Paris-Manhattan - la recensione della commedia francese

07 novembre 2012
3 di 5

Quando si vede un film come Paris-Manhattan di Sophie Lellouche, opera prima nata sotto una buona stella e baciata dalla fortuna (vedendola capirete perché), sorge spontanea una considerazione: all'estero, almeno, ci provano.

Paris-Manhattan - la recensione della commedia francese

Quando si vede un film come Paris-Manhattan di Sophie Lellouche, opera prima nata sotto una buona stella e baciata dalla fortuna (vedendola capirete perché), sorge spontanea una considerazione: all'estero, almeno, ci provano. Per realizzare un film come questo, una rom-com della durata di 77, essenziali minuti, in fondo servono solo una buona idea, attori simpatici e bravi e una bella location. Non è necessario mettere in campo i massimi sistemi e avere la pretesa di spiegare la vita o le crisi generazionali per portare la gente al cinema.

Detto questo, nemmeno Sophie Lellouche è priva di ambizioni, e lo dimostra nella scelta dei suoi modelli: oltre a Woody Allen, deus ex machina e nume tutelare dell'operazione, la commedia sofisticata alla Lubitsch. Su questi illustri canovacci, la regista mette in scena una famiglia ebraica della buona borghesia parigina, a cui appartiene Alice, una ragazza che ha come idolo Woody Allen, al cui poster gigante rivolge domande che ottengono sempre risposta (a parlare è, chiaramente, il suo subconscio). L'Allen cui si fa riferimento è per lo più quello giovanile, l'autore delle commedie newyorkesi citate nel film e di altre più smaccatamente comiche come Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere). E' infatti dall'episodio della passione tra il sessuologo Gene Wilder e la pecora merino, che Alice trae ispirazione e capisce la verità, dopo aver cercato invano l'anima gemella tra i perfetti – e noiosi – amanti di Cole Porter che fanno tutte le cose giuste.

Sophie Lellouche conosce tanto bene la sua materia da fare della sua opera prima una vera e propria commedia alla Woody Allen, riprendendone stile, struttura e personaggi, per trapiantarli in una Parigi che è un luogo del cuore, molto simile alla città idealizzata e trasfigurata che è la New York del regista. Non si limita, insomma, a citare situazioni ispirate a Misterioso omicidio a Manhattan, Hannah e le sue sorelle e altri film del suo mentore, ma costruisce una pellicola analoga alle sue, che diventa il vero tributo alla sua arte.

La protagonista Alice Taglioni ha dalla sua quella bellezza algida che aiuta a trasmettere l'aura un po' triste di chi cerca con ostinazione il sogno nella realtà, ma finisce poi per trovarlo nel quotidiano più banale, mentre il pur bravo Patrick Bruel, nel ruolo del “terreno” Victor, ci è sembrato troppo vecchio e appesantito come uomo ideale di una ragazza del genere. Come forse avrete già letto altrove, Paris-Manhattan è un film con sorpresa, che ovviamente non vi sveliamo. Basti dire che è da sola motivo sufficiente per vederlo, se quanto detto finora non vi bastasse. Ci piace molto l'idea di una farmacista che dispensa film curativi invece di intrugli medicinali ai suoi clienti. Quanto al messaggio per le single sensibili e intelligenti in cerca del loro mister Right, però, ci permettiamo di dissentire dall'autrice: provate pure con le pecore, se volete, ma - una volta svanita le passione - vi renderete conto che avere accanto un uomo che capisce e condivide quello che amate, è il presupposto migliore per essere felici.

Paris-Manhattan
Il trailer italiano in esclusiva


  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento