Mother's Day: recensione della commedia al femminile con Julia Roberts e Jennifer Aniston

21 giugno 2016
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Garry Marshall prosegue a raccontare la famiglia americana.

Mother's Day: recensione della commedia al femminile con Julia Roberts e Jennifer Aniston

Il giro delle festività annuali americane prosegue per Garry Marshall. Dopo San Valentino in Appuntamento con l’amore e Capodanno a New York, riunisce il suo consueto cast pieno di star nei giorni immediatamente precedenti alla festa della mamma. Sono passati 26 anni dall’apparizione di una giovane e inconsapevole Julia Roberts in Pretty Woman, sempre diretto da Marshall; ora, in Mother’s Day, è una conduttrice di televendite tutto carisma, imprenditrice di un impero di prodotti per le massaie americane. Insieme a lei due quarantenni: Kate Hudson, alle prese con dei genitori profondamente conservatori, incapaci di accettare il suo partner indiano, figuriamoci il legame omosessuale dell’altra figlia; e Jennifer Aniston, in preda a una crisi di autostima dopo essere stata lasciata dal marito, nel frattempo felicemente accasato con una stanga ventenne dalle forme perfette.

Se vi suona già sentita questa situazione, non vi sbagliate. La Aniston ormai sembra essersi ritagliata un ruolo autorironico che ricorda la fine del suo rapporto con Brad Pitt, accasatosi con la più giovane e bella Angelina Jolie.

Garry Marshall a 80 anni prosegue il suo cammino nel cinema al femminile, in cui sarebbe ingeneroso voler ritrovare la carica di rottura esilarante dei suoi successi televisivi di altra epoca, Happy Days e Mork e Mindy. Il suo è il tentativo di conquistare un pubblico, prevalentemente femminile, di non più giovanissime, che possano rincuorarsi nel vedere queste grandi personalità del mondo dello spettacolo alle prese con i loro stessi dubbi e insicurezze. Il filo rosso che lega tutte le vicende è la maternità: quella vissuta, quella nascosta, quella agognata. La famiglia può evolversi, ci dice Marshall, diventando una dinamica fluida in continuo movimento, ma la mamma è sempre la mamma, unica e indivisibile. Come dire, concede da una parte spazio a una visione più vicina all’estensione dei diritti civili dei nostri giorni, mentre dall’altra rassicura il proprio pubblico di riferimento più moderato.

La sua natura di film da laboratorio satura la pazienza dello spettatore; stonano le concentrazioni di ogni possibile declinazione della maternità in così pochi nuclei famigliari, così come gli invariabili luoghi comuni sull’essere donna e single. L’induzione alla lacrima non convince, mentre qualche risata Mother’s Day la strappa, grazie al talento comico di Jason Sudeikis e una Jennifer Aniston saggiamente parca di interventi del chirurgo plastico, con delle forme genuine e tempi comici sempre misurati. Ingessata nelle rigidità del suo personaggio, invece, Julia Roberts, la quale dosa con attenzione da saggia imprenditrice le apparizioni al cinema.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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