La recensione di Ortone e il mondo dei Chi

18 aprile 2008
3.5 di 5

Dopo Il Grinch e Il Gatto e il Cappello Matto, un'altra opera firmata dal dr. Seuss sbarca sul grande schermo. Si tratta di Ortone e il mondo dei Chi, che al cinema diviene un film in animazione digitale targato Fox Animation e Blue Sky Studios, giù autrici di film come L'era glaciale e Robots. Ecco il nostro commento sul risultato dei...

La recensione di Ortone e il mondo dei Chi

Ortone e il mondo dei Chi - la recensione

Ortone e il Mondo dei Chi, basato sul libro "Horton Hears a Who!", pubblicato dallo scrittore dr. Seuss nel 1954, mantiene il plot del poema dell'autore: Ortone, elefante disponibile e positivo, ascolta un giorno un grido provenire da un granello di polvere in cima a uno stelo fluttuante. Unico a poterlo captare, scopre che il granello in questione ospita il regno di Chi Non So, una comunità spensierata (forse fin troppo) di esseri carnavelaschi e creativi, amministrati da un Sinda-Chi che funziona da elemento narrativo speculare di Ortone: con oltre novanta figli a carico, fantoccio di un gran consiglio che lo usa come facciata, il Sinda-Chi stabilisce un rapporto privato con l'elefante tramite un amplificatore di fortuna.
Questo contatto tra due mondi diviene il motore della vicenda: Ortone deciderà che la sua missione sarà quella di collocare il granello al sicuro su un girasole in una caverna protetta in cima ad un'altura, mentre il Sinda-Chi combatterà la propria frustrazione sociale cercando di convincere la popolazione dell'esistenza di Ortone e soprattutto della loro condizione precaria.

Il miglior risultato metaforico di una favola viene solitamente ottenuto quando la mente ha serie difficoltà ad adagiarsi mollemente su di un'interpretazione univoca. Non stupisce che il libro del dr. Seuss sia stato nel corso degli anni persino interpretato in chiave anti-abortista, usando come slogan la frase di Ortone: “Una persona è sempre una persona, per piccola che sia” (chiave negata dalla vedova dell'autore, la quale ha significativamente invitato a non usare il lavoro del marito come bandiera).
Spontaneo verrebbe identificare in Ortone il “Dio” dei Chi, ma non appena quest'idea si sedimenta nello spettatore, ecco che le bonarie disavventure del candido elefante riportano il segreto della serenità umana ad una più semplice e laica apertura alla disponibilità, all'educazione e alla comprensione, anche del proprio “nemico”, com'è evidente nelle battute finali. Un'attivazione delle sinapsi che funziona e sprigiona poesia quanto più non raggiunge un punto fermo.

Finalmente giunti alla creazione di un team che può fare a meno dei registi finora "titolari" (Wedge e Saldanha), i Blue Sky Studios affidano il film alla regia del veterano animatore Pixar Jimmy Hayward e di Steve Martino, direttore artistico di Robots, film il cui production design antinaturalista ha influenzato parecchio la libertà cromatica di questo Ortone e il Mondo dei Chi.
L'aggiunta di personaggi secondari non è sempre essenziale, ma in alcuni casi, come nell'espansione coraggiosamente ribellistica del ruolo del figlio della dittatoriale Cangura, è indovinata.

Come spesso accade nel cinema d'animazione forse smodatamente esagitato del panorama attuale, a volte la mitragliata di gag verbali satura l'atmosfera, ma il film guadagna decisamente terreno sul piano delle trovate visive. Sollevati dalla necessità di rendere plausibile ciò che non lo è, gli animatori giocano con smorfie e antropomorfismi in modo contagioso, con alcune soluzioni imprevedibili quasi sempre divertenti, raramente solo gigionesche (il cartoon 2D finto-anime che una sola volta interrompe l'azione).

La grafica dona il 3D allo stile del dr. Seuss, citato in un piccolo inserto animato e in alcuni dettagli di costumi e scenografie. Ricco il parco voci originale, con un Jim Carrey in gran forma nei panni di Ortone e Steve Carrell in quelli di Sinda-Chi. Nella versione italiana sono sostituiti da Christian De Sica e Paolo Conticini, con la partecipazione professionale di Veronica Pivetti come Cangura. Il risultato del doppiaggio è buono, ma non era davvero necessario far svisare ogni tanto Ortone nel romanesco.

In conclusione quello di Ortone e il Mondo dei Chi è un risultato che non lascia forse trasparire una grande personalità autoriale cinematografica, ma che trasmette perfettamente l'anima del dr. Seuss. Era l'appropriata professionalità che ci auguravamo dai tempi dubbi de Il Grinch e Il Gatto e il Cappello Matto.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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