Non ci resta che il crimine

Non ci resta che il crimine

( Non ci resta che il crimine )
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3.9 di 5 su 308 voti
Al cinema dal: 10 gennaio 2019
Genere: Commedia
Anno: 2019
Paese: Italia
Durata: 102 min
Data di uscita: 10 gennaio 2019
Distribuzione: 01 Distribution
Non ci resta che il crimine è un film di genere commedia del 2019, diretto da Massimiliano Bruno, con Alessandro Gassmann e Marco Giallini. Uscita al cinema il 10 gennaio 2019. Durata 102 minuti. Distribuito da 01 Distribution.
Data di uscita: 10 gennaio 2019
Genere: Commedia
Anno: 2019
Paese: Italia
Durata: 102 min
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Federico Schlatter
Produzione: Italian International Film con Rai Cinema

TRAMA NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Non ci resta che il crimine, è un film diretto da Massimiliano Bruno. Nella Roma del 2018, i tre amici squattrinati Giuseppe (Gian Marco Tognazzi), Sebastiano (Alessandro Gassmann) e Moreno (Marco Giallini) tentano di cavarsela come possono lavorando alla giornata, arrivando perfino ad organizzare un giro turistico "criminale" sui luoghi della Banda della Magliana.
Un giorno, per caso, attraversano un portale temporale e si ritrovano catapultati nel 1982, durante i Mondiali di Calcio di Spagna, nella Roma governata proprio dalla Banda della Magliana.
Dapprima spaesato, il trio vede questo salto nel passato come l'occasione della vita per fare un mucchio di soldi, pensando di sfruttare le vaste conoscenze calcistiche a proprio vantaggio. Finisce invece per indebitarsi con Renatino (Edoardo Leo), il capo della Banda della Magliana, che gestisce le scommesse calcistiche clandestine e che decide di trattenere Giuseppe come garanzia, finché gli amici non abbiano trovato il modo di saldare il dovuto.
A complicare ulteriormente le cose è la fidanzata di Renatino, Sabrina (Ilenia Pastorelli), che scombussola i piani e i sentimenti dei tre amici.
Tra rapine in banca, piani strampalati e idee geniali, il trio riuscirà non senza fatica e con l'aiuto di una vecchia conoscenza, a tornare nel 2018, dove però li attende la vendetta della Banda.

PANORAMICA SU NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Già nemici-amici in Beata Ignoranza, in cui uno rinunciava alla tecnologia mentre l'altro scopriva pian piano le meraviglie di Facebook, Instagram e WhatsApp, Marco Giallini e Alessandro Gassmann duettano nuovamente davanti alla Macchina da presa di Massimiliano Bruno in Non ci resta che il crimine.
Il "non ci resta" del titolo richiama immediatamente alla memoria la celebre commedia di (e con) Roberto Benigni e Massimo Troisi, storia di un salto nel passato di due amici, precipitati alla fine del 1400. Qui i compagni d'avventura sono tre (c'è pure Gianmarco Tognazzi), e anche loro tornano indietro nel tempo, ma solo di 36 anni, venendo misteriosamente catapultati nell'anno dei Mondiali di Spagna, che l'Italia vinse sconfiggendo la Germania per 3 a 1.
Ma più che di Paolo Rossi, Zico, e Rummenigge, nel film si parla di un altro "mito" dell'epoca, la Banda della Magliana, organizzazione criminale coinvolta nelle più grandi scelleratezze del periodo e reintrodotta prepotentemente nell'immaginario collettivo all'indomani della pubblicazione del romanzo di Giancarlo De Cataldo "Romanzo criminale" e della sua trasformazione prima in film e poi in una serie tv. Gli sfigati Moreno (Giallini), Giuseppe (Tognazzi) e Sebastiano (Gassmann) sono degli intenditori della Banda, tanto che organizzano un tour nei luoghi della Capitale in cui "bazzicavano", fra gli altri, Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino e Renatino De Pedis. Proprio quest’ultimo è fra i personaggi più di rilievo di Non ci resta che il crimine e ha il volto di Edoardo Leo.
L'attore è alla sua seconda collaborazione cinematografica con Bruno (se non si conta un piccolissimo ruolo in Nessuno mi può giudicare), mentre Tognazzi è alla prima. Gassmann è stato diretto da Max, oltre che nel sopracitato Beata ignoranza, in Viva l'Italia! e Gli ultimi saranno ultimi, mentre Giallini lo rammentiamo anche in Confusi e felici. Nell'opera settima dell'autore di Nessuno mi può giudicare c’è inoltre Ilenia Pastorelli, che fa la pupa del boss e che, pur non somigliando a Heather Parisi, ha una tutina uguale a quella indossata dalla soubrette americana mentre cantava "Disco Bambina".

