Now You See Me - I maghi del crimine: la recensione del film

15 luglio 2013
2.5 di 5

L'heist movie di Leterrier su un gruppo di illusionisti rapinatori

Now You See Me - I maghi del crimine: la recensione del film

J. Daniel Atlas, Merritt McKinney, Henkey Reeves e Jack Wilder sono quattro prestigiatori/illusionisti: un giorno si ritrovano tutti misteriosamente convocati in una stanza. Salto temporale: un anno dopo si fanno chiamare i Quattro Cavalieri e, patrocinati dal ricco Tessler, organizzano uno spettacolo in cui viene rapinata a distanza, da Las Vegas, una banca di Parigi. Il furto avviene sul serio, ma l'agente dell'FBI Dylan Rhodes non sa come incastrarli. Sulle loro tracce c'è anche lo smascheratore di magie, il furbo Thaddeus Bradley.

Now You See Me, terzo film americano di Louis Leterrier dopo L'incredibile Hulk e Scontro tra titani, avrebbe ottime carte da giocare. Il tema della prestidigitazione, il concetto dell'illusione, location varie (Las Vegas, New Orleans, Parigi), il ritmo dell'heist movie e soprattutto un cast ottimo: se i comprimari hanno i nomi di Morgan Freeman e Michael Caine, i più giovani Eisenberg, Fisher, Franco, Harrelson e Ruffalo non possono che giovarne. Eppure dispiace scoprirsi annoiati dal risultato.

Sperimentare l'illusione al cinema, che già di per sè ricrea e riscrive la realtà, è piuttosto difficile, tanto che un autore come Nolan in The Prestige ha virato l'argomento sulla sua interpretazione filosofica, perché la sua semplice rappresentazione non potrebbe mai stupire un pubblico cinematografico. Gli autori di Now You See Me scelgono come si è detto la strada più umile dell'heist movie, il film di rapina, col risultato però che lo svolgimento della parte centrale finisce per annullare il fascino del tema: a questo punto, non è forse illusionismo anche quello di Ocean's Eleven o di Lupin?

Quando la sceneggiatura si riconcentra finalmente sul tema, le potenzialità si sono disperse in troppi personaggi solo accennati e mai approfonditi, in un inseguimento monocorde, in sottotemi sfiorati (la rivalsa degli umili), e purtroppo l'obbligatorio funambolico colpo di scena non coinvolge quanto potrebbe. Leterrier dal canto suo dimostra di saper controllare bene i momenti sincopati, ma rimane la sensazione che Now You See Me abbia al massimo la forza di uno spettacolo di magia visto in differita e non di persona.




  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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