'impatto iniziale a raffreddare lo spettatore ben disposto, perché la solarità di un musical animato all'antica come questo, parecchio rivolto al pubblico più giovane, non va d'accordo con il live action: se già operazioni di questo tipo si trascinano un sapore pubblicitario promozionale piuttosto marcato, alibi della nostalgia o meno, le parti dal vero di Playmobil - The Movie rischiano sul serio di ricordare uno spot cantato, per la diffusione dei giocattoli originali o di una merendina.

Resistendo però alla tentazione demolitoria suggerita da quell'incipit goffo, si scopre un film realizzato forse con una certa cura funzionale al coinvolgimento del pubblico di riferimento. In particolare Di Salvo, con il suo trascorso di animatore, ha ottenuto un'espressività piuttosto efficace dei Playmobil, con qualche trascurabile ma doveroso tradimento della loro effettiva rigidità (come ricorderà chi li ha avuti per le mani da bambino). Colpisce la resa dei visi e la felice aggiunta delle pupille, che rendono i protagonisti meno iconici delle minifig Lego, ma tutto sommato anche più espressivi.

Se i concorrenti film Lego si giovano di un'autoironia pop metalinguistica molto marcata, spinta dalla casa madre a tutti i livelli negli ultimi tempi, Playmobil - The Movie sconta ambizioni di fondo più leggere, anche quando imita l'impostazione della concorrenza. I Playmobil sono rimasti giocattoli prima che fenomeno pop, quindi le divagazioni come quella dell'agente segreto Rex Dasher lasciano un po' il tempo che trovano, nel loro umorismo parodistico generico. Viceversa l'accumulo di mondi fantastici e colorati alla lunga è funzionale all'intrattenimento fiabesco su misura dell'infanzia. Il bilancio finale dell'operazione, tenendo ben presenti i limiti che abbiamo fin qui esposto che potrebbero pesare non poco a un adulto, mantiene le promesse fatte ai bambini in sala. E' quello slancio d'ambizione in più a mancare.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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