Notti in bianco, baci a colazione: recensione del film di Francesco Mandelli

13 ottobre 2021
2.5 di 5

Diretto da Francesco Mandelli, Notti in bianco, baci a colazione è un film evento della pre-apertura della Festa del Cinema di Roma 2021. Tratto dall'omonimo romanzo di Matteo Bussola, vede protagonisti Alessio Vassallo e Ilaria Spada.

Notti in bianco, baci a colazione: recensione del film di Francesco Mandelli

Nessuno meglio di Francesco Mandelli, che ha intitolato il suo secondo romanzo "Mia figlia è un'astronave" poteva imbarcarsi nella mirabile impresa di tramutare in una commedia dal tocco leggero e grondante di verità il best seller di Matteo Bussola "Notti in bianco, baci a colazione". L'attore e regista, infatti, stravede per la sua bambina, che ha reso la sua vita un caos, una trincea, una fantastica avventura irta di difficoltà ma stracolma di momenti gioiosi e tragicomici. Mandelli, poi, ha una grande sensibilità, una sensibilità "femminile", e la storia di un uomo di 40 anni che per occuparsi delle figlie rischia di rinunciare al suo sogno lavorativo era certamente adatta a lui, ma fare proprio l'universo emotivo, la quotidianità e le pagine scritte da un altro non è mai compito facile, soprattutto se ci si misura con un best seller stravenduto anche all'estero. Il regista dell'ottimo Bene, ma non benissimo sembra quasi avere paura della reinterpretazione, e di trasformare il materiale di partenza in qualcosa di personale, nuovo e perciò efficace, e infatti cede alla tentazione, al pari di moltissimi suoi colleghi che portano romanzi al cinema, di abusare davvero della voce fuori-campo, che spiega nel dettaglio cose che invece andrebbero lasciate al gioco e alle parole di un attore se non all'intelligenza dello spettatore, che immergendosi in una storia si affida anche al proprio intuito. E invece, in un incipit che finisce per diventare un po' faticoso, il personaggio di Matteo ci svela troppo di sé, perdendo quel mistero che cattura sempre chi osserva e che vive, per un'ora e mezzo o più, la vita di un altro.

Il buon Alessio Vassallo, comunque, riesce benissimo a reggere sulle proprie spalle il film, aiutato dalla deliziosa Ilaria Spada, a cui tocca in sorte il personaggio più interessante di Notti in bianco, baci a colazione. Da mamma, l'attrice aderisce perfettamente al ruolo, aiutata dalla propria esperienza e da un senso di inadeguatezza che lei stessa ha ammesso di provare di tanto in tanto. La sua Paola è sempre a fuoco, dolce, "casinara", dog friendly, sorridente.

Scorre agevolmente e veloce Notti in bianco, baci a colazione, e Francesco Mandelli riesce a dare al racconto il tono giusto e la giusta tenerezza. Non lascia ferma la sua macchina da presa e, visto che si parla di fumetti, ricorre giustamente allo split screen e non solo, e aiutato dalla sceneggiatura di Salvatore Mola, affronta temi importanti e scottanti, come la difficoltà della professione artistica e dell'essere freelance, nonché la crisi che si può scatenare in una coppia quando i ruoli si invertono. Il regista sembra dirci, d'accordo con Alessio Vassallo, che al giorno d'oggi non ha più senso parlare di "mammo" perché un papà che dedica più tempo ai figli è semplicemente un papà a 360 gradi. A questa attenzione ai protagonisti del film, che poi sono persone che esistono per davvero, fanno però da contraltare alcune ingenuità nella costruzione dei personaggi secondari e nella recitazione di alcuni di essi, in primis l'addestratore di cani capellone che è poco più di una macchietta.

Ha un messaggio positivo Notti in bianco, baci a colazione, è tirerà su il morale ai genitori stressati dal ménage familiare. Costoro si identificheranno facilmente nel film, ma gli altri? Riusciranno davvero a capire Matteo, che sfoga le proprie frustrazioni scrivendo di un supereroe egoista di nome Solo Valentine? Sospettiamo di no, e di sicuro ci si riconosceva di più nella quindicenne Candida del sopracitato Bene, ma non benissimo che non nella coppia di Notti in bianco. A toccarci da vicino è invece la difficoltà di Matteo a delegare, di lasciarsi davvero aiutare, di fare un gesto di umiltà e ammettere che la sua compagna possa essere brava quanto lui nell'educazione e nell'accudimento delle bambine. In fondo, se ci pensiamo, proprio l'incapacità di delegare (e la conseguente sfiducia nel prossimo) è uno dei mali dell’oggi, ed è un bene che un feel good movie riesca a ricordarcelo e a spingerci alla riflessione.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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