Nelle pieghe del tempo: recensione del fantasy per ragazzi firmato Disney

28 marzo 2018
2.5 di 5
10

Una storia universale indirizzata a bambini e pre-adolescenti. Per gli altri niente di nuovo.

Nelle pieghe del tempo: recensione del fantasy per ragazzi firmato Disney

Le scelte che hanno portato alla realizzazione di questo film sono lodevoli. Per prima cosa Nelle pieghe del tempo ha una forte connotazione femminile per il fatto di avere al centro della storia una ragazzina quattordicenne e tre importanti signore che diventano per lei figure di riferimento. Mai come in questo periodo, in particolare nell'industria del cinema hollywoodiano, s'è sentito il bisogno di ristabilire un equilibrio e un rispetto nei confronti delle donne. E a confermare questa volontà da parte della Disney che ha prodotto il film, c'è stata anche la scelta di affidare il progetto alla regista Ava DuVernay che si è trovata a gestire un budget di oltre 100 milioni di dollari, cosa mai accaduta fino a quel momento a una donna. Quasi contemporaneamente sul fronte dei supereroi a Patty Jenkins veniva affidato un compito simile con la regia di Wonder Woman.

Ma Nelle pieghe del tempo è prima ancora una storia partorita dalla sensibilità da Madeleine L'Engle ben cinquantacinque anni fa. La scrittrice, lasciandosi ispirare da Lewis Carroll e dalla sua stessa passione per le scienze, concepì questo fantasy per ragazzi in cui coraggio e fiducia nelle proprie capacità sono solidi paletti ai quali aggrapparsi. Oltre a elevare dunque il peso delle donne nella storia, la Disney ha anche operato un cambio sull'etnia della protagonista: caucasica nel libro, mulatta di padre bianco e madre nera nel film interpretata dala giovane Storm Reid. Questo è senza dubbio un altro forte segnale che dichiara quanto l'immagine e la cultura afroamericana, da cui proviene anche la regista, possano essere rappresentative per tutti in una storia universale.

Al progetto portano il loro significativo peso artistico Oprah Winfrey, Reese Witherspoon e Mindy Kaling impegnandosi nei ruoli delle tre guide che aiutano la ragazzina nei suoi viaggi astrali. Il padre smarritosi in chissà quale dimensione dell'Universo è interpretato da Chris Pine, anche lui con un ruolo secondario al servizio del messaggio portante del film. L'unica debolezza di Nelle pieghe del tempo risiede nella narrazione, troppo semplificata per agevolare il pubblico tra gli 8 e i 16 anni e poco accattivante per le fasce d'età superiori. La pittoresca avventura è confezionata come una fiaba, ma anche a livello visivo non porta grandi novità rispetto a quanto già visto nei fantasy per ragazzi.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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