Pallottole in libertà: recensione dell'action comedy francese con Adèle Haenel

28 maggio 2019
3.5 di 5
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Pierre Salvadori gira un film indiavolato in cui il poliziesco si sposa a meraviglia con il romanticismo.

Pallottole in libertà: recensione dell'action comedy francese con Adèle Haenel

Non è una commedia borghese che si svolge in case parigine dalle ampie vetrate o sale da pranzo in cui si conversa amabilmente sorseggiando une coupe de champagne né una commedia fracassona, sgangherata e scorretta. E’ piuttosto una screwball comedy sui generis Pallottole in libertà, o meglio un screwball-crime romance dove ai pugni e alle pallottole si unisce una pupa che tanto pupa non è, anche se si finge più o meno tale.

Ma andiamo con ordine. Nel nuovo indiavolato film di Pierre Salvadori, che è gioiosamente stralunato e proteiforme, ci sono gli omaggi e c'è qualcosa di originale e molto intimo. C'è il genere, che poi è il polar ma anche il poliziesco USA anni '70 con le sue scritte fiammeggianti in sovrimpressione, e ci sono gli action di serie B sempre di quel periodo là, dove l'eroe barcolla e le prende di santa ragione ma non molla, e poi malinconia e struggimento quanto basta nel ritratto di una deliziosa fanciullina con il volto di Audrey Tautou che aspetta a casa il fidanzato carcerato e si ostina a voler ripetere il momento dell'incontro diverse volte dopo otto anni di separazione come fosse un attore che ha bisogno di provare e riprovare una scena. 

E ad attori che interpretano dei ruoli somigliano in fondo tutti i personaggi (e qui sta la particolarità della nostra storia), perché al regista di quella che potremmo chiamare una celebrazione della confusione sentimentale ed esistenziale interessa mostrare un’umanità che ha perso la bussola e che, cavalcando i propri istinti più inconfessabili e l'attitudine a sconclusionati soliloqui, si mostra ai "soliti altri" per quello che non è, e a i nuovi arrivati per quello che è, pur dicendo qualche bugia. Capita così che la poliziotta vedova Yvonne, che ogni sera racconta a suo figlio le rocambolesche imprese di suo padre (ed ecco gli inserti di azione), si renda conto di aver amato un furfante e si invaghisca del tipo che l'uomo ha ingiustamente mandato in carcere. E succede anche che costui, una volta uscito di prigione, si abbandoni a un'isteria che solo un interprete eccellente come Pio Marmaï poteva rendere credibile e irresistibile, unendo i toni drammatici di cui è capace un attore con la "A" maiuscola alle tirate e alle buffe prodezze fisiche di un comico. Perché commedia e film comico sono due cose diverse, e mescolarle non è da tutti, e non è da tutti combinarle e farci entrare perfino la commedia nera, con sacchi pieni di pezzi di cadaveri, un tunnel degli orrori e un tuffo nel sadomaso con tanto di tute in lattice e maschere con le corna.

E’ come se ogni personaggio di Pallottole in libertà, in accordo con l’ultima parola del titolo, seguisse un suo personalissimo percorso, che varia a suo piacimento. Ognuno, comunque, esce dai propri binari, accettando la propria imperfezione, anzi celebrandola, possibilmente al grido: "Meglio un bastardo che una vittima!". Quanto alle vittime, che poi sono vittime di se stesse, la liberazione dalle paure con cui convivono da tempo più o meno si compie, che si tratti di timidezza, blocco sentimentale, rabbia atavica. E’ soprattutto Yvonne a evolvere e ad abbracciare dubbi e un doppio innamoramento, e a capire che espiare le colpe degli altri può voler dire tornare a vivere, ed è bello che a incarnare questa femme-flic che diviene crocerossina sia Adèle Haenel. Un po’ ragazza anni '50 abbracciata al suo ragazzo in un luna park, un po’ donna forte che non disdegna il turpiloquio, porta agevolmente sulle proprie spalle Pallottole in libertà cambiando spesso registro così come Salvadori cambia linguaggio e stile di regia.

Anche il restante cast se la cava egregiamente, da Daniel Bonnard che fa il collega buono e timido di Yvonne a Vincent Elbaz, che impersona il marito disgraziato. Si vede che Pierre li ama, così come ama i loro personaggi. A volte questo affetto per le "creature" rappresentate basta a fare un buon film, ma Pallottole in libertà è già buono di suo, anzi buonissimo, e quindi la sua tenerezza diventa una specie di ciliegina sulla torta, anzi sul gateau, per dirla, giustamente, alla francese.

Pallottole in Libertà
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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