Un ritorno al tempo dei Paninari, dei Duran Duran e dei Kiss è abbastanza normale da parte del regista romano. Quegli anni, in cui era adolescente e che ha letteralmente adorato, il nostro li ha già raccontati al cinema, sceneggiando Notte prima degli esami. Celebrandoli, non si è dimenticato di omaggiare neppure il genere action che allora era rappresentato, ad esempio, da Rambo, uscito proprio nel 1982. E di azione, in Non ci resta che il crimine, ce n'è eccome, con sparatorie, calci, cazzotti e vetrate che si infrangono. Tuttavia, la forza del film, il cui copione è stato scritto anche dal geniale e gettonatissimo Nicola Guaglianone, sta in una comicità sia si parola che di situazione. Non rinunciando alle abitudini da uomini del terzo millennio, gli scamuffi protagonisti della vicenda ne combinano di ogni. A qualcuno suonerà il cellulare durante una rapina, qualcun altro spaccerà per sua, per amore, una canzone scritta da altri (proprio come faceva Troisi in Non ci resta che piangere, andando addirittura a scomodare l’inno di Mameli). Eppure, come accadeva nelle buone vecchie commedie all'italiana, accanto alla risata c’è sempre un pizzico di amarezza: nel ritratto di personaggi che per sopravvivere si arrabattano e in una riflessione graffiante sull'Italia di oggi.

CRITICA DI NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Aiutato da Nicola Guaglianone, che è uno degli autori della sceneggiatura, Massimiliano Bruno mescola i generi e accosta alla commedia il poliziesco, passando per il fantasy e citando Ritorno al futuro e Non ci resta che piangere. Il mix gli riesce bene, anche se il film prende quota pian piano e in misura maggiore quando subentra l'azione ed entra in scena un farabutto con il volto di Edoardo Leo. Si ride per la sua aggressività e per il contrasto che nasce fra uomini di oggi e di ieri, mentre si fa strada la consapevolezza che ieri si stava meglio. Ritmato e ben girato, Non ci resta che il crimine regala un personaggio tridimensionale a Gianmarco Tognazzi che passa con disinvoltura dalla risata al dramma, dalla goffaggine all'eroismo. (Carola Proto - Comingsoon.it)
Leggi la recensione completa del film Non ci resta che il crimine.

CURIOSITÀ SU NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Il regista Massimiliano Bruno interpreta nel film il facoltoso e antipatico personaggio di Gianfranco, che i tre incontreranno bambino nel salto nel passato.

A settembre 2019 sono iniziate le riprese del sequel che avrà il nome di Ritorno al crimine, diretto dallo stesso Bruno e con il cast al completo arricchito da Carlo Buccirosso.

FRASI CELEBRI DI NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Dal Trailer del Film:

Moreno (Marco Giallini): Avemo capito o no che stamo nel 1982?!

Giuseppe (Gianmarco Tognazzi): Che stai a fa col telefonino? Te prendono pe' pazzo, mettilo via!

La donna del boss (Ilenia Pastorelli:): Fumi?
Sebastiano (Alessandro Gassmann): No, sono passato da un po' di tempo alle sigarette elettroniche!
La donna del boss: A che?

Moreno: Inventamo er tablet, Facebook, er Pulcino Pio!

Renatino (Edoardo Leo): Qua scherziamo su tutto, tranne che sui soldi!
Sebastiano: È arrivato Mandrake!
Moreno: È Renatino, è Renatino...il boss!

Sebastiano: E dammi tre parole: sole, cuore, amore!
La donna del boss: Ma chi so i Ricchi e poveri? N'a conosco!

Bambino: Chi sei?
Moreno: Il mio nome è Jobs, Steve Jobs!

Moreno: Giù le armi!
Carabiniere: E voi chi siete?
Moreno: Siamo i Kiss!
Carabiniere: I Kiss siete?!

INTERPRETI E PERSONAGGI DI NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Attore Ruolo
Alessandro Gassmann
Sebastiano
Marco Giallini
Moreno
Edoardo Leo
Renatino
Gian Marco Tognazzi
Giuseppe
Ilenia Pastorelli
La Donna del Boss
Massimiliano Bruno
Gianfranco
Daniele Blando
Ventresca
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