Nancy: la recensione del film con Steve Buscemi e Andrea Riseborough

10 dicembre 2019
3 di 5
4

Una storia che avvince nonostante lo stile quotidiano, un thriller dell'anima e un dramma psicologico in cui l'attrice inglese conferma tutta la sua trasformistica bravura.

Nancy: la recensione del film con Steve Buscemi e Andrea Riseborough

Nancy ha 35 anni, è pallida, ha capelli lunghi spettinati e innaturalmente neri (e chissà qual era il suo colore naturale, visto che si ostina a tingerli a pennellate). Vive con l'anziana madre malata e un po' scorbutica, lavora part-time, ha un gatto che adora e contatta un uomo su Internet sulla base di un dolore comune: la perdita di un figlio. Solo che all'appuntamento si presenta con un inganno. Scrive molto bene e ha visitato non si sa quando e come la Corea del Nord: questo è tutto quel che sappiamo di lei. Uno dei pregi di Nancy, film indipendente e low budget interpretato da attori di serie A, è proprio quello di aprirci una finestra su un mondo interiore inizialmente chiuso e asfittico (rispecchiato dall'uso del formato 4:3 che rende piccole le persone e comprime le immagini, prima di passare al 16:9) che si apre grazie all'incontro con un dolore anche più grande di quello della protagonista. Non accadono cose clamorose ma si respira sempre un sapore di verità, che l'autrice e regista, Claudia Chloe, al suo debutto con un lungometraggio di finzione dopo alcuni cortometraggi e una docuserie sulla Corea del Nord, porta all'interno della storia e dei personaggi.

Thriller dell'anima e dramma psicologico, tra le righe Nancy racconta anche una società in cui è sempre più difficile distinguere il vero dal falso e dove si sognano vite alternative che possano compensare la pena della perdita e dell'infelicità. Nel caso della protagonista, vedere in televisione una coppia che ricorda la misteriosa scomparsa della figlia all'età di 5 anni, 30 anni prima, la induce a contattarli e a presentarsi a casa loro dopo la morte di sua madre, per dire che forse è lei la bambina di un tempo, le somiglia e potrebbe esserlo. Il padre è inizialmente diffidente, la madre si affeziona istintivamente a questa strana ragazza, ma nell'attesa di conoscere gli esami del DNA si creano dei legami. Non importa in fondo quale sia la verità, fin tanto che si può immaginare una vita diversa e più giusta. Chloe ci conduce all'interno di quell'America provinciale che vediamo poco nel cinema mainstream, nella periferia di un impero dove vive gente che non è glamour e stenta per sopravvivere ma esistono anche figure di intellettuali come i genitori della bambina scomparsa, che il grande dolore ha reso più uniti. Un paese immenso, in apparenza freddo e inospitale, dove ragazzini vanno a caccia con fucili non adatti a loro e connessioni improvvise si dimostrano quasi più forti dei legami di sangue.

Nancy non è un giallo, però ci tiene sempre sulle spine, perché partecipiamo con la protagonista a questo strano incontro senza sapere come finirà. Andrea Riseborough si conferma come una delle attrici europee più brave e trasformiste: gli occhi restano l'unica costante in un volto mutevole e drammatico, che può essere affascinante ma non teme di apparire brutto. L'abbiamo vista in Oblivion, in Mandy, Birdman, Morto Stalin se ne fa un altro e nel televisivo Black Mirror, ogni volta diversa e sempre impeccabile. Con Nancy aggiunge alla sua galleria di personaggi femminili un altro ritratto di donna particolare, che sembra calzarle come una seconda pelle. Vero e proprio camaleonte del cinema contemporaneo, Riseborough si spende allo stesso modo sia nel cinema ad alto budget che in una piccola pellicola indipendente come questa, mostrando un interesse per il lavoro dell'attore in quanto tale, dove a contare è l'umanità dei personaggi raccontati e non i soldi che ti danno per farli.

Vedere Steve Buscemi in un ruolo contenuto e compresso, con pochissime battute ma un mondo intero espresso attraverso lo sguardo e la fisicità, ci ricorda quanto sia straordinario questo attore, anche se a rubargli la scena è J. Smith Cameron, più nota per i ruoli tv, che ricopre con commovente intensità il ruolo della "seconda" madre. Completano il cast Ann Dowd e John Leguizamo, tutti interpreti capaci di dare corpo e forza al non detto come all'esplicito e di conferire realismo a personaggi che, a prescindere dal poco tempo in cui appaiono sullo schermo, sono elementi essenziali della storia. Si vede che gli attori credono alla qualità della scrittura di Christina Choe, di cui sono capaci di interpretare anche i silenzi e sono riconoscenti all'autrice per aver offerto loro un copione diverso dai soliti, che li costringe a scavare a fondo dentro se stessi. Una sfida che rappresenta un invito a nozze per chi abbia ancora la vocazione per il mestiere d'attore.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento