No - I giorni dell'arcobaleno: la recensione del film di Pablo Larrain

08 maggio 2013
4 di 5

Un film dopo l’altro il 36enne Pablo Larrain si avvicina sempre di più alla completezza di intenti e del proprio discorso filmico, tanto da convincere senza riserve.

No - I giorni dell'arcobaleno: la recensione del film di Pablo Larrain

Un film dopo l’altro il 36enne Pablo Larrain si avvicina sempre di più alla completezza di intenti e del proprio discorso filmico, tanto da convincere senza riserve. Con il suo No (vincitore della Quinzaine des realisateurs a Cannes 2012) il regista allarga in modo assoluto il suo obbiettivo cinematografico, dando vita alla complessa e vertiginosa narrazione di uno dei più difficili spaccati socio politici della storia recente.
Il momento cruciale del decorso della dittatura di Pinochet in Cile che coincise, nel 1988, con l’indire di un referendum che abolisse la rinomina automatica del generale a capo dello stato, è osservato e riportato alla luce in un’ottica dall’indiscutibile valenza semiotica.

Scegliendo di raccontarlo (servendosi ancora una volta di una regia scarna e di una fotografia “graffiata” e iper-realistica), attraverso il lavoro di chi per settimane preparò la campagna televisiva di 15 minuti quotidiani a favore del No,e dei loro avversari sostenitori del SI, Larrain moltiplica lo spazio di indagine con cui guardare ai concetti di democrazia, comunicazione di massa e libertà di pensiero. Termini ormai logori per l’abuso che se n’è fatto e si continua a farne, e che riportati in un’era quasi pioneristica (il boom delle agenzie pubblicitarie negli anni ’80, l’inizio della diffusione dell’immagine politica attraverso la costruzione a tavolino di modelli demagogici e il populismo d’assalto come strategia del consenso) ritrovano un’urgenza di senso che ci riguarda più che mai, e in Italia non si sa quanto.

Il personaggio che sceglie di coinvolgere in questa mise en abime della comunicazione e del linguaggio visivo (interpretato da uno straniato Gael Garcia Bernal), è quello di un pubblicitario rampante, partner di un’agenzia dalle esplicite aderenze con il regime, che accetta per pura sfida personale la missione quasi impossibile di promuovere il No. Intorno a lui gli esponenti dei partiti di opposizione, letti dal protagonista come dinosauri dalla retorica in via di estinzione, che inizialmente (e comprensibilmente) non riescono a trovare un punto di congiunzione con il decantato nuovo tipo di linguaggio, “moderno” e televisivo da spot pubblcitario, che edulcora ogni orrore con stereotipi esterofili di “felicità”. Ancora intorno a lui una moglie ben più compromessa dalle proprie posizioni politiche con cui reggere un confronto impari: quello tra il comodo qualunquismo che riesce a rendere benestanti e il giudizio di chi, mettendosi in gioco totalmente, perde il rispetto di chi nasconde la testa sotto la sabbia.

Ed è qui che i fili di Larrain si intrecciano con un’armonia ammirabile, perché contrariamente a quanto accadeva con la miseria umana del protagonista di Tony Manero (Alfredo Castro qui, ancora una volta dopo Post Portem, individuo di ambigua e respingente umanità) marcato stretto dalla narrazione che lasciava (ben intendere), ma sullo sfondo, la catastrofe cilena, in No ben a fuoco c’è il fagocitante contesto sociale.
La vita privata del protagonista ha il peso specifico perfetto per entrare e non prevaricare su qualcosa di più ampio, tanto da lasciare il tempo ad ogni riflessione o argomentazione che il film propone di svilupparsi completamente. Attraverso gli occhi del giovane pubblicitario, in una soggettiva tremendamente oggettiva, riusciamo a guardare ad un intero sistema, quello della comunicazione, dritto dritto sin dalle sue fondamenta.
Una prova di intelligenza autoriale portentosa, in cui, quasi miracolosamente come la vittoria del NO, si combinano momenti di ironia e salvifica leggerezza.



Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento