Moglie e marito: recensione della commedia con Kasia Smutniak e Pierfrancesco Favino

07 aprile 2017
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Cura estetica e Favino sono gli highlights di una commedia delicata e prevedibile.

Moglie e marito: recensione della commedia con Kasia Smutniak e Pierfrancesco Favino

Tra moglie e marito... meglio non mettere onde cerebrali che potrebbero complicare le già complicate dinamiche di una coppia. Altro che dito. Invece proprio questo succede nel film diretto dall’esordiente alla regia cinematografica Simone Godano. Impostata più come una fiaba che come una farsa, la commedia prova comunque a inoltrarsi in una messinscena realistica nonostante la premessa surreale.

Imparare a mettersi nei panni degli altri è una buona attitudine per sviluppare empatia, diventare più accondiscendenti, migliorarsi e migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani. Mettersi nel corpo di qualcun altro è una faccenda complessa con risvolti esilaranti e con effetti dirompenti. Però in quanto a reciproca comprensione si possono fare passi da gigante. Il film non trascura questa lettura più intima e, sull’altro fronte, si concede qualche momento più “esplicito” sulle ancestrali differenze fisiche tra uomo e donna, con tanto di scena di sesso a ruoli invertiti.

Pierfrancesco Favino è un medico, un uomo medio che non capisce più le esigenze della moglie, mentre Kasia Smutniak interpreta una conduttrice televisiva che non riconosce più il marito tra le mura di casa. L’inversione menti/corpi porta uno nella vita dell’altra, con i prevedibili sentieri che questo espediente narrativo permette di imboccare. Il cinema americano è ricco di scambi simili, uomo/donna, adulto/adolescente, papà/figlio, mamma/figlia e Moglie e marito arriva per proporne una versione italiana, non certo per rivoluzionare il genere.

Al di là della prevedibilità, il film si mette in risalto per una certa cura estetica. Al regista piace il fascio di luce verso l’obiettivo, sia esso quello di un proiettore o del sole, e la stessa penombra della scena di sesso è ben calibrata per toni e colori evocando il surrealismo del momento. Favino è l’ottimo interprete di sempre, ma l’impressione è che la sua versione femminile sia più femminile di quanto non fosse la Smutniak prima dello scambio. Molto solido il supporto di Valerio Aprea nel ruolo del medico amico di lui.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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